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link, note e riflessioni sulla scrittura (professionale e non)


martedì, agosto 31, 2004

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La mano sul foglio.
Sul Corriere della Sera di oggi un interessante dossierino sulla perdita dell'arte della "bella scrittura", ovvero la calligrafia, la scrittura a mano.
Un tema che mi tocca molto, perché appartengo a quella folta schiera di persone che senza la tastiera non sa praticamente più scrivere.
Scrivo a mano quando prendo appunti in una conferenza o in una riunione, ma per essere chiara a me stessa uso ormai solo lo stampatello, figure, frecce, un righello per contornare e sottolineare, tante penne colorate. Ho ormai perso la capacità di scrivere caratteri tondeggianti a favore di una scrittura tutta funzionale e geometrica.
E' un peccato, per me e per tutti coloro che, come sottolinea l'articolo del Corriere, perdono addirittura opportunità di lavoro e concorsi perché la loro scrittura a mano è incomprensibile.
Eppure ammiro la calligrafia negli altri, la noto, così come conservo gelosamente lettere e cartoline di bisnonni e antenati che scrivevano con mille ghirigori e svolazzi.
Ma la calligrafia si può coltivare come arte e passione anche (e forse soprattutto) se nel lavoro e nella vita quotidiana abbiamo sempre il computer davanti. Una visita al sito della Associazione Calligrafica Italiana può suggerirvi come.








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domenica, agosto 29, 2004

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Strepitoso.
Ogni tanto nel sempre più noioso web si inciampa in qualcosa di bellissimo e inaspettato. Mi è appena successo: Get writing. Everybody has a tale to tell. What's your story. 
E' il portale della BBC dedicato all'insegnamento online della scrittura creativa e alla scrittura per i media. C'è tutto, per tutti: comunità virtuali di cittadini-scrittori, corsi che vanno dalla scrittura di libri per bambini alla scrittura di viaggi (tenuti da grandi scrittori), introduzione alla scrittura per la radio e la televisione, più la possibilità di creare la propria cartella con lavori, bookmark, critiche degli altri. E mi fermo qui perché potrei andare avanti per parecchio.
Quello che si chiama un vero e grandioso servizio pubblico, che dà per scontato che imparare e divertirsi a scrivere è un diritto di tutti.




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Busta della spesa.
Stamattina sono uscita da Feltrinelli con:
Le vie del senso, di Annamaria Testa (Carocci, 18 euro).
Libro molto esile e costoso, ma della Testa mi fido quasi ciecamente. La prima sbirciata sotto le fronde degli alberi di Villa Borghese mi dice che ho fatto bene a comprarlo.
Pubblicità d'autore,
di Paola Sorge (RAI-ERI, 7,75 euro).
La penna degli scrittori al servizio della pubblicità: da Edmondo De Amicis a Dario Fo.
Belle parole, di Ferdinando Sallustio (Bompiani, 9 euro).
Siccome vedo molto poco la televisione, non sapevo che Ferdinando Sallustio fosse una star dei quiz. Penso comunque che abbia fatto un'opera meritoria. Il suo libro raccoglie 100 discorsi famosi, da Mosé a Ciampi, passando per Buddah, Cicerone, San Paolo, San Francesco, De Gaulle, Che Guevara, Martin Luther King, Papa Giovanni, Kennedy, Madre Teresa, Nelson Mandela, Clinton. Ognuno con una breve biografia dell'oratore e il "perché" del discorso. Bellissimo, e obbligatorio sullo scaffale di ogni scrittore professionale.








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libri

mercoledì, agosto 25, 2004

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ScrittoLettoDettoFatto

Per chi vuole cimentarsi con la scrittura breve, anzi con racconti brevissimi, di sole cento parole, c'è il sito ScrittoLettoDettoFatto, una iniziativa nata tra amici che sta crescendo di giorno in giorno.


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Riceviamo e volentieri pubblichiamo.
Messaggio da dasar:
"
... questi inglesi mi sembra abbiano qualche lacuna culturale ....
Va bene Shakespeare, ma Giulio Cesare e i suoi scritti (tanto per fare un esempio)?
E Plutarco che ha analizzato gli stili di leadership di coppie di leader omologhi?
Non è che per caso l'Economist voleva fare pubblicità a un noto (ed estremamente noioso) libro di management
che prende spunto dalle opere di Shakespeare ed è stato scritto, guarda caso, da un inglese?
E poi mi viene in mente Confucio, senza contare Lao Tse ancora prima di lui.
E dove mettiamo "L'arte della guerra" di Sun Tzu?
Non vorrei poi citare "Il libro dei cinque anelli" di MiYamoto Musashi ....
Insomma, non c'è solo Shakespeare e l'Inghilterra."










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libri

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Cari manager, nulla è meglio di Shakespeare.
L'Economist di questa settimana lo ha detto chiaro e tondo. I libri sul tema business sono quasi tutti orrendi, noiosi, senza un'idea forte, praticamente inutili.
La formula è ormai standard: frasi brevi, liste puntate a più non posso, stili diversi che rispecchiano l'effetto collage dato dalla quantità di autori diversi, linguaggio tra il powerpoint e la relazione di un consulente, caratteri tipografici aggressivi, aneddoti e storielle di ogni tipo e nei titoli, possibilmente almeno un animale e un numero. Gorilla, pesci, e mucche viola quest'anno andavano per la maggiore (La mucca viola. Farsi notare (e fare fortuna) in un mondo tutto marrone, di Seth Godin: la copertina è carina, ma tenetevi alla larga dall'acquisto). Negli USA per l'autunno si preparano Le 18 immutabili leggi della corporate reputation e Le 50 leggi basilari che faranno lavorare le persone per voi...
Comunque i lettori non sono idioti: negli Stati Uniti ogni anno si pubblicano solo 3.000 libri di business e management. I 50 più venduti vanno per le 4.000 copie, la maggioranza non arriva alle 1.000. Quello che forse dovremmo fare noi è smettere di tradurli e di quindi di venderli a prezzi esagerati.
Le maggiori opere sulla leadership, ricorda l'Economist, sono state scritte qualche secolo fa. L'autore di chiamava William Shakespeare.





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libri

martedì, agosto 24, 2004

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La matita di Hugh.
Dopo gli speciali dedicati alla creatività, al marketing e alla pubblicità, la matita geniale e sarcastica di Hugh si sta dedicando al copywriting. Testi e disegni imbattibili.


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Abbassate le maiuscole.
E' ufficiale: il caporedattore di Wired News ha annunciato la scorsa settimana che d'ora in poi il celebre sito scriverà internet con l'iniziale minuscola, e così farà anche per web e net.
Perché? Perché sono ormai mezzi di comunicazione come il giornale, la radio e la televisione, che nessuno di noi si sogna di "capitalizzare".



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Incredibile, ma vero.
We the media, l'ultimo libro di Dan Gillmore, guru del giornalismo online, è interamente scaricabile in formato pdf sul sito della casa editrice O'Reilly.


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libri

lunedì, agosto 23, 2004

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Tutto inizia con un taccuino blu.
Ho appena iniziato il nuovo romanzo di Paul Auster, La notte dell'oracolo.
Per tutti i fanatici della cancelleria, per chi ama i rituali della scrittura, per chi pensa di aver bisogno di un quaderno nuovo per scrivere nuove parole, ecco cosa succede già a pagina 6:
Percorsi il corridoio fermandomi ogni due o tre passi a esaminare i prodotti sugli scaffali. In gran parte si trattava di comuni articoli per l'ufficio o la scuola, ma il campionario era davvero ampio per uno spazio così angusto, e mi colpì la cura posta nell'ammassare e disporre in bell'ordine così tanti articoli, che sembravano comprendere tutto: dai fermagli di ottone di sei lunghezze diverse, a dodici modelli di graffette da carta. Quando girai l'angolo, passando nell'altro corridoio che riportava alla cassa, vidi che uno scaffale era riservato a numerosi prodotti esteri di classe: blocchi in pelle importati dall'Italia; rubriche francesi, fini cartellette giapponesi in carta di riso. C'erano anche taccuini per gli appunti: una pila di fabbricazione tedesca e una portoghese. Trovai particolarmente accattivanti quelli fabbricati in Portogallo, con le copertine rigide, i quadretti e le segnature cucite, e la robusta carta a prova di macchia. Nell'istante in cui ne presi uno e lo tenni in mano fui sicuro di comprarlo. Non c'era frivolezza in quei taccuini, nessuna ostentazione. Erano pratici ferri del mestiere - banali, ordinari, robusti, ben diversi dai moduli in bianco che può venirti in mente di regalare. Però apprezzai la legatura in tela, e anche la forma, ventitré centimetri e mezzo per diciotto e mezzo, cioè appena un po' più bassi e larghi della media dei taccuini. Non so dire perché, ma quelle dimensioni mi diedero una sensazione di profondo appagamento, e tenendo per la prima volta il taccuino tra le mani provai un che di simile al piacere fisico, un'espansione di benessere istantaneo e inspiegabile. Solo quattro taccuini restavano nella pila, ciascuno di un colore diverso: nero, rosso, marrone e blu. Scelsi quello blu, che casualmente era anche il primo in alto.




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libri

domenica, agosto 22, 2004

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Lunghi e accessibili.
Per i documenti lunghi ci stiamo tutti abituando a usare il formato pdf.
Non ingombra le pagine html e lo si può stampare con comodità. Io stessa l'ho adottato per i Quaderni.
La copy neozelandese Rachel McAlpine ci ricorda però che il pdf non è un formato accessibile ai disabili secondo le regole del W3C, oggi fatte proprie ormai da quasi tutte le amministrazioni pubbliche.
In molti casi dobbiamo quindi cambiare le nostre abitudini e considerare di inserire testi lunghi nelle pagine html. Per questo bisogna scrivere e strutturare i documenti in maniera diversa fin da subito, in modo che il testo si possa facilmente distribuire su più pagine.
I consigli di Rachel:
> suddividere rigorosamente il documento in sottosezioni
> titolare con chiarezza ogni sezione e sottosezione, in modo che ogni titolo sia portatore di contenuto (tanto per intenderci, titoli come Introduzione, Premessa, Metodologia, Risultati, sono praticamente inutili)
> introdurre ogni sezione e sottosezione con una frase che ne riassume il contenuto, utilizzando il modello della piramide rovesciata
> dare la massima autonomia a ogni sottosezione, a ogni paragrafo
> attenzione a "questo", "quello", "appena citato", "nel paragrafo precedente", ovvero a tutte le parole ed espressioni che rimandano a un'altra parte del documento
> limitare e sciogliere sempre gli acronimi
> valutare l'opportunità di dedicare a un documento lungo (istruzioni, manuale, libro) un minisito a sé.













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web writing

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Il tempo per scrivere.
L'ultima newsletter di Gerry McGovern è dedicata alla scrittura dei blog, soprattutto nei contesti lavorativi.
Niente di nuovo, se non una notazione abbastanza semplice, che però mi ha colpito: Chi ha molto tempo per scrivere è spesso chi ha meno da dire, mentre chi ha molto da dire, spesso non ha il tempo per scrivere, essendo la scrittura (anche di brevi post) una delle attività più impegnative, soprattutto in termini di tempo.



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Una notizia e la sua immagine.
In questo momento la home page di Repubblica ha in primo piano due notizie apparentemente lontane: il furto dell'Urlo di Munch dal L'Urlo, di E. MunchMunch Museet di Oslo e la "furiosa battaglia di Najaf".
Più di un secolo tra il quadro di un solitario artista norvegese e la guerra in Iraq, il mondo asettico di un museo da una parte, la polvere, la morte e gli spari dall'altra.
Eppure quella faccia stravolta, quegli occhi dalle orbite vuote, quelle mani sulle orecchie, quelle curve compresse e schiacciate in superficie, quei rossi di fuoco e quei fili di giallo mi sono sembrati l'illustrazione migliore della notizia contemporanea che arrivava dall'Iraq.




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Visioni estive.
Ieri sono entrata a Roma nell'ora più calda dalla parte opposta a quella dove entro di solito. Sarà stato solo questo a farmi avere le visioni o forse l'assenza quasi totale di macchine e di rumore?
Non lo so, ma il Lungotevere era una fresca e interminabile galleria verde, il palazzo d'angolo sotto l'Aventino un castello delle fiabe con merli e bastioni, la Galleria Borghese un merletto bianco vegliato da mostri di marmo lungo tutto il muro di cinta.



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on the road

giovedì, agosto 12, 2004

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Glossario.
La Regione Siciliana ha pubblicato sul suo sito un bel glossario di termini della pubblica amministrazione. Da "a latere" a "visto" spiegati ai cittadini.



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mercoledì, agosto 11, 2004

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Poster.
"Se facessimo tutto quello che siamo capaci di fare, rimarremmo letteralmente sbalorditi."
dal poster di un'aula dove ho fatto formazione qualche mese fa.



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Le pulci a MdS.
Tornando a navigare un po', mi sono accorta che Netsemiology, il sito di Cinzia Ligas e Fausto Crepaldi, ha analizzato il Mestiere di Scrivere e lo ha rivoltato come un calzino.
Sono lusingata e anche molto grata a Cinzia e a Fausto, che per una volta mi hanno fatto vedere il sito "da fuori", in maniera un po' oggettiva e spassionata. Mi ritrovo molto sia nelle cose positive, sia in quelle negative.
Tra queste ultime spiccano la lunghezza delle mie pagine e i ritmi rallentati di aggiornamento negli ultimi tempi.
E' vero: le pagine a volte sono molto lunghe, troppo, ma io so che il sito viene quasi sempre stampato e non letto online, per cui penso sia meglio poter fare un'unica stampa piuttosto che la stampa di più pagine.
Io il MdS l'ho progettato senza sapere nulla di usabilità, ma facendomi guidare solo da quello che a me sarebbe piaciuto trovare in un sito. Oggi questo approccio spontaneo e personale fa ridere, ma nel 1998 non c'erano molti riferimenti e io ho preferito fidarmi del mio fiuto. Oggi devo dire che ho fatto qualche errore, ma non troppi :-)
Quanto all'aggiornamento, è vero pure questo, ma è vero anche che il sito si è arricchito di una costola viva e aggiornata quasi tutti i giorni: questo blog che, stampato, ha ormai il volume di un libro. 320 post in poco più di un anno e quasi 1.000 commenti.
In realtà il blog è arrivato al momento giusto e credo sia servito sia a me, sia ai lettori. A me, che stavo stretta nei confini e nello stile del sito e avevo bisogno di sperimentare altre modalità di scrittura, più dirette e personali. Ai lettori, con i quali il dialogo si è fatto più frequente e più fitto.
A settembre tornerò al sito, con alcuni testi cui sto lavorando e
almeno due nuovi quaderni.









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Latitanza.
Ho scritto poco sul blog negli ultimi giorni... perché ho scritto moltissimo fuori dal blog.
Confidavo molto in un agosto tranquillo, di quelli che vai in ufficio, sistemi le tue carte, bonifichi la casella di mail, leggi finalmente qualcosa con calma. Niente da fare: mi è stato chiesto un lavoro nuovo, urgente e impegnativo. Partecipare alla risposta a un bando di gara per un contratto molto importante per la mia azienda.
Non l'avevo mai fatto, come al solito mi sono un po' spaventata e l'adrenalina si è rimessa in moto.
Lo stesso per il contributo a un nuovo progetto del vulcanico Alessandro Lucchini, che mi ha chiesto di scrivere su qualcosa che conosco bene, ma da un punto di vista del tutto nuovo per me. Altra paura, altra scossa.
Mi sono rimessa a studiare e poi a scrivere. Ieri ho calcolato di aver scritto per dieci ore di seguito, con brevissime interruzioni.
Però alla fine ero contenta e ho pensato che ogni tanto il panico da pagina bianca fa un gran bene e altrettanto bene fa che qualcuno ti costringa ad alzare l'asticella e a saltare un po' più in alto.
Quindi, grazie ad Alessandro e grazie a Peppe.








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giovedì, agosto 05, 2004

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Controversie pubblicitarie.
Due segnalazioni interessanti che riguardano il linguaggio publicitario e in particolare: un brand conosciuto in tutto il mondo e la campagna di una università italiana:
1. attraverso l'impareggiabile Beba Manno ho saputo che il buon KitKat dopo 35 anni ha cambiato slogan: da "Have a Break, Have a KitKat" (introdotto nel 1957) a "Make the most of your break". Meno rilassato, più tirato, mi viene da pensare... ma leggete cosa ne ha scritto sul Guardian la scrittrice Fay Weldon, ex copywriter.
2. era impossibile non notare la campagna di affissione dell'Università di Macerata nell'ultimo mese: si faceva guardare, ma non mi ha dato tutto il fastidio che ha dato allo scrittore Marco Lodoli, il quale ne ha scritto (malissimo) sulla Repubblica a fine luglio. Non lo sapevo, l'ho scoperto ieri sul sito curato dal copy della campagna, Massimo De Nardo, il quale ha subito risposto per le rime. E' interessante leggere i due pezzi uno dietro l'altro: sono due prospettive sulla comunicazione e il linguaggio del tutto diverse.
Li stimo tutti e due, ma sulla pubblicità sto decisamente dalla parte di Massimo.





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pubblicità

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Business cards.

 

 

 

 

 

 


Ieri la mia giornata lavorativa - piuttosto impegnativa nonostante sia agosto - è stata allietata dalla scoperta del blog Gapingvoid: fumetti in formato "biglietti da visita" e testi su "come essere creativi in un mondo non creativo", disegnati e scritti da un direttore creativo.
Oltre alle strisce quasi quotidiane, dei veri e propri manualetti su temi particolari, tra cui spicca How to be creative.




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martedì, agosto 03, 2004

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Imperdibile.
Inseguendo dei brandelli di alcune considerazioni di Salman Rushdie sull'importanza della dimensione narrativa nella comunicazione di business, sono approdata sul sito della conferenza annuale dell'International Association of Business Communicators. Le relazioni in formato audio sono a pagamento, ma le decine di handout tutte gratis.


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lunedì, agosto 02, 2004

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10 buone ragioni per praticare lo yoga

1. perché quando cominci cerchi qualcosa, ma finisci per trovare qualcos'altro, in genere più interessante
2. perché quando stai per terra o in ginocchio sul tuo tappetino, ti accorgi che puoi fare a meno di un sacco di cose inutili
3. perché senti che il tuo corpo, da solo, è una macchina perfetta e mandi al diavolo le macchine di acciaio delle palestre
4. perché quando ti accorgi che ci sono mille modi diversi di respirare, pensi che forse ci sono mille modi diversi di fare quello che devi fare tutti i giorni
5. perché i mantra all'inizio ti sembrano una gran stupidaggine, ma quando non riesci più a distinguere la tua voce dalla vibrazione che ti avvolge non lo pensi più, anzi
6. perché il sanscrito è la mamma delle nostre lingue europee e i nomi delle posizioni yoga sono tutti bellissimi
7. perché anche se non hai letto il Bhagavad Gita o le Upanishad, il soffio che entra ed esce con il respiro ti riporta alle sensazioni più vere della vita
8. perché è bello vedere ogni tanto il mondo a testa in giù
9. perché a volte ti senti davvero di stirarti come un cane, dire ciao alla luna o ruggire come un leone
10. perché è un gran bel modo per prendersi cura di sé.










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domenica, agosto 01, 2004

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Antiburocratese.
Un bel manuale sulla semplificazione del linguaggio burocratico scaricabile gratuitamente. L'ha scritto Aurora Lucarelli, dell'URP della Regione Emilia Romagna.


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Crollo delle certezze.
Sono una fanatica delle scalette, della progettazione e della strutturazione dei testi. Faccio ormai tutto col pc: scaletta in word, punti elenco, una complicata classificazione cromatica per i vari tipi di appunti, bibliografia e pagine web in fondo al documento con url e link. Quando finalmente mi metto a scrivere è già tutto lì e le parole arrivano con estrema facilità.
Insomma sono organizzatissima e ne sono sempre molto fiera, tanto che consiglio ad altri di fare come faccio io.
Be', ieri il mio ego professionale è stato sonoramente schiaffeggiato da una eclettica e un po' eccentrica professoressa francese che all'Università Pierre e Marie Curie di Parigi insegna agli studenti come scrivere le tesi, fare ricerche, elaborare abstract, persino come gestire l'ansia da esami (sì, l'università la paga per questo).
Quando mi ha chiesto se volevo vedere le bozze del suo nuovo libro Dal corpo alla scrittura, dalla scrittura alla parola, mi aspettavo di vedere un bel pacco di fogli formato A4 con un testo ordinatamente stampato.
Invece ha tirato fuori un album, come quelli delle foto di una volta, ad anelli, con dentro dei fogli di plastica pieni di cose. Sì, di cose, perché c'erano foglie, fiori secchi, titoli scritti a mano con una bellissima calligrafia, cartoncini colorati, foto, ritagli di giornali... tutto incollato su fogli bianchi che si vedevano e leggevano dai trasparenti. La struttura del libro la cambia spostando i fogli.
Mi è venuto spontaneo passare le mani su quei fiori e quelle foglie: sembrava il libro delle ricerche di quando facevo le scuole medie, ma era bellissimo, anche solo da vedere.
Mentre sfogliavo, Michèle mi ha detto che a lei le idee vengono solo così e intanto ha tirato fuori un piccolo foglietto, dai bordi ritagliati come un merletto. Era la descrizione del mio segno zodiacale: il Toro.
"L'elemento Terra del Toro porta forza, desiderio di un terreno solido, forma, struttura. Conservare è importante. Il Toro ha forti motivazioni, ma prima stabilizza, poi produce. Ama la coerenza, la fedeltà e la pazienza. Per questo, nonostante la profondità emotiva e la sensibilità, può diventare molto rigido, incapace di rischiare. Può impantanarsi, diventare terribilmente passivo, persino pigro...." Oddìo, basta così. Mi darò anche io alle scalette creative.









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Alice & Humpty


 

 

 

 

 

 


Humpty Dumpty: "Quando uso una parola significa quello che ho deciso che significhi."
Alice: "Il problema è se puoi fare che le parole significhino tante cose diverse."

Lewis Carrol, Attraverso lo specchio






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Ciao Tiziano :-(
Nella settimana che sta finendo non ho comprato giornali, né mi sono mai collegata a Internet.
La notizia della morte di Terzani mi ha raggiunta con una telefonata e con un sms e mi è stata comunicata come la fine di un parente o di un amico di famiglia.
E Tiziano parente dello spirito lo era davvero: ho letto negli anni tutti i suoi libri, ho conosciuto posti e persone del mondo con le sue parole e i suoi occhi; ho letto quei bellissimi racconti di quotidianità di sua moglie Angela che sono Giorni cinesi e Giorni giapponesi, che mi hanno fatto entrare nella loro famiglia, tra le pareti delle loro case piene di teli, di candele e di Buddha; sono stata con lui nella piccola casa di New York, quando aveva la tuta scura, i capelli rasati, prima che entrasse in ospedale; ne ho seguito lo sguardo interiore mentre cercava il senso ultimo della nostra vita in solitudine, davanti alle montagne più alte della terra.
Ora le sue ceneri sono volate via, ma i suoi libri sono su migliaia e migliaia di comodini, di zaini, di spiagge, di tavoli di cucina, di librerie. Le sue parole ci hanno consolato, ci hanno fatto superare un momento difficile o disperato, ci hanno aperto gli occhi dentro e fuori di noi, o semplicemente fatto capire che in tutte le situazioni - anche le più dure - c'è la possibilità di scegliere, imparare, meravigliarsi, proseguire il cammino.





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