![]() link, note e riflessioni sulla scrittura (professionale e non) |
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venerdì, agosto 08, 2008 --> Indispensabile blurb. giovedì, agosto 07, 2008 --> A lezione di inglese. Giancarlo Livraghi ha aggiornato e pubblicato in pdf il suo testo Ambiguità di alcune parole inglesi (sottotitolo: Trecentottanta esempi di errori di traduzione, difficoltà, incomprensioni, sciocchezze e bizzarrie). Un utilissimo ebbok di 120 pagine. A chi volesse approfittare dell'estate per rinfrescare in rete il suo inglese, consiglio Newsroom 101: quasi 2.000 esercizi interattivi per giornalisti, scrittori, editor e studenti che desiderano controllare la loro proprietà di linguaggio secondo le linee guida del manuale di stile dell'Associated Press. In realtà, ottimo per chiunque. martedì, agosto 05, 2008 --> Partecipare. L'indagine annuale The survey for people who make websites del mitico A List Apart è una fonte interessantissima di informazioni professionali per chi pensa, crea e scrive contenuti per il web. Lo scorso anno vi hanno partecipato 33.000 persone, di tutto il mondo. E' in linea il questionario per l'edizione 2008. Non sarebbe male far sentire più forte la voce dei professionisti italiani del web, anche per poi poterci confrontare sui risultati. Io lo farò. ![]() --> Storie, appunto... Stavo già pregustando l'immersione nella Casa del sonno di Jonathan Coe, quando inaspettatamente mi sono arrivati a tempo di record (e come al solito gravati dalle spese doganali) tre libri che avevo ordinato da Amazon. Libri non proprio di lavoro, ma su temi vicini alla scrittura che in questo momento mi interessano molto. Eccoli:
--> Trasporti narrativi. Sul potere delle storie sono stati versati fiumi di inchiostro, soprattutto negli ultimi tempi. Meno scontato è che ora se ne occupi una delle più autorevoli riviste scientifiche del mondo. Sul numero di settembre 2008 di Scientific American, l'articolo The secrets of storytelling: Why we love a good yarn va più a fondo e spiega perché anche tanti scienziati si stiano occupando di storie e narrativa. Studiare le storie che ci tramandiamo da millenni significa studiare il funzionamento della nostra mente e del nostro comportamento sociale, come indicano le numerose e soprattutto recenti ricerche citate nell'articolo. Le storie sono i nostri "simulatori di volo" nella transvolata della vita, il modo più istintivo di affrontare la paura ed evitare brutte cadute. Non solo da piccoli, quando ascoltiamo le più tragiche e drammatiche fiabe, ma anche da grandi, nel nostro lavoro e nei rapporti con gli altri. Nulla ha il potere persuasivo di una buona storia: il "trasporto narrativo" può farci cambiare idea e prospettiva, provare empatia e attingere coraggio, assumere un comportamento positivo, oppure desiderare e acquistare un prodotto. Una ragione in più per abbandonare, almeno d'estate, i manuali di comunicazione e darsi senza remore a romanzi e racconti. domenica, agosto 03, 2008 --> Un'attualissima comunicatrice del secolo scorso. Immaginate di avere davanti a voi una caraffa di vino. Scegliete pure l'annata che preferite per questa dimostrazione di fantasia, che sia di un bel rubino intenso. Avete due calici: uno è d'oro massiccio, riccamente cesellato; l'altro è di puro cristallo, esile e trasparente come una bolla. Versate il vino e bevete. QUESTA E' UNA TIPOGRAFIA CROCEVIA DI CIVILTA' DA QUESTO LUOGO LE PAROLE POSSONO VOLARE LONTANO
PER NON MORIRE CON LE ONDE SONORE NON CAMBIARE SOTTO LA PENNA DELLO SCRITTORE QUI OGNI PAROLA E' CONTROLLATA E FISSATA PER DURARE NEL TEMPO AMICO, SEI IN UN LUOGO SACRO QUESTA E' UNA TIPOGRAFIA
lunedì, luglio 28, 2008 --> Spigolature d'oltreoceano Sul sito MyRagan (l'iscrizione è caldamente consigliata) della società di comunicazione di Chicago Ragan, trovate un ottimo articolo, concreto e aggiornato, sulla stesura dei comunicati stampa, tratto dalla loro (costosa) newsletter Corporate Writer & Editor. Gerry McGovern, nella sua newsletter di ieri (News you can use) metteva in guardia i comunicatori online dal riempire di news le home page di siti e intranet. Le news danno (a chi le pubblica) la sensazione di un sito molto aggiornato, ma pare comincino a stancare i lettori, come dimostra una ricerca molto dettagliata dell'Associated Press. Per una volta, sono abbastanza d'accordo con McGovern: in fondo news e comunicati stampa sono stati sempre pensati e scritti per i giornalisti. Per funzionare anche per i normali utenti devono contenere qualcosa che li interessa davvero o assumere una forma diversa. Per quanto imperi e funzioni egregiamente, il modello di costruzione di un testo secondo la Piramide Rovesciata non è affatto l'unico. Sul sito del Poynter Institute, un corso di due ore sulle ASF, ovvero Alternative Story Forms. Gratis. --> La grazia e le grazie di Correggio. Le opere d'arte, come i libri, dovresti rileggerle in diversi momenti della vita, perché ogni volta ti sveleranno qualcosa di diverso. Qualcuna non ti piacerà più. Altre, che ti avevano lasciato indifferente, ti entusiasmeranno. Correggio, il pittore cinquecentesco che prese il nome dal suo paese vicino Parma, a me è piaciuto sempre ma dopo aver visto ieri la splendida mostra che gli dedica a Roma la Galleria Borghese, so meglio perché. Il suo vero nome era Antonio Allegri, ma secondo il biografo degli artisti Giorgio Vasari, non fece molto onore al suo nome, essendo anzi persona molto schiva e malinconica.Di tutt'altro segno la sua pittura: che dipinga una Madonna con il bambino, un'amorosa dea o un tripudio di angeli e santi, Correggio sa infondervi gioia, allegria, serenità. Una quotidianità avvolta da una luce dorata. Non era facile muoversi tra i grandi mostri sacri contemporanei. In Correggio, c'è qualcosa di ognuno: la prospettiva aerea e i volti pieni di sentimento di Leonardo, le figure avvitate come serpenti di Michelangelo, la passione per l'antico di Raffaello. Eppure Correggio non assomiglia a nessuno, prende e rielabora nella sua solitudine provinciale per esplodere con opere uniche che si alzano su su a bucare di infinito le volte delle chiese e anticipano di un secolo la grande pittura barocca.Il bello è che porta nei cieli la quotidianità della terra. La Vergine assunta in cielo è una ridente ragazza parmigiana che per sostenersi si appoggia con il piede a un indispettito puttino. La giovane Madonna degli Uffizi, finalmente sola con il suo bambino, esplode in grida e gesti di tenerezza, come una mamma qualunque. Ci sarà pure dietro l'altissima colonna che allude alla Chiesa e alla fede, ma a lei sembra non importare proprio nulla. Il pittore delle madonne e della grazia non si tirò affatto indietro quando, alla fine della sua breve vita, Federico Gonzaga e Isabella d'Este gli commissionarono una serie di quadri dal tema assai difficile: gli amori di Giove, il quale adorava sedurre dee, ninfe e ragazzetti ricorrendo a qualunque stratagemma pur di non farsi scoprire dalla moglie. L'incarico era importante: il duca di Mantova intendeva regalare i quadri all'imperatore Carlo V. Quegli stratagemmi olimpici divennero per Correggio gli spunti per soluzioni compositive e tematiche inedite e audacissime, che gli fecero scalare le vette dell'erotismo in quadri talmente belli e delicati che anche il bacchettonissimo Filippo II di Spagna non trovava niente di male nel rimirarli di tanto in tanto. Della sacerdotessa Io non vediamo nulla se non quella schiena bianchissima che pare precipitare verso di noi e il viso estatico. Il seduttore Giove è quella nuvolona nera che la avvolge completamente per non lasciare spazio a niente altro; solo vicino al viso della ragazza scorgiamo in trasparenza il bacio appassionato del re degli dei. Per Danae, invece, Giove prese le sembianze di una pioggia dorata che le cade dritta dritta in grembo. L'evento portentoso si svolge in una semplice camera da letto al tramonto, tra candide lenzuola e amorini che giocano. Nessuno sguardo malizioso, come in Tiziano, niente rossi infuocati di passione, solo una sinfonia di bianchi, grigi e oro. ![]() martedì, luglio 15, 2008 --> Break.
Però potete leggere uno degli ultimi articoli che ho scritto per Scrivere di De Agostini: Il business writer non butta mai niente. Un mio pallino.Stacco dal blog per tre-quattro giorni. Ciao a tutti.
--> Semplicità & Chiarezza. Nelle ultime settimane mi sono molto occupata di semplificazione e indici di leggibilità. Ci tornerò su nel MdS. Intanto mi sono rispulciata ben bene la webliografia e mi sono ricordata di una risorsa importante che volevo linkare da tempo. Eccola: il capitolo dedicato alla chiarezza e alla semplicità dei testi nella Guida all'accessibilità di Michele Diodati. Utile per tutti, non solo per chi deve garantire siti accessibili. --> Le parole di Sagarana Ci preoccupiamo delle parole, noi scrittori. Le parole significano. Le parole indicano. Sono frecce. Frecce conficcate nella ruvida pelle della realtà. E più sono astratte e imponenti, più finiscono per assomigliare a stanze o a gallerie. Possono espandersi o franare. Possono riempirsi di cattivi odori. Spesso ci fanno ripensare ad altre stanze, in cui ci piacerebbe vivere o ci sembra di vivere già. Possono diventare spazi inabitabili perché perdiamo l’arte o la saggezza necessaria per viverci. E alla fine quelle cubature di intenzioni mentali che non sappiamo più abitare verranno abbandonate, sprangate chiuse per sempre. Comincia così il saggio di Susan Sontag pubblicato sul numero appena uscito della rivista letteraria Sagarana, diretta da Julio Monteiro Martins. Numero che come sempre ci riserva molte altre belle cose: Canetti, Pasolini, Lispector, Moravia, Pérez-Reverte e poeti che qui in Italia non conosciamo, tutti con testo orginale e introdotti da splendide fotografie. Ma questa volta secondo me il pezzo forte è la mostra virtuale dedicata al Brasile Coloniale. --> Criticità Nella sua rubrica La parola, su Internazionale di questa settimana Tullio De Mauro si occupa di una parola che nelle aziende si usa fino alla nausea: criticità. Non ci sono più problemi o difficoltà, ma solo criticità o meglio ancora elementi di criticità, che appartengono alla stessa famiglia dei punti di forza e punti di debolezza. Prendendo spunto dalle neosemie, cioè dalle parole che nel tempo assumono nuovi significati oltre a quello originario, De Mauro scrive: "Da anni ormai usiamo in italiano criticità (all'inizio specie al plurale) per dire non più solo "spirito critico" o "condizione critica", ma "punto critico" e, addirittura, "disfunzione". I dizionari ne tacciono. E i dizionari francesi, inglesi e spagnoli omettono perfino le parole criticité, criticity, criticidad, ben diffuse oggi, specie al plurale, nel senso di "difficoltà" "défaillance". Ben diffuse, ma molto meno che in italiano. L'Italia è talmente piena di criticità che ha esportato in altre lingue il nuovo senso?" giovedì, luglio 10, 2008 --> Mai più senza Corbel! Un paio di settimane fa il maestrino per caso Vanz ha scritto un post su come scrivere un curriculum per il web. Siccome spesso lo chiedono a me e non so dare consigli così utili e in maniera così convincente, linko con una piccola aggiunta. Via 60 Questions, il blog annesso a Redaction.be, scopro che il laboratorio sull'usabilità della Wichita University ha svolto alcuni dottissimi studi sui font e in particolare uno sul font più adatto per un curriculum: è il Corbel, "neutral in personality and high in legibility", perfetto per qualsiasi lavoro vi proponiate. --> Pensavo ai segnalibri... ... ma quasi quasi mi faccio la macchina ;-) ![]() E' la proposta dell'ultima newsletter arrivata nella mia posta, qualche minuto fa. --> Scrivere per il capo. Per anni in azienda ho scritto discorsi per il top management. All'inizio con molta paura, poi con sempre più gusto. C'era chi ti lasciava carta bianca e poi leggeva diligentemente il discorso senza porsi troppi problemi. Potevi anche fargli citare in chiusura Walter Benjamin senza che lui sapesse chi fosse, ma non importava. L'amministratore delegato leggeva con fiducia e convinzione. C'era chi ti faceva negoziare tutto e voleva rivedere le mille stesure, e chi si considerava già bravissimo ma "siccome non aveva tempo" si faceva dare un "aiutino". Ho imparato tantissimo da quelle maratone retoriche, soprattutto a sentire il ritmo del testo, a sintonizzarlo su quella particolare persona. E' un'attività che ora non svolgo più, ma continuo a seguire con molto interesse il tema dello speech writing e ora che c'è YouTube gli spunti sono innumerevoli. Così vi segnalo che la società di comunicazione Ragan ha aggiunto una nuova newsletter al suo set di pubblicazioni gratuite, Executive Communication and Speechwriter Weekly. Dedicata tutta ai ghost writer e a chi cura la comunicazione dei top manager. Articoli, consigli, recensioni di libri, e tanti video. PS Ho ripescato un mio post di tre anni fa sulla scrittura dei discorsi. --> Sulla soglia del libro. Ci sono temi affascinanti nel mondo della comunicazione - non temi specialistici ma quasi popolari - che stranamente sono oggetto di pochissimi siti, blog, articoli, studi. Uno di questi è la copertina del libro, quella "soglia" magica che ha il potere di farci comprare un libro di impulso solo perché ha una gran bella porta. Fatta sì del titolo dato dall'autore, ma anche di forme, immagini e colori. Una libreria è prima di tutto una grande città piena di queste porte colorate, aggregate in quartieri tematici o in piccoli villaggi d'autore. Spesso sono loro a determinare le nostre passeggiate tra gli scaffali. Così quando Alessia Rapone mi propose di scrivere un quaderno sulle copertine dei libri ne fui entusiasta: ne nacque La porta dei desideri: la copertina. Proprio in virtù di quel quaderno un'altra appassionata di copertine, Sonia Boselli, mi ha segnalato il sito Libriecopertine, nato dalla sua tesi di laurea. Un sito pieno di copertine, aggregate secondo interessantissimi criteri, per esempio i "titoli proliferanti" oppure "lo scrittore che non è d'accordo". In ogni categoria si possono suggerire nuove copertine e contribuire con una propria descrizione. Volete partecipare? PS Ora possiamo mettere su un tradizionale scaffale di legno anche i nostri libri schedati su Anobii. Non fa tutto un altro effetto? Ecco uno dei miei scaffali sulla scrittura professionale: ![]() mercoledì, luglio 09, 2008 --> Adolescenti e scrittura. Sono oltre 70 pagine, appena scoperte, quindi non le ancora lette, ma appunto il link per me e per voi. Si tratta della recentissima ricerca che il Pew Institute ha condotto sul rapporto degli adolescenti con la scrittura, quella elettronica e quella "classica": Writing, Technology and Teens. La cosa più sorprendente è che i ragazzi (statunitensi) pare non considerino "vera scrittura" quella di email, chat, sms e instant messaging. Lì si sentono autorizzati alla velocità e alla sciatteria, mentre annettono una grande importanza alle capacità di espressione scritta che acquisiscono e applicano a scuola, perché sono convinti li aiuteranno nella riuscita personale e professionale. Come tutte le ricerche del Pew, scaricabile gratuitamente sul web. lunedì, luglio 07, 2008 --> Parole nell'etere. Nel delirio multasking che prende tutti quelli che stanno ore e ore davanti al pc, me compresa, sembra di riuscire a fare e conoscere mille cose ma altre mille ti sfuggono. Qualche volta cose interessantissime, che dovresti vorresti fermare tutto e approfondire solo quelle. Così ho salvato subito il link alla pagina di Dentro la sera ddi Radiotre, che sta riproponendo in questi giorni 25 Conversazioni sullo scrivere di Giuseppe Pontiggia, il primo grande insegnante popolare di scrittura creativa in Italia, capace di riempire teatri interi parlando di parole. Ho tentato invano di salvare le trasmissioni già andate in onda, visto che il tasto Scarica lo promette, ma il sito della Rai è notoriamente un caos, un insieme sterminato di repubblichette indipendenti, ognuna con leggi tutte sue. Se qualcuno capisce come salvarle, faccia un fischio a tutti. Che differenza la pagina dei podcast della Radiotelevisione della Svizzera Italiana! Usabilità e chiarezza da manuale. Dateci un'occhiata, per la forma e il contenuto. Ci troverete bellissime rubriche e trasmissioni sulla lingua, i libri, l'editoria e tante altre splendide cose. Ma la differenza si capisce benissimo: alla RTSI fanno concorsi veri e assumono persone brave e competenti. I risultati poi sono questi. domenica, luglio 06, 2008 --> La freddezza dei numeri e il calore delle emozioni. ![]() Solo i graphic editor dell'Economist sanno creare, in un rettangolo orizzontale, un tale concentrato di potenza informativa, unendo la precisione dei numeri alla forza dell'emozione. Oggi hanno fatto un vero capolavoro, denso ma leggibilissimo. Titolo chiaro, contrasto cromatico perfetto giocato sul fondo nero e l'azzurro delle barre e della felpa della Betancourt. E poi quel taglio particolare della foto, che concentra lo sguardo sugli occhi chiusi e le nocche delle mani. Chiunque - ormai tutti noi - realizza presentazioni con le slide dovrebbe ricordarsi di dare un'occhiata al "grafico del giorno" dell'Economist. Io cercherò di ricordarmene. --> Non solo un gioco. Mi correggo rispetto al post su Wordle. Non è affatto solo un giochetto sfizioso, ma un utilissimo rivelatore di fuffa o aria fritta. Se qualcuno - cliente o collega - resiste al vostro editing, se non riuscite a convincerlo che il testo non dice niente, che bisogna tagliare il superfluo ed essere più precisi, se avete già tentato di tutto, non perdete altro tempo. Fate finta di cambiare argomento, assumete un'aria distratta e dite: "Sai che ho appena trovato su internet una cosa carina?". Copiate il testo incriminato, incollatelo su Wordle, schiacciate GO e lasciate apparire tutta la fuffa nella sua coloratissima evidenza. Se, come è appena successo a me, le parolone che campeggiano su tutto sono nell'ordine sviluppo, sempre, processi, innovativi, sistema, è evidente che c'è qualcosa che non va. Fine delle chiacchiere, avanti con l'editing. |
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