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link, note e riflessioni sulla scrittura (professionale e non)


mercoledì, giugno 22, 2005

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Simpatia a prima vista.
"Stilos? Ecche è?"
"Un giornale nuovo, parla di libri. E' uscito il 21, non le è arrivato?"
"No, bella. Boh, mai sentito..."
"Guardi che ce l'ha, è dietro di lei."
"Andove?"
"Lì, in alto. Non vede? Sti-los."
"Ah, sarebbe questo. Me credevo che era un inserto. Ci ho pure scritto un telefono sopra. Lo voi lo stesso?"
"Sì, grazie. Va benissimo."
"Un euro... ammazza, costa poco."
"Be', è il primo numero."
"Sì, ma costa poco. Be', mo' so che è, almeno. Ciao, grazie."

Si è conclusa così, con l'unica copia disponibile all'edicola di Ponte Milvio, la mia ricerca del primo numero di Stilos, giornale siciliano di libri, spesso sentito nominare, ma mai letto.
Neanche ora l'ho ancora letto. Ma mi ha fatto subito simpatia: austero, 24 pagine di articoli brevi o lunghissimi su autori antichi e contemporanei, classici e "usa e getta". Un giornale, al contrario di me, senza complessi: c'è persino Patricia Cornwell, che divoro, ma che qualche volta mi vergogno di comprare ("Lo leggo in inglese" mi giustifico).
Insomma, mi è sembrato un gran bel giornale, serio in mezzo a tante bufale furbesche.
Ha avuto una vita difficile come inserto di un giornale locale, ora tenta la strada dell'autonomia su scala nazionale. Mi sembra giusto cercarlo di edicola in edicola, anche a Milano e a Bolzano, e sostenerlo, soprattutto ora che si avvia. (Grazie a Giulio Mozzi, che ne ha parlato in Vibrisse.)

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libri

domenica, giugno 19, 2005

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Testifrutti.
A volte i testi sono come la frutta: bisogna aspettare che maturino e che caschino da soli giù dall'albero.
Da settimane evitavo il compito, anche se il tema era interessante. Qualche bella idea, un vero fiore profumato, ma appunto solo un fiore.
Nel frattempo, dentro la mia testa deve essere diventato un frutto bello maturo, perché oggi mi sono seduta a scrivere e non mi sono più fermata, finché... plof... il testo giaceva a terra/sulla pagina pronto per essere consumato.
Mi aspettavo qualcosa di medio, tipo una bella pesca, invece è venuto fuori un melone di 15 pagine. E' il capitolo di un libro. Se avrò dall'editore il permesso di metterlo online, lo gusterò insieme a voi.

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sabato, giugno 18, 2005

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Fiorentini innamorati d'oriente.
Dopo le tre ore passate mercoledì sera a riascoltare Tiziano Terzani nella sua ultima intervista, ho cominciato a leggere il libro di memorie di un altro fiorentino innamorato dell'oriente: Case, amori, universi di Fosco Maraini.
Toscanaccio anche lui, ai confini tra più mondi - da piccolo, quello colto di genitori e quello contadino dei coetanei - e tra più lingue - mamma inglese cresciuta in Ungheria, l'italiano, il giapponese -, racconta la vita di un personaggio che gli assomiglia come una goccia d'acqua e che, come lui, ha un nome inconsueto, Anacleto, detto Clé.
Come in Terzani, questo libro è pieno di cose, di persone e di realtà. Anche il pensiero, anche le riflessioni, passano attraverso le cose di tutti i giorni, designate con nomi precisissimi ("marre e rastrelli, bigonce e corbelli").
Il ragazzino amante dell'avventura e della vita non si capacita del linguaggio astratto e importante degli intellettuali che frequentavano i genitori - Ugo Ojetti, Lionello Venturi, Emilio Cecchi -:
"usavano termini foneticamente stupendi, veri pezzi di alta meccanica verbale, per esempio "valorizzazione", "reinserimento"; ma cosa volevano dire quelle cavalcate mitiche di sillabe?"
E come tutte le persone che ritrovano una parte di sé in un'altra lingua, anche Clé-Fosco attinge al giapponese per esprimere concetti e sentimenti che appartengono a tutto il genere umano, ma che non in tutte le lingue hanno il loro "cartellino semantico". Come aizo, l'amore-odio, ribattezzato "amodio" in italiano, un ossimoro in una sola, breve, parola. "Utile ed espressiva", come scrive Maraini.

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libri

venerdì, giugno 17, 2005

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Una nuova sorpresa nella Scatola.
Se volete una prova di quanto scrivevo nel post precedente, andate a prenderla subito nella Scatola del sito della Magia della scrittura.
Dopo le favole di Sabina, da oggi c'è un nuovo testo, ben più corposo e denso dei booklet americani: è Scrittura e consapevolezza di Annalisa Pardini. Quasi 50 pagine che "raccontano", insieme ai fondamentali dell'applicazione dei modelli neurolinguistici alla scrittura, il faticoso ma gratificante percorso verso la consapevolezza delle proprie scelte testuali.
Annalisa attinge ai testi web come a Leopardi, ai classici della letteratura e agli opuscoli che la pubblica amministrazione ci manda a casa. E' un libro bello e utile, che ho letto un po' di tempo con grande godimento. Secondo me vale almeno 100 dollari, ma per oggi e per sempre - e solo perché siete voi - lo potete scaricare Gratis!

PS Se volete conoscere alcuni "maghi" e sapere qualcosa di più sull'applicazione dei modelli neurolinguistici alla comunicazione scritta, il libro coordinato da Alessandro Lucchini viene presentato martedì prossimo 21 giugno a Milano, alle 18, alla Casa della Cultura.

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libri

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Piccola crisi di nervi.
Top 7 tips to write an effective business blog
è il titolo di un e-booklet che potete scaricare gratuitamente dal sito di Debbie Weil, una delle più note consulenti di web writing & connessi statunitensi. Garbato, gradevole, molto scontato nel suo buon senso, ma niente che valga i quasi 15 dollari che figurano come prezzo in copertina.
Scorrendolo, non ho potuto fare a meno di pensare a quanto siano migliori, più profondi, più originali, molti scrittori professionali europei, a cominciare da quelli italiani. Non faccio nomi, per non fare torto a nessuno. Quelli che conosco e che apprezzo di più sono nella colonnina destra di questo blog e nella sezione
Link del MdS.
Non so se nella rigida divisione gratis/a pagamento che ormai domina il web made in USA, noi ci becchiamo solo le cose più scontate mentre se pagassimo riceveremmo informazioni preziose, intuizioni uniche, inedite previsioni su dove va il mercato. Ma comincio a dubitarne.
Lo confesso: l'entusiasmo, le ricettine, la brevità, i luoghi comuni, i tips dei comunicatori anglosassoni cominciano a darmi sui nervi. Così come i loro prezzi e i loro "vale 60 dollari ma per qualche giorno è gratis". Se decidi di regalare i tuoi contenuti li regali, se pensi che valgano davvero molti soldi - e può essere benissimo che li valgano, come tutti i contenuti utili e originali - li fai pagare e basta, senza tutto questo tira e molla statunitense-levantino.

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web writing

martedì, giugno 14, 2005

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Tutti giornalisti?
Blog, wiki, podcasting... citizen journalism, personal media.
Steve Outing ha pubblicato oggi un lunghissimo e interessante articolo sul sito del Poynter dal titolo Gli 11 livelli del citizen journalism, ricco di link e di esempi su come il giornalismo"personale" e quello "istituzionale" possono proficuamente incontrarsi.

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web writing

domenica, giugno 12, 2005

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Generazioni.
“Secondo te questi anelli sono anche da uomo? No, perché sono bellissimi.”
Alzo lo sguardo verso lo sbarbatello brufoloso accanto a me che come me sta rovistando tra i cestini pieni di anelli d’argento del negozietto etnico vicino alla fermata della metropolitana.
Mi viene da ridere, ma rispondo seria: “Non lo so, ma sono proprio bellissimi.”
Tanto basta perché lo sbarbatello che potrebbe essere mio figlio si metta a frugare e a disquisire sugli anelli per scegliere quello adatto a lui.
Sarebbe lunga spiegargli che quegli anelli le donne indiane li mettono ai piedi per ogni figlio che nasce. Sono bellissimi, tanto basta.
Stiamo lì vestiti quasi uguali, zaino in spalla, casco in mano, lettore mp3 che spunta dalla tasca, il motorino che aspetta fuori, tra poco magari pure con lo stesso anello.
Così uguali, penso, e invece così diversi.
Così vicini, e invece così lontani.
Li guardo, li sento parlare, questi ragazzini disinibiti che danno del tu a tutti da quando sono nati, e per i quali il problema di rivolgersi diversamente a persone diverse da loro è un problema che non esiste.
Mentre mi rimetto il casco rivedo una bambina silenziosa in un salotto buono, dove parlare agli ospiti non è consentito se non all’inizio e alla fine della visita e dove si dà del lei anche a giovanissime signore.
Eppure i ragazzini di oggi scrivono, scrivono tanto, e scrivono pure alle signore che tengono un sito che si chiama Il Mestiere di Scrivere. Il pensiero che la signora in questione, visto che lavora da un bel po’ di anni, potrebbe anche essere la loro madre quasi mai li sfiora.
”Ciao, sono Tiziiii!”
“Fico, brava, ciao.”
”Bellissimo il tuo sito, l’ho saccheggiato per la tesina della maturità. Ma non pensare che è un plagio, anzi devi essere orgogliosa.”
”Ho un grandissimo obiettivo: essere famosa, diventare una grande scrittrice, scrivere libri che tutti leggono. Ma ho bisogno di sapere come, ho solo quattordici anni. Puoi darmi una mano?”
“Scrivo poesie da tantissimo, ne ho un cassetto pieno. Roba molto emotiva, ma molto bella. Ho un grosso svantaggio, per ora. L’età: ho purtroppo sedici anni.”
“Ti prego, devo sapere tutti i minimi passaggi per pubblicare un libro. Grazie, ciao ciao.”
Voraci, emotivi, eccitati, chiedono tutto, quasi mai si firmano. 
Istintivamente correggerei quelle mail con la matita rossa e blu, facendo loro notare che nessuno prenderà sul serio i loro ardori letterari finché scriveranno mail in quel modo. Ho imparato a non farlo, a incoraggiarli riportandoli però con i piedi per terra.
Ma mi rimane la domanda: perché i laboratori di scrittura creativa e magari di scrittura professionale non li fanno a scuola, a quella età, quando sono così esuberanti, debordanti e fiduciosi in se stessi e nelle parole, invece di farli solo per gli adulti in cerca di brividi creativi?

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on the road

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Mappe virtuali per passeggiate reali.
La carta color arancio-salmone dell'inserto della Domenica del Sole 24 Ore mi ha restituito oggi due bellissimi link:

  1. A literary map of Manhattan del New York Times, sottotitolo "Dove i newyorkesi dell'immaginario hanno vissuto, lavorato, recitato, bevuto, passeggiato e guardato le anatre".
    Oltre 70 luoghi, altrettanti personaggi letterari, altrettante citazioni, altrettanti autori, da esplorare e scoprire sulla mappa con il mouse. Da Henry James a Woody Allen. Più i link alle pagine di archivio del giornale con ritratti degli scrittori e recensioni.
  2. Piccoli, grandi musei, dedicato ai piccoli musei disseminati sul territorio fiorentino.
    La tela del web connette finalmente tante piccole perle che fanno la particolarità del tessuto culturale italiano: quello che un grande storico dell'arte, André Chastel, chiamava "il museo naturale", che coincide con l'intero territorio italiano. Un paese in cui la maggior parte delle opere d'arte sono conservate nel luogo in cui sono nate, spesso esso stesso un'opera d'arte.
    Ma il tessuto virtuale è fatto per essere facilmente trasformato in visite ai musei e passeggiate "reali": schede sulle opere e sul museo, bibliografie aggiornate, itinerari, cartine, orari, prezzi dei biglietti e mezzi pubblici con cui arrivare.
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on the road

venerdì, giugno 10, 2005

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Nuove terre in vista.
E' uscito un nuovo libro di Gabriella Ambrosio, Le nuove terre della pubblicità, "un viaggio in tutte le nuove terre di frontiera del marketing e della pubblicità, come l’edge marketing e le nuove professioni del cool hunter e del cult searcher, i più recenti studi sul neuro-marketing e le sue conseguenze, la gestione della marca in un ambiente anarchico come il web, i nuovi mezzi del guerrilla advertising e suoi fecondi rapporti con la controcomunicazione o l’avanguardia artistica."
Il suo libro precedente, Siamo quel che diciamo, è una delle cose migliori che abbia mai letto sulle
parole in pubblicità.

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libri

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Miniglossario.
Feed, podcasting, wiki: se, come me, vi orientate ancora poco tra le nuove parole del web, potete leggere le semplici ma efficaci
schede che Amy Gahran ha preparato come handout di un suo intervento a un convegno. A proposito, gli handout sono la documentazione cartacea che si "porge a mano" dopo la presentazione a voce: schede appunto, ma anche stampe di una presentazione powerpoint, bibliografia e sitografia, abstract, testo del discorso.

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web writing

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Scatole magiche.

In un post natalizio avevo raccontato del piccolo libro artigianale sulle favole e la scrittura C'era una volta, realizzato da Alessandro Lucchini, Sabina Del Monego e Corinna Corradini. Ora lo trovate in versione pdf nella nuova sezione Scatole del sito La magia della scrittura, primo di una serie di testi che approfondiscono il tema dell'applicazione dei modelli neurolinguistici alla comunicazione scritta.
Per cominciare, in C'era una volta, fiabe, suggestioni, consigli di scrittura e bellissimi disegni.

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libri

mercoledì, giugno 08, 2005

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Parole in musica.
Dopo lo speciale sui dialetti, RaiLibro si occupa dell'arte di scrivere canzoni. Lo spunto è un libro pubblicato da Minimum Fax, intorno articoli e interviste a Suzanne Vega, Bruce Springsteen, Leonard Coen, Bob Dylan.

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versi diversi

lunedì, giugno 06, 2005

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Testi su misura.
Non ho mai amato l'aggettivo "creativo" per definire una professione, e in particolare la mia. La dimensione artigianale mi è molto più familiare: sposta una parola, aggiungi, togli, riscrivi, cambia un titolo. Anche l'ispirazione, il lampo, che nel mio caso corrisponde molto più prosaicamente nel trovare "la chiave" o lo "sguardo" per restituire dei contenuti attraverso le parole, avvengono soprattutto attraverso il lavoro paziente di documentazione, di ricerca, di scalette, di associazioni lessicali e semantiche. Io non so cucire, ma quando scrivo mi sento molto vicina a chi realizza camicie su misura: un bel tavolo grande, tutti gli strumenti a portata di mano, le misure, tagli, imbastisci, monti sul manichino e poi piano piano rifinisci e togli i difetti, finché quella camicia sarà bella e unica, pronta a valorizzare chi la indosserà.
Pensavo  questo ieri, sulla riva di un lago, mentre leggevo un libro di esercizi di scrittura per bambini. L'autrice invitava a equilibrare fin dall'inizio libertà espressiva e vincoli all'interno dei quali esercitarla: acrostici del proprio nome, rime, anagrammi, tautogrammi...
Un business writer londinese fa scrivere ai suoi studenti testi a tema che comincino con una lettera e finiscano tassativamente con un'altra. Asserisce inoltre di aver scritto uno dei suoi libri più interessanti durante un inverno durante i lunghi tragitti in metropolitana. Per astrarsi  e immergersi nella scrittura faceva propio così: cominciava e finiva un capoverso con delle lettere dell'alfabeto prestabilite.
Io stessa il primo giorno del 2005, sono riuscita a dare forma a inquietudini e progetti solo ricorrendo all'acrostico dell'alfabeto. Se fossi andata a ruota libera non avrei potuto esprimermi meglio.
Amo i brief stringenti e rigidissimi, che mi danno pochissima libertà di manovra e mi piace dare fondo a tutte le possibilità del linguaggio in quei corridoi e cortili angusti. Se il brief non ce l'ho, me lo faccio da sola. Solo con i vincoli davanti comincio a sentirmi libera.

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venerdì, giugno 03, 2005

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Che... che... che...
Oggi nella cassetta della posta ho trovato questa lettera:
Gentile Famiglia,
sono il responsabile dello Studio Vibio Mariano 2004 Srl affiliato Tecnocasa, mi sono permesso di contattarLa in quanto sono interessato alla vendita del suo immobile perché viste le numerose richieste che ho per questa Via posso tranquillamente soddisfare le esigenze dei nostri clienti che per problematiche di tempo non hanno fatto in tempo ad acquistare l'immobile che avevamo in vendita il mese scorso e che potrebbero essere interessati al Suo. Se non sapete il prezzo reale di mercato del vostro immobile possiamo effettuare una VALUTAZIONE GRATUITA e senza alcun tipo di impegno da parte Sua.
Rimango sempre a disposizione per qualsiasi chiarimento, consulenza o per un semplice consiglio.

Così, senza virgole e senza saluti.

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lingua italiana

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Così ti bloggo l'azienda.
Martedì scorso 31 maggio c'era un interessante articolo sul corporate blogging sul Wall Street Journal. Secondo una ricerca appena completata, il 4% delle maggiori aziende statunitensi ha già uno o più blog. Un fenomeno apparentemente contraddittorio, visto che il blog è nato soprattutto nella dimensione personale, sia a livello di contenuti sia a livello espressivo.
Ma è proprio quello stile più disinvolto, personale, "da conversazione" che le aziende cercano per distinguersi dalla concorrenza e rafforzare il rapporto con i loro clienti, tanto che il corporate blogger diventa una figura richiesta anche negli annunci di lavoro. Deve essere capace di fare ricerche sul web, scrivere tutti i giorni su un determianto tema con uno stile fresco e originale, tenere conto delle aspettative del pubblico ma anche delle esigenze dell'azienda, commentare i post. Sembra facile, ma non lo è affatto. Ci vedo più un abile ghost writer che un business writer tradizionale...
L'articolo cita la chief blogger di
Stonyfield Farm, azienda di prodotti biologici del Gruppo Danone. Sono andata a vedere: i blog sono ben cinque, alcuni molto interessanti e ben scritti, piacevoli da leggere e ricchi di informazioni. Leggeri, ma di una leggerezza carica di professionalità e di bravura.

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web writing

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Ritorni e scoperte.
Ci sono dei siti sulla scrittura che sono nati insieme al MdS, che sono scomparsi o si sono fermati per un po', per poi riapparire sotto forma di blog. E' il caso di Contentious e di PoeWar.
Il primo è diventato molto dispersivo, con un forte interesse per il podcasting, ma ogni tanto riprende il vigore di una volta. Da una settimana, infatti, l'autrice Amy Gahran sta pubblicando a puntate una serie dedicata alla content strategy: ci sono già
l'introduzione con l'indice e il primo intervento dal titolo "Perché comunichiamo"?
Il secondo era una volta una pagina spartana di link e oggi ritrovo un blog ricchissimo di testi, di notizie e di temi, molto ben organizzato. Dalla poesia al technical writing, proprio come piace a me.

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mercoledì, giugno 01, 2005

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Hemingway.
Nel suo Business writing Alessandro Lucchini cita un lungo brano di Hemingway per esemplificare come immedesimarsi nel lettore e far vedere le cose dal suo punto di vista. Nel primo dei Quarantanove racconti, "La breve vita felice di Francis Macomber"  durante un safari in Africa, uno dei personaggi riesce a mettersi nei panni del leone e a prevedere le sue mosse.
E' curioso, ma stamattina ho ricevuto una newsletter dedicata ai copywriter in cui si cita un altro brano tratto da Hemingway come ispirazione per i copy:

"Nick put the frying pan on the grill over the flames.
He was hungrier. The beans and spaghetti warmed. Nick stirred them and mixed them together. They began to bubble, making little bubbles that rose with difficulty to the surface. There was a good smell. Nick got out a bottle of tomato catsup and cut four slices of bread.
The little bubbles were coming faster now. Nick sat down beside the fire and lifted the frying pan off. He poured about half the contents out into the tin plate. It spread slowly on the plate."

  1. dipingere una scena nei particolari, scegliendo parole che fanno appello a tutti e cinque i sensi e alternando i punti di vista, in modo da suscitare emozioni e desideri in chi legge
    c'è tutto: il tegame, le fiamme, i fagioli, gli spaghetti, le fette di pane, il piatto; c'è il calore, il movimento e il profumo, mentre lo sguardo delle scrittore di sposta alternativamente dal tegame al protagonista
  2. essere precisi e specifici
    ogni cosa - dai fagioli al piatto - è chiamata col suo nome, cose concrete e quotidiane, non astratte
  3. usare le ripetizioni
    se "vediamo" la preparazione di un piatto così semplice, il merito è tutto della triplice ripetizione "bubble"
  4. sottolineare i benefici di un prodotto e mostrare le reazioni piacevoli del consumatore
    "He was very hungry ... He took a full spoonful from the plate (of beans and spaghetti). 'Chrise,' Nick said, 'Geezus Chrise,' he said happily. He ate the whole plateful before he remembered the bread. Nick finished the second plateful with the bread, mopping the plate shiny. prosegue il racconto
  5. raccontare storie
    tutti amiamo le storie, e impariamo attraverso le storie; bevissime in uno spot di 30 secondi, articolate e dettagliate in un case study.


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maestri

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Una serata romana per Anam.
Da oggi, 1 giugno, i romani che hanno amato e amano Tiziano Terzani possono ritirare gli inviti gratuiti per partecipare alla serata "troviamo ciò che ci unisce" che gli sarà dedicata il 15 giugno al Teatro Ambra Iovinelli.
Da oggi fino al 7 in alcune librerie e negozi, dal 9 al 15 direttamente presso il teatro. Alla serata, che sarà presentata da Serena Dandini, parteciperanno la famiglia Terzani e gli amici. Sarà proiettato il video Anam, il Senza nome la cui versione DVD ha scalato in questi giorni tutte le classifiche di vendita di prodotti editoriali.
I dettagli pratici sia sul sito dedicato a Terzani, sia su Immagina.

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maestri