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link, note e riflessioni sulla scrittura (professionale e non)


mercoledì, marzo 30, 2005

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Oltre il mitico Verdana.

All'inizio del 2006 Microsoft inserirà nei suoi prodotti sei nuovi font, pensati per una prolungata lettura da schermo.
Devo dire che sono piuttosto belli e belli sono anche i loro nomi: Calibri, Cambria, Candara, Consolas, Constantia, Corbel. Tutti tondi di C.

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Deliziosi segnalibri.
Social bookmarking, ovvero la condivisione in rete di link e pagine web, organizzati per temi e persino commentati. E' quanto offre del.icio.us, uno strumento gratuito che ti permette di linkare, strutturare e condividere tutto quello che di interessante troviamo durante la nostra navigazione. Molto spartano, ma utilissimo. Lo sto usando da qualche giorno e credo che presto lo condividerò.
Intanto, date un'occhiata alla pagina di Amy Gahran: oltre duecento link (anche molto deep) su temi che vanno dalla scrittura alla creatività, dal pod casting alla comunicazione visiva.

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lunedì, marzo 28, 2005

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Technical writing a Milano.
Dal 20 al 22 aprile prossimo tre giornate dedicate alla comunicazione tecnica. Le organizza a Milano il
STC - Transalpine Chapter, presieduto da Vilma Zamboli, che ha da poco raccontato la sua professione in un'intervista sul MdS.
Il focus è sull'usabilità, tema che verrà approfondito da esperti internazionali e, tra gli italiani, da Michele Visciola.
Parallelamente, ci sarà una sessione in lingua italiana: si parlerà di accessibilità del web, redazione tecnica, problem solving, information design, programmazione neurolinguistica applicata alla scrittura.

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sabato, marzo 26, 2005

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Ascoltare Plutarco (leggendo Clelia)
Devo al post odierno di Clelia la scoperta di questo attualissimo testo di Plutarco sull' arte di ascoltare.
Attuale nel tema, così al centro delle riflessioni sulla comunicazione. Attuale per i consigli, che possono essere direttamente riportati in un moderno manuale di formazione per manager.
Ma inarrivabile per ricchezza lessicale, metafore e immagini, che fanno chinare la testa anche al migliore tra i moderni business writer:

"La maggior parte delle persone, quando bacia teneramente i propri piccoli, ne prende le orecchie tra le mani e li invita a fare altrettanto, con scherzosa allusione al fatto che essi devono amare soprattutto chi fa loro del bene attraverso le orecchie."

"Se è vero che chi gioca a palla impara contemporaneamente a lanciarla e riceverla, nell'uso della parola, invece, il saperla accogliere bene precede il pronunciarla, allo stesso modo in cui concepimento e gravidanza vengono prima del parto."

"Perciò bisogna eliminare dallo stile ogni eccesso e vacuità, mirando esclusivamente al frutto e prendendo a modello le api e non le tessitrici di ghirlande, perché queste, preoccupandosi solo delle fronde fiorite e profumate, intrecciano e intessono una composizione soave ma effimera e infruttuosa, mentre le api, pur volando in continuazione su prati di viole, di rose e di giacinti, vanno a posarsi sul timo, la più acre e pungente delle piante, e vi si fermano 'al biondo miele pensando' poi attinto qualcosa di utile volano via all'opera loro. Così l'ascoltatore fine e puro deve lasciar perdere le parole fiorite e delicate e pensare che gli argomenti teatrali e spettacolari sono solo 'pastura di fuchi' sofisticheggianti, ed immergersi invece con la concentrazione fino a cogliere il senso profondo del discorso e la reale disposizione, d'animo di chi parla, per trarne ciò che è utile e giovevole, rammentando a se stesso che non è andato a teatro o in un odeo, ma in una scuola e in un'aula per raddrizzare la propria vita con la parola."

"Quando si gioca a palla le mosse di chi riceve devono essere in sintonia con quelle di chi lancia: così in un discorso c'è sintonia tra chi parla e chi ascolta se entrambi sono attenti ai loro doveri."

"La mente non ha bisogno, come un vaso, di essere riempita, ma piuttosto, come legna, di una scintilla che l'accenda e vi infonda l'impulso della ricerca e un amore ardente per la verità. Come uno che andasse a chiedere del fuoco ai vicini, ma poi vi trovasse una fiamma grande e luminosa e restasse là a scaldarsi fino alla fine, così chi si reca da un altro per prendere la sua parola ma non pensa di dovervi accendere la propria luce e la propria mente, e siede incantato a godere di ciò che ascolta, trae dalle parole solo un riflesso esterno, come un volto che s'arrossa e s'illumina al riverbero della fiamma, senza riuscire a far evaporare e scacciare dall'anima, grazie alla filosofia, quanto vi è dentro di fradicio e di buio."

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Lingue a Lugano.
Lugano per me è l'immagine di un ottocentesco cancello di ferro battuto che si apre sul lago. Non ho visto molto altro giovedì e venerdì. Sono arrivata di notte e ho solo potuto immaginare i profili delle montagne dalle mille lucine che mi circondavano. 
Ho trascorso le giornate in aula nella sede della Radiotelevisione Svizzera e, quando sono uscita per una passeggiata, il lago era solo una parete di nebbia.
Non importa. Ho scoperto lo stesso tante cose che non conoscevo di questa strana piccola terra dall'aspetto teutonico - pulizia, parchi, portici - ma in cui si parla la mia stessa lingua. La si parla, e ci si tiene assai.
Una delle più longeve trasmissioni radiofoniche - ha la mia età :-) - è La Costa dei Barbari, un appuntamento settimanale dedicato alla lingua italiana, una "guida pratica, scherzosa per gli utenti della lingua italiana".
L'intranet della Radiotelevisione Svizzera di lingua italiana ha una sua "costina", una sezione in cui si avvicendano testi leggeri che affrontano problemi linguistici molto seri e attuali: gli anglicismi, verbi emergenti quali implementare e scannerizzare, etimologie... uno spazio seguitissimo e molto commentato dai dipendenti.
E nelle scorse settimane ben cinque puntate della trasmissione radiofonica Laser hanno trasmesso una lunga intervista a Tullio De Mauro sull'italiano, la sua storia, il suo stato di salute. Temi e tempi impensabili per il nostro servizio pubblico ormai schiavo dell'auditel, ma che tutti per fortuna possiamo ascoltare e gustare sul sito della RTSI.
Ma l'italiano che si parla e si scrive in Svizzera ha le sue particolarità, tanto da avere anche il suo dizionario: Lo Svizzionario.
Te ne accorgi girando per i negozi e dando uno sguardo ai giornali: azione è l'offerta speciale, concordanza un accordo politico, una vista imprendibile quella che dà sul lago. Sì, perché sul lago nessuno ci può costruire sopra e rubarti il panorama.

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lingua italiana

martedì, marzo 22, 2005

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Open everything.

Il modello open source dilaga ben oltre il software. Investe il marketing: il benemerito ChangeThis pubblica un manifesto dedicato all'Open Source Marketing. E in Italia, il 1° aprile decolla un progetto di romanzo open source, un esperimento di scrittura collettiva in rete ambientato in Alto Adige, realizzato dalla Provincia Autonoma di Bolzano in collaborazione con l’ensemble narrativo Kai Zen. Chiunque può partecipare, inviando la sua proposta di capitolo per continuare la storia, fino ad arrivare alla stesura e pubblicazione di un vero romanzo.

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Il mestiere di scrivere per il cinema.


"Cerchiamo belle storie per film che sappiano comunicare, intrattenere, viaggiare a vele spiegate e bravi autori da avviare al mestiere del cinema":
 è stata prorogata al 15 aprile la scadenza per la partecipazione al Premio Solinas 2005, rivolto agli scrittori di cinema professionisti ed esordienti.
Sul sito dello storico premio - organizzato come un porto, un approdo accogliente - anche un vivacissimo forum e, in arrivo, il laboratorio "Cantiere delle Storie".

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lunedì, marzo 21, 2005

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La grazia rigorosa di Livraghi.
Quando ho cominciato a leggere Il potere della stupidità di Giancarlo Livraghi pensavo di confrontarmi con qualcosa di interessante, ma di distante da me. Il potere lo è Il potere della stupidità, di Giancarlo Livraghisicuramente e, quanto alla stupidità, chi ammetterebbe di esserne anche soltanto sfiorato? Ci volevano il passo leggero e la grazia espressiva di Giancarlo Livraghi per farmi percepire la stupidità come una sfaccettatura talmente connaturata nella natura umana da essere anche mia, almeno in molte situazioni della vita personale e professionale.
La sua disamina è brillantemente impietosa ed è difficile sottrarvisi e non sentirsi chiamati in causa, a livello collettivo, ma soprattutto individuale: stupidità come abitudine, come paura, come vigliaccheria, come via di fuga dal cambiamento, dal confronto con gli altri.
Ma questo libretto, che a ogni capitolo ti riflette in uno specchio diverso, contiene in sé l’antidoto della malattia, ti instilla piano piano gli anticorpi attraverso l’esercizio difficile ma sempre possibile della consapevolezza. Con un linguaggio semplice, in cui le parole aderiscono sempre al pensiero e alle cose. Un linguaggio che, come sempre in Livraghi, si fa voce che ti accompagna e ti impegna - anche attraverso la distanza e la lettura - in quella cosa bella e un po’ desueta che si chiama “dialogo” o “conversazione”.

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libri

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Parola del giorno.

metàfora

[vc. dotta, lat. metaphora(m), nom.
metaphora, dal gr. metaphorá
'trasporto, mutazione, metafora', da
metaphérein 'trasportare, trasferire',
comp. di metá (V. meta-) e phérein
'portare' (V. -fero); 1363]
s. f.
* (ling.) Figura retorica che consiste
nel sostituire una parola o
un'espressione con un'altra in base a
un rapporto di palese o intuitiva
analogia tra i rispettivi significati
letterali; ad es. in: 'la bella bocca
angelica, di perle / piena et di rose
et di dolci parole' (PETRARCA)
| "Parlare sotto metafora, per metafore",
in modo allusivo, poco chiaro | "Fuor di
metafora", in modo esplicito, senza
sottintesi.
|| metaforàccia, pegg. | metaforétta, dim.
| metaforóna, accr.

La parola di oggi, arrivata nella mia casella di posta dal servizio "La parola del giorno" del Notiziario Zanichelli.

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lingua italiana

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Incontrarsi e capirsi attraverso la parola scritta.
Sul supplemento di Affari & Finanza di Repubblica di oggi, in un dossier dedicato a Internet e imprese, Alessandro Lucchini interviene sul ruolo della scrittura "relazionale": "La scrittura non è solo rispetto della forma, elaborazione di parole per esprimere in modo asettico un pensiero. E' a tutti gli effetti un atto di relazione: come scrivo un messaggio è a volte più importante del contenuto stesso."
Alessandro ha curato un libro a più (tante) penne che esplora il tema nuovissimo dell'applicazione dei modelli neurolinguistici alla scrittura, di prossima uscita. Ci sono dentro anch'io, ne riparleremo presto :-)
Un tema sul quale si sofferma anche Umberto Santucci nell'articolo
Problem solving strategico e technical writing: come mettersi nei panni dell'utente e parlare il suo linguaggio, su Comuniconline.

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web writing

domenica, marzo 20, 2005

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Novità su Gandalf.

Era un po' che non andavo su Gandalf, il sito di Giancarlo Livraghi.
Vi ho trovato due testi interessanti e utili per chi scrive:  I nuovi virus di Till Neuburg, "elenco di parole presuntuose, storpiate e ridicole", e l'annuncio per la ricerca di un copywriter scritto nel 1982 dallo stesso Livraghi. Attualissimo.

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Architettonico blog.

Appunto, ognuno col blog ci fa quello che gli pare.
Il professore di Tecnologia dell'architettura all'Università di Ferrara Alfonso Acocella, per esempio, ha creato il blog companion del suo libro, L'architettura di pietra.
Dalla pietra alla carta, alla leggerezza dei bit. Tutto si tiene e ogni medium scorre con naturalezza nell'altro all'interno di un progetto comunicativo coerente.
Testi interessanti, lunghi e impegnativi, fotografie bellissime.

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Il bello del blog.

Le polemiche dell'ultima settimana sulla blogosfera e sulle blogstar, con la valanga di post e commenti che ne è seguita, mi hanno fatto un po' sorridere.
Credo di aver letto i primi blog all'inizio del 2000 e quello che mi affascinò, fin da allora, fu la semplicità e l'immediatezza dello strumento editoriale, unita alla possibilità di esplorare, attraverso i link commentati, temi di nicchia e di interesse per una comunità professionale. Questo vale per me, naturalmente, perché i blog si prestano egregiamente a molte altre funzioni comunicative. Ma il bello è proprio questo: che ognuno ci fa quello che gli pare.

A me il blog serve semplicemente per prendere appunti su quello che leggo, penso e vedo, e siccome so che i miei appunti li leggono anche altri, sono stimolata a dar loro forma e a scriverli bene. Una palestra quotidiana di scrittura impareggiabile.
I link mi servono per andare sui siti e i blog che leggo tutti i giorni. Non sono quelli dell'aristocrazia dei blogger, ma sono scritti da persone con le quali condivido una professione e delle passioni.
La mattina su Aletheia, perché Clelia mi sorprende ogni giorno con le sue letture e le sue scritture raffinate, con i suoi mille link che scavano e disseppelliscono tesori sotto strati di pagine web. Un salto da Giacomo, perché pensa e scrive in maniera così diversa da me, ma sempre su temi che mi interessano. Da Linda perché scrive di comunicazione con il rigore di una scienziata e la fantasia di una poetessa. Da Francesca e da Marco, che - non so come fanno - sanno sempre scovare documenti interessanti. Da Beba, con la quale condivido la passione per le lingue. Da Cristiano, che mescola i linguaggi, il lavoro, la rete e la vita.
Non ci conosciamo - tranne che con Giacomo -, non ci siamo mai parlati, ma a nostro modo sappiamo di parlarci, di scambiarci dei favori e dei piccoli ma utilissimi regali.

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sabato, marzo 19, 2005

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Decorativi e superflui.

Qualche post fa citavo un articolo di Pietro Citati sullo straripante "e quant'altro". Su Panorama, la scorsa settimana, Adriano Sofri se la prendeva con "in qualche modo" in un pezzo arguto sulla nostra "farcitura del discorso superflua e decorativa".

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lingua italiana

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Un caso di chiarezza.

Quando un'amministrazione pubblica si impegna nella chiarezza della sua comunicazione online, e decide di raccontare online la sua esperienza: il caso della Direzione Generale della Regione Lombardia.

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web writing

venerdì, marzo 18, 2005

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Il testo dei link.
Un tema della scrittura per il web sul quale vengo spesso sollecitata riguarda il testo e la posizione dei link. Ne ho già scritto una volta sul MdS, ma è da molto che vorrei integrare quell'articolo con qualche indicazione ed esempio di tipo più pratico.
Mentre aspetto di avere un po' di tempo per pensarci seriamente e scriverci su, metto da parte ciò che vado trovando sul web. L'ultimo spunto lo condivido subito con voi: How Many Words in a Text Link? di Nick Usborne.

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web writing

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Ego-post.

Ieri la trasmissione di Radiodue Dispenser ha dedicato un servizio al Mestiere di Scrivere.


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domenica, marzo 13, 2005

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Bonsoir, paresse!

Con le parole stiamo diventando tutti pigri, ma alcuni giornalisti battono tutti.
Nell'articolo appena pubblicato sul sito di Repubblica dedicato all'attentato di Unabomber in una chiesa di Treviso,  il redattore o la redattrice così si esprime: "L'esplosione c'è stata quasi al termine della messa delle 11 nel Duomo ancora affollato di fedeli. Greta M. stava tentando di sistemare una candela di plastica, di quelle con la lampadina nella sommità, in un apposito alloggiamento." In un apposito alloggiamento? Ma siamo in chiesa o in aereo? Magari è "l'apposito alloggiamento di fronte a voi"?
Già il linguaggio aeroportuale è ridicolo, con i suoi alloggiamenti e le sue cappelliere (ora comunque pedissequamente ripreso dalle FS nei suoi annunci sugli Eurostar), ma che possa costituire un serbatorio lessicale per un grande quotidiano nazionale lo è ancora di più.

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lingua italiana

sabato, marzo 12, 2005

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Radio days.

Un articolo di pochi giorni fa sul Poynter trattava un tema molto interessante: cosa possono imparare gli scrittori dagli atleti? Rispondeva una famosa giornalista sportiva.
Possono, devono, imparare il valore dell'allenamento, quello quotidiano. Magari poco, ma ogni giorno, con costanza. La giornalista confessa che se un giorno non ha da scrivere, va a fare una passeggiata, trova una persona dalla faccia interessante in un giardino o in metropolitana e ci scrive sopra almeno una cartella.
Possono, devono, imparare che si scrive con tutto il corpo, con le mani e con quel muscolo duttile ed elastico che è il nostro cervello. Quindi curare il corpo quanto la mente: una corsa all'aperto e una pratica yoga possono portare molte più idee e ispirazione di un cerebrale brainstorming.
Possono, devono, imparare che le performance migliori si ottengono sotto pressione, come in una gara. Con le scadenze addosso. E pure con la paura addosso. Paura di non farcela, di perdere, di produrre un testo mediocre.
Io ho imparato a scrivere davvero tra scadenze e paura, nella redazione radiofonica di un programma che andava in onda tutti i giorni e che ogni giorno affrontava un problema diverso, da studiare, digerire, elaborare, comunicare perché tutti potessero capire.
Le condizioni erano quelle in cui oggi non potrei mai lavorare: una stanza poco illuminata, piena di gente che parlava e, cosa più detestabile, piena di fumo. In quella confusione scrivevo a mano o con la macchina da scrivere pestando sui tasti, con il  bianchetto accanto. Non c'era internet, né il "copia e incolla": ogni frase che scrivevo doveva essere quella definitiva, tempo per ripensamenti non ce n'era. Era un incubo, ma è stata una scuola.
L'incubo vero - oggi una nostalgia dolce - lo ebbi quando dovetti scrivere una decina di cartelle sull'immagine della madre nell'arte. Erano i primi di maggio - tempo di festa della mamma -, mio nonno era morto all'improvviso e tra viaggio e funerale non ebbi il tempo di prepararmi per tempo come al solito. Avevo solo tante idee e immagini nella testa.
La mattina mi piantai davanti alla Lettera 32 e non mi alzai per ore: partii dalle madri di Capua, passai per le Madonne di Giotto, sfiorai Segantini ed arrivai a Henry Moore. Misi il punto alle 15,30, alle 17 andai in onda e sciorinai il mio testo con naturalezza. Testo che conservo gelosamente tuttora.

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creatività

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Fare un giornale sul web.

Una lunga email di stamattina, in cui mi venivano poste tutte le domande possibili sui giornali online, mi ha ricordato che hoFare un giornale online, di Luca Lorenzetti ormai da una decina di giorni sulla mia scrivania il nuovo libro di Luca Lorenzetti Fare un giornale online, un manuale pratico (Dino Audino Editore, 13 euro).
Fedele alla vocazione manualistica della casa editrice, il libro è piccolo, denso e, soprattutto, molto pratico: dallo "stato dell'arte" dell'informazione online all'organizzazione della redazione, dalla scelta di un sistema di content management alla pubblicità, dai modelli di business agli aspetti giuridici.
Luca, oltre a essere l'autore del sito Scrittura Creativa, è anche il presidente dell'Associazione Italiana Stampa Online.

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libri

venerdì, marzo 11, 2005

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dueparole: online il primo numero del 2005

M. Emanuela Piemontese ha pubblicato un nuovo numero di dueparole, il giornale di facile lettura.
Lo leggo sempre. Tutto.
Perché mi ricorda che tutto si può scrivere e comunicare con testi brevi e un vocabolario di base, ma con rigore e precisione.
Come, in questo numero, il rapimento di Giuliana Sgrena, le elezioni in Iraq, la Shoah e la giornata della memoria.

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domenica, marzo 06, 2005

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Cuore matto.
Di questi tempi il cuore batte sui muri di città e impazza nel mondo della comunicazione.
A Roma, tutta la campagna del candidato presidente della Regione Storace è giocata sullo slogan Una regione governata con il cuore. Un tondo cuore tricolore su sfondo rosso, scelta audace per chi viene da un passato all'insegna del nero. Ai lenzuoloni elettorali si alternano i manifesti del nuovo film di Ozpetek Cuore Sacro. Rosso.
A Bologna, la Regione ha da poco riunito a convegno i suoi comunicatori e gli operatori degli URP. Sotto il titolo: Al cuore della comunicazione. Il valore delle emozioni nei processi di comunicazione pubblica. Colore: rosso.
E intanto, dall'altra parte dell'oceano escono un sito e un
libro dedicati alla nuova frontiera del branding: Lovemarks. The future beyond brands. Rossi.
Perché proporre al cliente un mondo e uno stile di vita non basta più. Devi prima conquistare il suo cuore.
 

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on the road

mercoledì, marzo 02, 2005

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Solo link.
Pochissimo tempo per scrivere, ma qualche link da appuntare e segnalare:

  • deScrivere, le dispense dei suoi corsi sulla scrittura pubblicitaria alla Scuola Holdenlab messi generosamente in rete da Mauro Mongarli (grazie a Creative Classics)
  • la sezione dedicata alla comunicazione nel bellissimo sito delle Paoline e in particolare il "corso" a puntate ReciprocaMente; la vocazione divulgativa ed editoriale delle Paoline trova sul web un terreno fertilissimo: raramente ho letto qualcosa di così chiaro e curato, pensato davvero perché tutti possano capire
  • il Social Network dei blog realizzato da Casaleggio Associati
  • il post di Clelia sulle epigrafi latine
  • l'inchiesta di libriAlice sul ruolo e l'importanza della copertina.

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Letture condivise.
Siamo in parecchi, in questi giorni, a leggere Buongiorno pigrizia. Segno che il tema è davvero sentito.
I commenti di 
Beba Manno sul suo Taccuino di Traduzione e quelli di Pier Luigi Tolardo su Zeus News. 

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