![]() link, note e riflessioni sulla scrittura (professionale e non) |
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giovedì, ottobre 28, 2004 --> Voglia di web. --> Trance metropolitana. --> Il web sbarrato. --> Le virtù del virtuale virtuàle mercoledì, ottobre 27, 2004 --> Compleanno. martedì, ottobre 26, 2004 --> Numeri. --> I primi nella comunicazione finanziaria online. --> Ma dove vanno le parole? --> L'enciclopedia della Corporate Identity. sabato, ottobre 23, 2004 --> Due parole, tante idee. -->
Convegni. Concordo con Umberto sul fatto che oggi i convegni hanno senso solo se le persone non si riuniscono tutte insieme in un luogo solo per leggere diligentemente il loro intervento una dopo l’altra. Ma lo fanno per interagire tra loro e per far “succedere” qualcosa. Altrimenti ci leggiamo con calma un bel libro o ci scarichiamo gli interventi via internet. A Firenze, stando all’interessante articolo di Umberto, di creatività comunicativa se ne è vista molto poca e credo sia stato un gran peccato, vista la sfilza di teste e intelligenze che c’erano. Avevo un po’ lo stesso timore quando giovedì mattina sono stata all’Università Roma 3 per il convegno Scrittura e Nuovi Media, dove nel pomeriggio ho tenuto un intervento anch’io. Ho sempre qualche pregiudizio verso il mondo accademico, che mi sembra tanto lontano dalla realtà della comunicazione nel mondo del lavoro, anche se mi ci confronto sempre molto volentieri. Invece ho passato davvero una giornata ricca e interessante e partecipato a un convegno dove nessuno leggeva, tutti gli oratori guardavano dritto verso gli studenti e gli altri docenti che avevano di fronte, dove il dibattito è stato vivace, le domande tante, gli intrecci e i dialoghi tra una relazione e l’altra fitti fitti. Io stessa, superato il primo momento di leggera estraneità, ho trovato tanti spunti di riflessione per il mio lavoro anche in relazioni apparentemente molto lontane da me e dalla mia attività. Per esempio, Clotilde Pontecorvo ha parlato della relazione con il testo da parte di bambini di età prescolare: bambini che non hanno alcun timore di cimentarsi con testi lunghi, bambini capaci di riempire un intero foglio di parole quando si tratta di “narrare” qualcosa che li riguarda direttamente, bambini che forse andrebbero stimolati prima delle elementari su questo fronte invece di farli ricominciare dalla singole parole. Guardando i testi disordinati e qualche volta incomprensibili, ma così ricchi per loro, di questi bambini di tre o quattro anni, ho pensato istintivamente alla paura che coglie quasi tutti nel mondo del lavoro di fronte alla scrittura di un testo di una certa complessità. Forse il segreto è liberarsi di formule e schemi e, appunto, ricominciare a narrare. E ancora le storie nell’intervento di Duccio Demetrio, dedicato alla scrittura di sé, all’autobiografia come strada per una nuova alfabetizzazione, in cui le persone si confrontano – attraverso il testo – con i propri ricordi e con il senso della propria vita. Per comprenderla meglio e quindi per cambiarla secondo i propri desideri profondi attraverso un vero progetto autopedagogico. Ho così scoperto che esiste ad Anghiari la Libera Università dell’Autobiografia, dove le persone possono imparare a scrivere di sé, della propria casa, della propria famiglia. Un esercizio bellissimo, che io ho sperimentato alcuni anni fa scrivendo la storia della mia famiglia con l’aiuto dei ricordi di mia nonna, interrogando fotografie, decifrando lettere, inseguendo storie. Rocco Ronchi ha invece focalizzato il suo intervento sulla confutazione del concetto “standard” di comunicazione, quello legato alla trasmissione di contenuti. E, analizzando l’etimologia della parola, ne ha sottolineato la dimensione di evento, di coinvolgimento tra persone, di “esserci, qui e ora, con l’altro e per l’altro”, di relazione e di cambiamento. In “comunicazione” non c’è il messaggio: ci sono il cum, la comunità, il munus (l’obbligo, la responsabilità tra due persone che precedono un contratto). Un’idea della comunicazione che ben si adatta alla comunicazione interna, dove è sì importante che il messaggio arrivi a tutti intregro e preciso, ma ancora più importante è l’interazione tra persone che comporta, il suo potenziale di creare relazioni e cambiamento. Molto interessanti anche i poster, in gran parte dedicati alla comunicazione online.
mercoledì, ottobre 20, 2004 --> Mario Luzi: versi e voce. Stelle? o la loro lontananza? Una manciata di versi tratti dall'ultimo numero di Poesia e la segnalazione di una lunga intervista a Luzi di Antonella Palermo, apparsa or ora su Alice. martedì, ottobre 19, 2004 --> Saggezza per blogger. --> Album creativo.
lunedì, ottobre 18, 2004 --> Abitudini di scrittori. --> Didattichese. mercoledì, ottobre 13, 2004 --> Perle. --> Media Relation in 10 puntate. --> Creatività. --> Ancora sui 13.000. martedì, ottobre 12, 2004 --> Blog aperti, finestre chiuse. --> Il formato dei post. sabato, ottobre 09, 2004 --> Bivio. --> Parole per ricordare. --> Numeri da capogiro. --> Scatole bianche e il ricordo di Jane Austen. --> Libri appena regalati. Yogilates, di J. Urla (Libreria dello Sport, 2003). |