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link, note e riflessioni sulla scrittura (professionale e non)


domenica, maggio 29, 2005

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La regina degli aggettivi.
La scrittura professionale è diffidente verso gli aggettivi, verso le coppie scontate di aggettivi e sostantivi, quelli che stanno malissimo insieme ma non si lasciano mai.
Come scriveva Alphonse Daudet, l'aggettivo deve essere l'amante passeggero del sostantivo. Un incontro fugace, e poi via verso un'altra parola.
Lo sa benissimo Carmen Consoli, i cui testi sono un trionfo di aggettivi che ti sorprendono sempre. Tanti, tanti, ma mai troppi.
proverbiale egoismo
eleganti premure e sontuosità
nuove esaltanti vittorie
feroce addio
ingrata tempesta
mite e insolito risveglio
sarcasmo congenito
amoroso contorno
tacito requiem
eccentrici culturisti
sproloqui gratuiti
spinosi indugi
novembre inoltrato e nostalgico
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lingua italiana

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Newsletter con spiccata personalità.
E-writing Bulletin è una newsletter che arriva di rado, ma quando arriva è sempre interessante e preziosa.
Il sito cui fa riferimento è specializzato in e-mail marketing e newsletter. Newsletter che invadono ormai le nostre caselle di posta, ma che sono tra gli strumenti di comunicazione meno studiati.
L'ultimo numero del nostro bollettino è dedicato proprio alle newsletter e ne individua cinque personalità. Se la newsletter la scegliamo, come si fa con le persone, ci aspettiamo anche un tono e uno stile ben precisi, inconfondibili:

  1. l'esperto
    sa tutto sul mercato o il settore che ci interessa: tendenze, prodotti nuovi, eventi, resoconti dalle fiere specialistiche
  2. l'assistente
    di fronte alle ondate di informazioni, sceglie, segnala, mastica, riassume per noi ciò che c'è da sapere dalle fonti più diverse; e organizza le informazioni nei formati più adatti, senza farci perdere tempo
  3. il consulente
    in genere è la newsletter di un consulente che ha una lunga esperienza nel settore che ci interessa: dispensa consigli, scrive articoli in prima persona, racconta aneddoti
  4. il narratore
    racconta casi di successo, intervista manager di aziende, trae la "morale" ed espone le lezioni apprese da esperienze precise e molto concrete
  5. la controfigura (dell'abbonato)
    il redattore contatta gli esperti e pone loro le domande che farebbero gli abbonati, modera teleconferenze e tavole rotonde, per poi restituirle in parole scritte che arrivano direttamente all'abbonato.
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ferri del mestiere

venerdì, maggio 27, 2005

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Le parole di Lorenzo.
"Che cosa fai? Vivo. Quando sei in forma? Scrivo".
Jovanotti, Buon sangue.

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versi diversi

mercoledì, maggio 25, 2005

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Borsa della spesa.
Accanto a me ho una pila di libri sulla scrittura comprati negli ultimi giorni. Eccoli:

  • Scrivere di sé: manuale di scrittura creativa, di Renata Baldacci (Edizioni Sonda). 
    Un'insegnante condivide esperienze, conoscenze, esercizi per sviluppare la creatività ed educare alla scrittura bambini e ragazzi. In realtà, il libro è diretto a tutti coloro che desiderano scrivere per piacere, a partire da se stessi e dall'osservazione di quello che ci circonda.
  • Prima scrivere. Suggerimenti alla scrittura come comunicazione, di Raffaele Palumbo (Mediascape Edizioni).
    Nato da una tesi di dottorato in Sociologia della Comunicazione, il libro è una raccolta di interviste a scrittori italiani contemporanei tra i quali Terzani, Tabucchi, Busi, Camilleri.
  • Dark Angels. How writing releases creativity at work di John Simmons (Cyanbooks).
    Un libro sul business writing che sembra un libro d'arte: cosa tutte le arti - dalla letteratura, la musica, la scultura, la pittura - hanno da insegnare allo scrittore professionale.
  • The invisible grail di John Simmons (Texere).
    Il santo gral è il brand, quello capace di creare connessioni emotive tra prodotto e pubblico. Per vederlo e trovarlo, il migliore strumento sono le parole e le storie.
  • We, me, them & me di John Simmons (Texere).
    Un titolo di pronomi personali per dire l'organizzazione, l'autore, il pubblico, il contenuto. E tra loro, relazioni di parole.
  • The I Ching for writers di Sarah Jane Sloane (New World Library).
    Molto carino, un vero sfizio per scrittori scoraggiati, bloccati, esauriti, sconosciuti ma assetati di fama. Arti divinatorie sotto forma di citazioni, consigli, motti e mantra.

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libri

domenica, maggio 22, 2005

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Magie.
Anche Mafe ha messo online uno dei suoi due capitoli del libro La magia della scrittura, quello dedicato al Customer care, dal titolo Le parole che danno fiducia.
Metterò online anche il mio appena trovo il tempo. Questo weekend è infatti volato attraverso quella coinvolgente e faticosa magia che è stato il seminario di Piera Giacconi sulle fiabe: il Gioco dell'Oracolo. Dieci ore di ricerca, scrittura automatica, immersione dentro di sé, voli di fantasia, racconti, visioni, buoni propositi: tutto attraverso le più classiche fiabe dei Fratelli Grimm e la loro eterna saggezza. Ne sono uscita coinvolta e spossata, come se fossi tornata da un lungo viaggio. Su un tappeto volante invece che su un aereo. Mi riposerò da questa avventura e poi farò il mio compito: scriverò una fiaba, la "mia fiaba".

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creatività

martedì, maggio 17, 2005

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Un ebook sulla scrittura online.
Nick Usborne è l'autore di uno dei migliori libri sulla scrittura per il web, Net Words, orientato soprattutto ai siti di e-business.
Il libro è vecchiotto, ma ora Nick ha pubblicato un ebook di aggiornamento di 35 pagine (Writing For the Web #1, 7 Challenges every Writer and Copywriter faces when writing for the Web), che promette di essere il primo di una serie. Se vi iscrivete alla newsletter ExcessVoice, potete scaricarlo gratis.

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web writing

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Lo sguardo e il racconto.
Domani, mercoledì 18 maggio, alle 18, sarò alla
Libreria Bibli a Roma a presentare - insieme a studiosi "veri" della comunicazione e della scrittura - il libro Cento talleri di verità. Autobiografia didattica per eventi di Piero Trupia (Mediascape Edizioni, 18 euro).
Un libro originale, la storia di una vita personale e professionale rivolta in primo luogo agli studenti. Originale perché non introduce alla scrittura partendo dalla teoria o dalle regole, ma dagli eventi, dallo sguardo e quindi dal racconto.
"Essere ottimisti equivale a credere fermamente che c'è un evento per tutti. Se si vive un buon tempo d'avvento, gli eventi sono più d'uno. Accolti, generano altri eventi e una vita è narrabile, non se ha generato eventi, ma se li ha riconosciuti e li ha lasciati operare; se li ha accolti, mettendo a rischio la consolidata routine."
Solo alla fine di ogni capitolo/evento, nel "Contributo didattico", Trupia invita i suoi lettori a guardare al linguaggio, riconoscendo modelli narrativi, figure retoriche, generi e parentele letterarie.
Il libro mi è piaciuto molto. Per le storie e le persone che racconta, per lo stile asciutto, e per il modo pacato e leggero di porgere lungo tutto il testo le sue lezioni di comunicazione.

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libri

lunedì, maggio 16, 2005

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Nuovi nati.
Il blog della Magia è appena nato, ma è già pieno di post.
E appena nato è anche il sito di Giacomo Mason, che ha fatto un percorso inverso a molti di noi: dal blog al sito. Su Intranet Management, link, articoli, saggi, bibliografia, idee per la comunicazione interna delle organizzazioni.

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Ancora sulle distanze.
Mi viene sempre da ridere quando mi si chiede quali sono i "trucchi" e i "segreti" per superare il panico da foglio bianco.
Il panico, per fortuna, non si supera mai. Ti sorprende meno spesso, lo aggiri, lo sorprendi prima tu, ma arriva sempre il momento in cui ti chiedi come farai non dico a riempire, ma anche a cominciare quel foglio. Meglio così, almeno l'adrenalina sotto forma di paura si rimette in circolo e così ti riavvii. Magari piano, come il mio vecchio motorino, ma riparti.
Uno di questi momenti mi ha preso, di brutto, stamattina.
Eppure avevo tutto: una scaletta, materiali pronti, il documento già iniziato da giorni, cui aggiungere soltanto gli ultimi capitoli, la musica, persino una bellissima giornata e il canto degli uccelli intorno. Ho cincischiato per un paio d'ore in cerca di quella "chiave", di quella "prospettiva" diversa dalla quale guardare il mio tema e iniziare con un attacco decente, che si facesse leggere, che tirasse il lettore dentro.
Finché non ho cominciato a cincischiare col mio nuovo pc e con la nuova versione di word. Word è un programma che uso forse al 10% delle sue reali possibilità: pagina davanti, zoom 100%, come su una vecchia macchina da scrivere.
Ho cominciato ad allontare il mio documento, a riavvicinarlo, ad affiancare le pagine, a guardarle piccole piccole tutte insieme come sono abituata a fare con powerpoint. Ho guardato il documento come un oggetto da rigirare tra le mani, da guardare dall'alto come un paesaggio e poi da vicino come con una lente. Visto tutto insieme, ho cominciato a trovare le connessioni tra i 40 titoli delle 40 pagine. Poi la funzione Revisione mi ha rivelato gli strati e le storie delle mie correzioni. Tanta concretezza mi ha fatto ripartire per fermarmi solo adesso.


 

 

 

 

 

 

 

 

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ferri del mestiere

domenica, maggio 15, 2005

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Barriere linguistiche.
Mi sono appena imbattuta in un sito interessante: ItalianoAccessibile. Perché l'accessibilità non è solo questione di codice di codice e alt tag, ma anche di linguaggio.

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web writing

sabato, maggio 14, 2005

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Parole e distanze.
Oggi, sul TuttoLibri della Stampa, ci sono due begli articoli dedicati alla lingua. Apparentemente lontani, ma non poi tanto.
Il primo, di Gian Luigi Beccaria, affronta un tema che mi sta molto a cuore, perché affligge tutto il mondo delle imprese e della scrittura professionale: il cliché, la frase fatta, apparentemente ricercata, al posto delle parole semplici, quotidiane, comuni, che tutti usano. Beccaria citava, in modo molto circostanziato, un servizio televisivo di qualche giorno fa in cui si diceva che un uomo "era annegato in uno specchio acqueo". E dov'è finito il mare? Baudelaire non aveva paura di scrivere una frase semplice e indimenticabile "uomo libero, sempre amerai il mare", il nostro giornalista evidentemente sì. "Strana lingua, strana tendenza la nostra, il voler perdere l'immediatezza delle parole vere, il non voler partecipare agli eventi con le parole più semplici! Preferiamo parlare con automatismi livellati sulle formule più anonime, che vivono al di fuori di noi." scrive Beccaria
"Ci rallegriamo che una lingua media si sia espansa orizzontalmente, ma se diminuisce la coscienza verticale, la conoscenza della parola, il suo mondo interno, la varietà e la profondità, allora quella ricchezza è dissipata, neutralizzata." La "conoscenza verticale" di cui parla Beccaria mi ha ricordato una bellissima lezione della linguista M. Luisa Alteri Biagi, che disegnò su una lavagna la verticalità, ovvero la storia di una parola semplicissima e quotidiana: "ragazzo". Da allora, il mio dizionario preferito è quello etimologico, che permette di immergersi nella profondità di una parola e delle sue vicende.
L'altro articolo è di Tullio De Mauro: Non parlare a vuoto: ricordati che la lingua ha un corpo. Anche lui parla di distanza, questa volta tra corpo e lingua: "Animalità, corporeità, comunanza sono altrettante radici delle nostre parole, anche le più rarefatte. Proprio per la enorme potenza intellettuale di ogni lingua, il locutore, se ne smarrisce le radici vitali, biologiche, animali, corporee, rischia di fingere di parlare, mentre in realtà fa girare a vuoto la lingua." Non si scrive in uno spazio puramente mentale, ma con tutto il corpo: con la testa, le mani che battono i tasti, gli occhi che seguono le parole, le orecchie che ascoltano anche quando si rilegge in silenzio, i piedi che battono il tempo. Si scrivono in testa parole anche quando si corre, si cammina, si va in bici. Ci si riposa dalle fatiche della scrittura soprattutto facendo riposare o lavorare il corpo.
(Ieri ho ricevuto il mio pacco di libri da Internet Bookshop, suddivisi - ora che ci penso - proprio in fisicità e scrittura: yoga e walking da una parte; parole, italiano, comunicazione e brand dall'altra.)
C'è poi la fisicità delle parole. La loro lunghezza, la loro forma, il loro suono. Quelle cose così concrete con cui da sempre lavorano i poeti.

PS Il TuttoLibri è online, ma ogni numero solo per una settimana. Per cui, scaricatevi gli articoli.

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lingua italiana

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Posta prioritaria.
Devo a Umberto Santucci un prezioso suggerimento che vi giro subito:
www.yousendit.com, un "deposito" in cui fare l'upload di documenti molto pesanti, che non riusciamo a mandare per email. Negli ultimi giorni ho ricevuto diversi messaggi in cui il mio provider mi avvisava che mi erano stati mandati (e respinti) allegati molto pesanti. Con questo servizio gratuito, noi facciamo l'upload del documento e il nostro destinatario ha due giorni di tempo per scaricarlo. "Si può mandare solo un file per volta, ma se hai diversi file li metti in una cartella, zippi e mandi lo zippone." conclude Umberto. Grazie.

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mercoledì, maggio 11, 2005

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Incontro metafisico.
Domenica mattina Torino era deserta, assolata e silenziosa. Con i suoi portici profondi, sembrava una città metafisica. Lo scenario adatto per il mio primo e inaspettato incontro, che non è stato affatto con i libri, bensì con un pittore metafisico, Filippo De Pisis.
I grandi manifesti della mostra che si tiene alla
GAM - una conchiglia gigantesca su una spiaggia deserta - mi hanno accompagnata dall'aeroporto al centro della città: oltre 100 dipinti di un pittore che ho sempre amato molto, conservati in gran parte nel chiuso di case e collezioni private. Mi sono trovata di fronte alla GAM quasi senza accorgermene e mi sono infilata nelle sale bianche dove mille oggetti mi hanno parlato per almeno un paio d'ore.
Pittore di oggetti, collezionista di cose, assemblatore di misteriose nature morte, Filippo De Pisis. Cose in spiaggia sotto cieli tempestosi, su tavoli sghembi che sembrano aprirsi in tutte le direzioni, stipate in un negozio parigino di bibelot, nello studio di un entomologo. Il suo repertorio è ben diverso da quello delle piazze di De Chirico: pesci di tutte le varietà, uccelli, fagiani, sigarette, quadri nei quadri, farfalle, ma soprattutto fiori, fiori, fiori in mazzi che esplodono di colori come fuochi d'artificio o piuttosto emozioni nel cuore. Oppure isolati nella notte, come una farfalla e una poltrona azzurra. Tante cose che sono lì a rappresentarne una sola, il grande assente: il corpo.
Per questo, credo, in quelle sale silenziose sentivo intorno a me tanto strazio. Grida ed emozioni trattenute. Come in Montale, che definì la pittura di De Pisis "quella pittura a zampa di mosca", gli oggetti e la natura parlano unicamente il linguaggio delle inquietudini e del dolore umano. Non quello esistenziale, comune a tutti, come nelle nature morte del Seicento, ma quello privato, individuale, vero, percepito giorno per giorno sulla propria carne. Lo dicono alcuni titoli: "Bottiglia tragica", "Gladiolo fulminato". Lo dice la materia, rilevata, stesa a tocchi, così corporea che la accarezzeresti per placarla, ti avvicineresti per sentirne la voce.
Solo alla fine della mostra, il corpo appare. In due piccole sale, la produzione più privata e più minuta è una galleria di disegni di ragazzi, di corpi esili e fragili abbandonati su un letto, solo i calzini infilati, quasi tutti senza volto. Quando sono interi, lo sono sotto mentite spoglie: Isacco, San Sebastiano, uno sconosciuto marinaretto.

PS Una mostra straordinaria, con una introduzione poco generosa, che denuncia ancora una volta la difficoltà di fare una buona divulgazione all'interno di un museo. Solo tre striminzite colonnine di testo fitto fitto, la vita del pittore scandita anno per anno, come nella pagina di un'enciclopedia vecchio stile.
Ma il muro di un museo non è un libro, non lo si legge in poltrona, lo si legge in piedi, con delle aspettative diverse da quelle di chi fa una ricerca in biblioteca. E la vita di un pittore è importante, ma le tappe di un itinerario artistico non sono necessariamente quelle dei traslochi di città in città.
Gli itinerari e le geografie da esplorare e da raccontare sarebbero state ben altre. Invece i quadri erano raggruppati con titoli generici ("La libertà fantastica", o misteriosi per il visitatore normale ("Sublime"), oppure di ingiustificata e un po' ipocrita pruderie ("Il dolce erotismo").
E' vero che gli "apparati didattici" possono essere molto pesanti all'interno delle sale, soprattutto nel caso di una produzione così poetica come quella di De Pisis, ma ci sono oggi mille altre intelligenti soluzioni per preservare l'incanto senza rinunciare all'impegno di informare, far capire, raccontare.

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forme e colori

sabato, maggio 07, 2005

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A mercoledì.
Con i pantaloni più larghi, le scarpe più comode, lo zainetto in spalla, domattina parto per Torino.
Non vado alla Fiera del Libro da tantissimo, dalla sua prima timida edizione.
Se passate di lì, lunedì alle 14.30 sono alla presentazione del libro La magia della scrittura.
Ci sentiamo mercoledì 11. Ciao a tutti.

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on the road

venerdì, maggio 06, 2005

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Nutriti a suon di fiabe.
Ho un carissimo amico, che fa spesso da editor al MdS e a questo blog, che ama sopra ogni altra cosa i libri e i bambini. Lavora in azienda tutto il giorno e nel poco tempo libero si dedica ai suoi due amori, ma separatamente. Quando la routine lo stronca e l'azienda lo amareggia, gli consiglio sempre di provare a ritagliarsi il tempo per qualcosa di bello e gratuito, un'attività di volontariato per esempio. Alla domanda "Cosa ti piacerebbe fare?", la risposta è invariabilmente "Leggere fiabe ai bambini". Che bel desiderio - ho sempre pensato - peccato che un volontariato così non esista.
Esiste invece. Lo promuove l'associazione Nati per leggere, un progetto che riunisce pediatri, psicologi, bibliotecari, librai e genitori per promuovere la lettura ad alta voce ai bambini dai sei mesi ai sei anni. Un gesto d'amore che aiuta i bambini a crescere dal punto di vista relazionale e cognitivo.

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libri

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Sotto sotto, cattivi.
Tra le espressioni fatte del mondo e della lingua del web, una mi sta diventando davvero insopportabile: la "grafica accattivante". Espressione da pigroni, inventata chissà da chi e ripetuta senza più chiedersi cosa vuol dire. Di fronte al mio disgusto nel leggerla per l'ennesima volta, mi sono per l'appunto chiesta perché. Sarà perché è tutta basata sulla parola "cattivo", "prigioniero" in latino?
"Attirarsi l'amicizia, la simpatia di qualcuno" spiega lo Zingarelli, ma non mi basta. "Far prigione, impadronirsi" dice il
dizionario etimologico online, e ancora "Rendersi amico, benevolo, devoto alcuno, per lo più con una certa arte; guadagnarsi con bei modi la benevolenza altrui". C'è il trucco, ecco spiegata la mia diffidenza.

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lingua italiana

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T come Technical Writing
Fabrizio Comolli, che nel libro La magia della scrittura si è occupato della T di Technical Writing, è stato più diligente e più celere di me. Il suo capitolo, per di più nella lunga stesura originale - prima dei necessari tagli per far rientrare i testi nelle battute assegnate - lo ha messo già
online.

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ferri del mestiere

giovedì, maggio 05, 2005

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Disconnessioni zen.
La rete estende i tuoi contatti, accelera la comunicazione, ti moltiplica le fonti. Ma mentre intrecci le tue conversazioni online sei sempre lì seduta, tu e il tuo pc. I confini si confondono, gli orizzonti si perdono, verso lontananze che non percepisci più. Affidi le tue parole al vento di internet, così come i post del tuo blog, gli articoli che scrivi sul tuo sito.
Per questo è bello incontrare altri professionisti senza schermo e senza rete. Lo spazio è quello di un tavolo, i confini sono quelli di altri occhi, le parole sono quelle dette, non più quelle scritte e rilette in silenzio.
Un'esperienza di appena qualche giorno fa, in un piccolo e antico convento vicino a Spoleto.

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lunedì, maggio 02, 2005

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La magia della scrittura

Dalla A alla Z: advertising, burocrazia, customer care, divulgazione scientifica, email, formazione, giornalismo, human resources, internet, je t'aime, il fattore K, letteratura, marketing, newsgroup & co, organizzazione, politica, quotidie, radio e tv, speechwriting, technical writing, università, vendere, worldwide writing, X, you, zitti tutti!
Sono le voci che costituiscono altrettanti capitoli di un libro sulla scrittura che esce domani: La magia della scrittura, scrivere per farsi leggere: neurolinguistica e stile efficace, coordinato da Alessandro Lucchini.
Completano il libro una ricca introduzione sui modelli neurolinguistici, un'intervista a John Grinder (fondatore della PNL insieme a Richard Bandler), una appendice sugli aspetti visivi, il cinema, il mestiere del comico, la grafologia, la mnemotecnica.
Gli autori sono più di 40, tra i quali la sottoscritta. Un libro corale, di quelli che solo Alessandro ha il coraggio e la pazienza di coordinare. Ci ha messo tutti a studiare la Programmazione Neurolinguistica e poi a capire e a raccontare in maniera divulgativa come applicarne concretamente i modelli nel nostro lavoro di scrittori professionali.
Un
sito companion ospiterà alcuni capitoli del libro e un blog. Perché il libro continui a crescere e a espandersi in rete.
Il libro lo presentiamo lunedì prossimo, 9 maggio, al Salone del Libro di Torino alle 14.30. Vi aspettiamo.

PS La mia lettera è la M di marketing. Conto di mettere presto il capitolo online, così che possiate avere un assaggio del libro.

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libri

domenica, maggio 01, 2005

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Di festival in festival.
In un commento all'ultimo post sul Festival di Nuovo e Utile sono stata giustamente sbacchettata per eccesso di snobismo. E' verissimo che il Festival è per tutti, non solo per bazzica da tempo la rete e i temi della creatività e della comunicazione. Quello che è noto per me può essere una piacevole novità o una scoperta per qualcun altro.
Mi sembra però giusto a questo punto segnalare un Festival meno noto e sponsorizzato, che si svolge il weekend seguente a quello fiorentino: il Festival della Creatività promosso da Createca a Costagrande di Verona sabato 28 e domenica 29 maggio. Il tema:
le vie della crescita.

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creatività