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link, note e riflessioni sulla scrittura (professionale e non)


mercoledì, agosto 31, 2005

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Per la lista nera.
Task force operativa.

scritto da luisacarrada | plink | commenti (6)
lingua italiana

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Semplici, proprio come un blog.
Mémo Technique, un'agenzia francese di scrittura tecnica, ha optato decisamente per un
blog informale piuttosto che per un sito istituzionale.
Una scelta perfettamente in linea con la loro tagline: L'écriture high tech dans sa plus simple expression.
Tutte le informazioni sull'agenzia e i suoi servizi sono in un leggero e scaricabile file pdf.

scritto da luisacarrada | plink | commenti (1)

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Buone letture per belle scritture.
Per chi è dalle parti di Pisa il 16 e il 17 settembre, un convegno sulla scrittura professionale organizzato dal Master in italiano scritto e professionale della Facoltà di Lettere. Un bel titolo, Buone letture per belle scritture, e una formula nuova: si parla di libri che aiutano a scrivere meglio. Tra questi, anche La magia della scrittura, presentato da Alessandro Lucchini.

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libri

sabato, agosto 27, 2005

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Detto in tivvù.
Il linguaggio dei giornalisti televisivi a volte ti fa rabbia, a volte ridere.
Ti fa rabbia quando senti dire homeless o embedded, come se tutti sapessero l'inglese. Quando senti l'aggettivo e la tua mente ha già pronto il sostantivo tanto l'abbinamento è scontato. Quando al posto di un ente si cita una sigla incomprensibile.
Ti diverte quando il giornalista ha poco da dire e allora si dà al "pezzo di colore", dove il colore sta spesso per aggettivazione debordante, giochini di parole banali, metafore già sentite.
Che il linguaggio sia soprattutto servizio al pubblico e non valvola di sfogo per gli aneliti creativi dei giornalisti lo ricorda un libro semplice, ma intelligente, che ho comprato stamattina: Lo scottante problema delle caldarroste. Piccolo vademecum per giornalisti televisivi (e non) di Massimo Loche, vicedirettore di Rainews 24.
Loche scorre i pochi manuali per i giornalisti radiotelevisivi italiani e, ispirandosi anche al celebre manuale di stile della BBC, propone i suoi sensati consigli ai colleghi: grammatica, sintassi, punteggiatura, stile, lessico, parole straniere, più la "fiera delle parole" inutili o abusate. Molte cose sembrano scontate, ma l'autore evidentemente conosce bene i suoi polli.
Il libro è pacato e molto divertente, soprattutto nella sezione in cui analizza i "testi non esemplari", piccole lezioni pratiche utili davvero a tutti, visto che i vizi del linguaggio televisivo fanno molto presto a diventare anche i nostri.

scritto da luisacarrada | plink | commenti (7)
lingua italiana

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Parole più lunghe, più pesanti, più pure.
L'attaccamento dei francesi alla loro lingua è noto, con esiti anche buffi, come sanno tutti coloro che navigano sui siti d'oltralpe.
Difficile trovarvi i termini inglesi che tutti noi siamo ormai abituati a utilizzare. Non sapevo però che il Journal Officiel (la loro Gazzetta Ufficiale) pubblica periodicamente le linee guida linguistiche emanate dalla Commission Générale de Terminologie et de Néologie.
Le ultime riguardano:

  • la parola coach, che si consiglia di sostituire con entraîneur (per lo sport), mentor (per l'azienda), tuteur (per l'università), moniteur de santé (in medicina)
  • il prefisso e- ("porteur de difficultés de tous ordres"... mamma mia!), che si consiglia di sostituire con il prefisso télé- o l'espressione en ligne.

Tra la nostra mania anglofila e la loro mania purista pare proprio non esserci una sana via di mezzo.

scritto da luisacarrada | plink | commenti (5)
le lingue degli altri

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Dolori e delizie d'archivio.
Navigo, stampo e conservo pagine web (di carta) almeno dal 1996. All'inizio quel ben di Dio che mi arrivava gratuitamente dallo schermo di un computer lo trovavo talmente prezioso che leggevo tutto, sottolineavo, ordinavo per temi in quaderni ad anelli: processo della scrittura, web writing, business writing, email e poi, man mano, usabilità, blog, brand, scrittura professionale (in italiano!)... 
Nel tempo sono stata sempre meno ordinata e negli ultimi tre o quattro anni ho accumulato chili di carta che in gran parte non sono riuscita a leggere. Prima sulla scrivania, poi stipati senza criterio in decine di raccoglitori di legno e di carta di Ikea.
Ieri ho deciso che fare pulizia mi avrebbe aiutato a chiarirmi le idee, oltre che a recuperare spazio. Un'abitudine che avevo da piccola, prima di tornare a scuola. Rimettevo tutto a posto e compravo ogni anno cartelline, quaderni e penne di tutti i tipi.
Così ho tirato giù tutto e mi sono messa a riesaminare raccoglitore per raccoglitore, pagina per pagina. Senza saperlo, ho cominciato un viaggio di diverse ore nella storia del web, della scrittura professionale e della mia personale.
Molte cose mi sono sembrate ingenue, addirittura ridicole, intere cartelle dedicate ai forum, alla posta elettronica, alle newsletter, hanno preso la via dei sacchi destinati al riciclo della carta. Ma molte altre mi hanno lasciata stupefatta e mi hanno fatto improvvisamente capire che la crescita del web per certi versi è stata inversamente proporzionale alla crescita delle conoscenze. Tutto il contrario di quanto mi auguravo solo qualche anno fa. Per esempio:

  • molte, moltissime iniziative in rete dedicate alla scrittura sono morte strada facendo; quelle che sono sopravvissute sono ormai a pagamento; quelle rimaste gratuite sono assolutamente striminzite e fanno solo da esca ai contenuti a pagamento
  • alcune delle cose migliori sulla scrittura risalgono al 1998-99: sono stata felicissima di averle stampate e gelosamente conservate; senza di esse probabilmente non sarei riuscita a realizzare il Mestiere di Scrivere
  • eravamo di meno, ma producevamo molto di più: nessuno si sogna più di mettere online pagine e pagine; quello che le persone hanno da dire - se lo hanno - lo pubblicano sui giornali di carta, oppure ci fanno un libro
  • le cose migliori non si scrivono e si pubblicano più negli Stati Uniti, ma in Canada, in Europa, in Australia e Nuova Zelanda, in India
  • il "copia e incolla" è stato nefasto nell'incoraggiare la pigrizia mentale: ho ritrovato le stesse cose in decine di siti, scritte con le stesse identiche parole; ci sono invece tuttora temi importantissimi per la scrittura professionale che nessuno si è sognato di trattare, probabilmente per il semplice fatto che non c'era nessun precedente da cui scopiazzare.

Sono riemersa dall'immersione nelle carte da una parte con un senso di scoraggiamento, soprattutto per la delusione di tante aspettative che non si sono realizzate; dall'altra con tante idee in più su cose che si potrebbero ancora fare e scrivere. Tanti temi, sparpagliati in mille rivoli, si sono ricomposti, sono diventati abbozzi di Quaderni e di articoli, hanno dato impulso a pensieri e appunti che ho prontamente buttato nel mio file Idee & Progetti. Li lascio lì, a maturare un po'.
Guardo le nuove etichette: la mappa della scrittura professionale è cambiata, i nomi sono quasi tutti diversi.
Nuovi temi su cui lavorare, nuove storie da raccontare.

scritto da luisacarrada | plink | commenti (6)
web writing

mercoledì, agosto 24, 2005

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Una malefica e utilissima ossessione.
Non sono sempre una persona ordinata, piuttosto alla ricerca continua dell'ordine.
Nel lavoro di scrittura salvo e conservo tutto quello che penso nel tempo mi tornerà utile, lo ordino in cartelle tematiche, lo stampo, abbozzo scalette su temi che vedranno la luce in forma di testo magari anche anni più tardi, le aggiorno appena mi viene un'idea, le condivido se decido di scrivere a quattro mani invece che a due. Attualmente nella cartella "Idee & progetti" ci sono almeno tre abbozzi di quaderni e una decina di articoli per il MdS.
Sono una fanatica della precisione lessicale e anche della coerenza formale: numeri in cifre o in lettere, maiuscole e minuscole, parentesi, trattini lunghi e corti, punteggiatura devono tutti avere un senso. La revisione conta per me più di ogni altra fase della scrittura. Il refuso mi ossessiona.
Per questo adoro le guide di stile, le colleziono, mi divertono e prima o poi ne scriverò una anche io, la Guida di stile del MdS. La bozza già esiste.
Ma come per tutte le cose complicate, rimando sempre.
Anche perché in genere lavoro da sola e mi so dare le mie regole. Magari ogni tanto cambio, ma mai all'interno di uno stesso documento.
Ora però sto affogando sotto l'onda dell'urgenza, perché uno dei miei lavori attuali riguarda l'impostazione editoriale di un grande sito sul quale devono scrivere persone diverse. La guida di stile si impone e quindi la sto finalmente scrivendo man mano che lavoro. Alla prima incertezza prendo la mia decisione e butto giù la regola di scrittura che deve valere per tutti. Mille minuzie cui non avevo mai pensato si presentano ogni giorno:

  • '700, Settecento, XVIII secolo?
  • ore 7,30, 7.30 oppure 7:30?
  • periodo storico 1780/1820 oppure 1780-1820?
  • da lunedì a domenica, lunedì-domenica... col trattino, magari pure con gli spazi?
  • una frasetta isolata si deve sempre e comunque chiudere con il punto?
  • Museo, Rocca, Palazzo, Villa.... maiuscola o minuscola?
  • Nomi di opere d'arte, titoli di libri... nomi di battesimo di artisti...

Sembrano sciocchezze, ma non lo sono. Ho sempre pensato che la pulizia e la coerenza formale sia sulla carta che sullo schermo siano un servizio sacrosanto da dare al lettore. Per questo in genere preferisco Settecento, odio le abbreviazioni, metto le maiuscole solo ai nomi propri e preferisco il semplice punto a segni di interpunzione che introducono confusione visiva.
La guida prende forma, tra la A di acronimo e la V di virgolette.

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ferri del mestiere

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Capitani coraggiosi.

Ambrogio Fogar (13 agosto 1941 - 24 agosto 2005)
Enzo Baldoni (8 ottobre 1948 - fine agosto 2004)

Ambrogio Fogar (nel ricordo di Giangiacomo Schiavi):
"Ricordo i suoi occhi, i suoi occhi straordinari, che fissavano l'interlocutore e fissavano il cielo. Un cielo dipinto sul soffitto, un cielo pieno di nuvole. E pieno di sogni, diceva lui".

Enzo Baldoni (nel ricordo di Till Neuburg):
"Il fatto e' che per lui, scrivere bene significava solo scrivere bene. Stop. Non faceva differenza tra annunci, forum, poster, fumetti, articoli sui giornali, blog, calendari o lettere personali. Non voleva stupire a tutti i costi. Voleva solo essere letto. Per lui valeva in modo esemplare, la battuta del grande Howard L. Gossage: "La gente non legge gli annunci, la gente legge cio' che gli interessa - e qualche volta e' un annuncio.
...
Se proprio vogliamo insistere sul suo modo di scrivere, proviamo a rileggerci uno dei suoi reportage dai vari fronti, da quelle persone lontane, dalle giungle, dagli alberghi, dagli avamposti di imperi del sole e di sogni dark. Se dico che nel panorama del nostro giornalismo ufficiale, oggi non c'e' nessuna penna leggiadra e, allo stesso tempo, all'arrabbiata come la sua, non credo di forzare nulla.
Ma Enzo non si fermava alla propria bravura. Sebbene ricordasse di continuo che le nostre campagne sono "solo canzonette", voleva che i giovani creativi ce la mettessero sempre tutta. Non accettava l'approssimazione. Proprio perche' il mito del mondo della pubblicita' e' coperto da un sottilissimo, effimero strato d'oro, Enzo non voleva che quel scintillio seducesse troppa gente. Parlava con centinaia di giovani che miravano "a entrare nella pubblicita' ". A quelle insolite verifiche attitudinali, psicologiche, culturali e passionali, dedicava molti pomeriggi - di solito di venerdi'. E' una pesante ma fantastica eredita' che l'ADCI fara' ripartire da quest'autunno. "I venerdi' di Enzo" non saranno solo un rito per onorare un amico, ma anche un investimento nel futuro dei nostri mestieri.
... Come accade a tutti i veri viaggiatori, la stessa importanza che metteva in quelle sue partenze, la trovavi poi anche nei suoi racconti.
Non erano saggi, giudizi, teoremi. Erano riprese in diretta. Ti faceva veramente stare li'. Pazzesco."

I Venerdì di Enzo
Le Balene di Enzo
L'appello di Diario per la medaglia al valor civile a Enzo Baldoni

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domenica, agosto 21, 2005

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La qualità delle parole sul web.
La revisione è l'ultima e decisiva fase del processo della scrittura. Sulla carta come sul web.
Sul web, nonostante la apparente facilità e possibilità di correggere, forse lo è ancora di più. Un progetto web è solitamente più lungo e complesso di un progetto editoriale cartaceo, coinvolge più persone e professionalità, fa appello gli occhi, alle orecchie e anche alle mani del lettore, che con le parole viene invitato a cliccare, percorrere il sito, comprare.
Riconsiderare tutto alla fine con gli occhi freschi di un editor può essere molto complicato. Per questo, c'è la bella check-list sul controllo della qualità editoriale di un sito, messa a punto e a disposizione di tutti da Jean-Marc Hardy, autore dello splendido
Redaction.be.

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web writing

giovedì, agosto 11, 2005

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Giù nei fondali del testo.
"Sub" in inglese, anzi in british English - scopro ora - significa "svolgere il lavoro di copy editor", quindi The simple subs book, sul quale mi sono rotta la testa negli ultimi dieci minuti, è un manuale di copy editing e il subbed text è il testo revisionato.

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le lingue degli altri

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L'albero genealogico delle parole.
Per molto tempo non ho badato all'origine delle parole che pronunciavo e scrivevo ogni giorno.
Ora invece l'origine delle parole mi incuriosisce e mi diverte.
Così, dal mio Glossario Sanscrito apprendo che il guru è "colui che "elimina l'oscurità": da "gu" che significa "oscurità, ignoranza", e "ru" che significa "rimozione" (e mi viene da pensare alla gru, che solleva e si porta via di tutto).
E da un libro che sto leggendo - La felicità di questa vita, di Salvatore Natoli - che la radice sanscrita "sva" ("proprio, che appartiene a se stesso") dà vita sia al possessivo latino suus, sia al riflessivo, soi, self, selbst...

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le lingue degli altri

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La tristezza del guru.
In uno dei suoi ultimi interventi, Gerry McGovern si occupa della memoria, molto più persistente e tenace quando abbiamo visto o letto qualcosa sulla carta, mentre tutto ciò che consultiamo sul web è pronto a scivolare via un istante dopo. Per ricordarcene, basta tornare su un motore di ricerca e ritrovare l'informazione. Il web come la nostra gigantesca memoria, dunque.
Una volta avevo paragonato il web di McGovern a una specie di ospedale dalle corsie efficienti, asettiche e tutte uguali. E mi pare che con gli anni la sua visione si sia ulteriormente radicalizzata: sul web ci si va solo per cercare qualcosa che abbiamo già in mente, e basta. Quindi tutto il nostro lavoro di comunicatori e redattori consiste nel far trovare a ciascuno quello che cerca nel più breve tempo possibile.
"The Web is not a great place to win hearts and minds." asserisce il (sempre più triste ed efficiente) guru di Dublino.

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web writing

mercoledì, agosto 10, 2005

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Mappa di incontri e di idee.
I libri, le mappe mentali, la programmazione neurolinguistica, internet: passioni mie e di altri professionisti della comunicazione si incontrano in un originale esperimento di un vero sperimentatore.
Alessio Sperlinga, ideatore del più "antico" e bel
portale italiano per i bambini, lancia una novità aperta alla collaborazione di tutti.
Una raccolta di mappe concettuali elaborate dopo la lettura di un libro. Lui ha cominciato, chi vuole può aggiungersi.

la mappa del libro "Il coach", elaborata da A. Sperlinga

PS Sulle mappe mentali, vedi il Quaderno di Umberto Santucci e il sito Scatole Pensanti.

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libri

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Creare PDF gratis.
Per creare documenti pdf gratis, da tutti i formati, senza comprare il prodotto di Adobe, c'è il sito PDFonline: si invia il documento, insieme al nome del file desiderato, e in pochi minuti si riceve per email il documento pronto. Per evitare lo spam, si può creare un account ad hoc. Unico svantaggio: i documenti devono essere inferiori ai 2 MB.

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siti belli e cose utili

sabato, agosto 06, 2005

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Ascolto.
L'audio sta dilagando nelle mie navigazioni come nelle mie passeggiate.
Due i punti di riferimento:

  • il sito della Radio Televisione della Svizzera Italiana, il servizio pubblico che molti italiani vorrebbero avere e che possono avere: ho appena ascoltato il pastore della Cattedrale di Ginevra parlare dei rapporti tra buddismo e cristianesimo, in occasione della visita del Dalai Lama in Svizzera, e una splendida intervista a Maurizio Maggiani, che con Il viaggiatore notturno ha vinto il Premio Strega
  • Il Narratore: un sito che raccoglie testi e file audio di letteratura italiana e straniera, per riempire il lettore mp3 di belle parole e portarsele in tasca.
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siti belli e cose utili

venerdì, agosto 05, 2005

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Il latore della presente.


Ottimo, utile e gratuito il magazine dell'Art Directors Club Italiano: Il latore della presente.
L'ultimo, il numero 5, è particolarmente interessante: apre un editoriale di Till Neuburg sul tramonto dell'età dei guru nella pubblicità, chiude un apologo di Giancarlo Livraghi, in mezzo un lungo articolo di Marco Carnevale sul "più falso dei falsi problemi", quelle delle campagne finte, e una ricca pagina di link dedicati ai font.
Sul sito trovate molte altre cose, tra le quali I Venerdì di Enzo: copywriter e art director esperti e affermati ogni venerdì incontrano i giovani per orientarli e consigliarli, riprendendo così una bellissima e generosa abitudine di Enzo Baldoni.

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siti belli e cose utili

mercoledì, agosto 03, 2005

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Tutti a riscrivere.
La News University del Poynter si arricchisce di un nuovo corso gratuito online dedicato alla revisione.

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siti belli e cose utili

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Le aziende e i blog.
Due belle guide gratuite al Corporate Blogging (in inglese):

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siti belli e cose utili