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link, note e riflessioni sulla scrittura (professionale e non)


venerdì, novembre 25, 2005

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Seguimi con gli occhi.
La più famosa ricerca di eyetracking, cioè lo studio del "comportamento visuale" dei navigatori sul web, è quella del Poynter Institute.
Essenziale per capire come scrivere e organizzare le pagine web.
Ora esce un altro studio, effettuato sui media spagnoli:
Eyetracking Media España.
Rispetto alla ricerca americana, è orientato di più sull'impatto della pubblicità in rete e analizza i diversi comportamenti di uomini e donne.
I primi vagano con lo sguardo a zig zag, le altre sono più ordinate e leggono in verticale.
L'intero dossier è disponibile online, compreso il
pdf.

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web writing

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E' gradito l'abito lungo.
In questi giorni si è molto scritto sui giornali su sms e scrittura, sms e giovani, sms e letteratura.
Io gli sms li amo e li uso proprio per quel loro essere uno strumento di comunicazione non assimilabile a nessun altro. Funzionale e poetico insieme.
Puoi mandare un ok ferma sul motorino al semaforo o lanciare pensieri e sussurri a qualsiasi ora del giorno e della notte. Messaggi che inevitabilmente ne chiamano e ne invitano altri.
Io non uso abbreviazioni, né simboli, perché quel che mi piace è proprio riuscire a concentrare in 160 caratteri un messaggio chiuso, completo, con una sua forma, e anche delle sue risonanze, che si possa tenere, archiviare, rileggere e ricordare.
I vincoli nella scrittura sono sempre preziosi, che si tratti dei pochi caratteri di un messaggino, della metrica in una poesia, del brief in una campagna pubblicitaria. Ma il trionfo della brevità come regno della scrittura alla portata di tutti comincia a darmi sui nervi.
Il Corriere della Sera invita a giocare concentrando un
Classico in 160 caratteri, molti intellettuali inneggiano al "ritorno alla scrittura" da parte dei giovani, i concorsi letterari a base di sms e raccontini minimali impazzano, i blog singhiozzano tra frasi smozzicate e puntini puntini. 
La misura breve - difficilissima - diventa norma e salvezza nella comunicazione.
Ho corretto di recente molte tesine di master universitari: due, quattro, al massimo otto pagine. Pulite, ordinate, semplici. Brevi le tesine, brevi le frasi. Ritmo zero.
Eppure il mondo della comunicazione non è solo slogan, piccoli testi per il web, elenchi puntati di powerpoint. Qualcuno agli studenti dovrebbe avere il coraggio e l'onestà di spiegarglielo.
E' anche relazioni di bilancio, offerte, progetti. Tutti documenti lunghi, spesso complessi, in cui si deve argomentare e anche sedurre con le parole per convincere della bontà di un'idea, difendere la reputazione di un'azienda, ottenere un finanziamento. Tutte cose per cui ci vogliono allenamento e fiato, un orizzonte di molte pagine davanti e non la prospettiva del punto dopo pochi capoversi.
Mi piace pensare ai testi anche come a oggetti che si possono vestire e poi guardare: rossi, gialli, verdi in una pagina web, vestiti di un lettering scanzonato o serissimo, trendy o antiquato, soli in una pagina bianca o affollati come in metro nell'ora di punta. Spesso mi piacciono corti, in equilibrio come su tacchi altissimi, con tanti accessori intorno. Ma bisogna essere capaci di confezionare anche quelli lunghi, elaborati, raffinati, ricamati. Arriva sempre l'occasione in cui servono.

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writers life

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Intelligenza editoriale.
Sullo spinoso rapporto tra PR e giornalisti, una nuova iniziativa arriva da Londra: Editorial Intelligence,
magazine scaricabile online. Per ora. Affrettatevi.

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siti belli e cose utili

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Tranquillità.
Sono una blogger tranquilla, ma mi è capitato di pormi delle domande rispetto alla mia libertà di espressione su queste pagine.
A molte risponde un bel libretto in pdf di 14 pagine in francese: Je blogue tranquille.
I temi: la responsabilità sui commenti di terzi, l'uso di immagini di altre persone, la proprietà intellettuale, bloggare dal posto di lavoro, i blog e i minori.

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web writing

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Stregata dalle immagini.
Da giorni navigo tra le immagini e rifletto sul rapporto tra parole e immagini in rete.
Tre link, tra i miei tanti bookmark:

  • Artmagick, sito inglese dedicato al simbolismo e ai preraffaelliti, "pura intossicazione visuale" come recita il sottotitolo: un felicissimo incontro tra immagini, informazioni e parola poetica, con un imperdibile repertorio di cartoline da inviare
  • Imagobox, in italiano e in inglese una scatola piena di sorprese: immagini dei grandi pittori del passato aggregabili per tema attraverso un motore di ricerca, spazi espositivi per pittori contemporanei, un gioco sull'arte per niente facile, le minuzie della natura e le superfici immense di murales cittadini
  • British Museum, il sito del museo londinese è di una capacità divulgativa strepitosa, per esperti, appassionati, insegnanti e bambini: tutto ruota intorno alle immagini, ma i brevi testi che le accompagnano e incorniciano sono scritti da veri maestri; fatevi un giro nella mappa delle culture, oppure tornate bambini nella sezione Children's Compass.
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forme e colori

mercoledì, novembre 16, 2005

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Una PA sempre più chiara.
Sarebbe bello se molte aziende facessero quel lavoro di analisi e riscrittura dei propri testi che con pazienza e passione stanno facendo molte amministrazioni, grandi e piccole.
Una grande, la Provincia di Genova, ha appena pubblicato un bloc notes per i propri dipendenti che è un gioiellino di utilità e leggerezza. E' un blocco, dal titolo Chiariamoci!, che alterna in una trentina di pagine indicazioni di buona scrittura, un mini vocabolario della lingua italiana, consigli di impaginazione e grafica, una serie di testi amministrativi "prima e dopo la cura", più pagine per appunti con una serie di "perle" di classico burocratese.
Il Comune di Schio, in provincia di Vicenza, l'anno scorso ha chiamato il professor Michele Cortelazzo - docente di Linguistica Italiana all'università di Padova -, per insegnare a un gruppo di dipendenti come scrivere i documenti comunali in maniera chiara ed efficace, comprensibile per il cittadino. Il prodotto di questo corso è in un libro pubblicato da pochi giorni da Maggioli: Il Comune scrive chiaro. Come semplificare le comunicazioni al cittadino. 24 documenti, anche di una certa complessità, con le riscritture, gli interessanti commenti alla riscrittura e, per ognuno, gli indici di leggibilità anche in relazione alle parole del vocabolario di base della lingua italiana (7000 parole!) elaborato da Tullio De Mauro. Più 11 pagine di manuale di stile, che rispondono alle principali domande che si pongono i dipendenti pubblici quando scrivono un documento.

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lingua italiana

venerdì, novembre 11, 2005

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Quanto fa due chili di testi?
I testi per il web non si fatturano né a carattere, né a pagina, né "a chilo", come spiega Jean Marc Hardy di Redaction.be nel suo
ultimo articolo.
Se brevità, limpidezza e semplicità - quelle vere - sono un punto di arrivo e i testi vanno smussati, limati e cesellati a lungo perché prendano la loro forma definitiva, allora il pagamento "a quantità" è una vera aberrazione, che non conviene a nessuno.
Non solo: i messaggi di un sito web emergono quasi sempre non tanto dalla lettura delle singole pagine, ma dalla loro "tessitura", e solo un progetto completo può darne davvero il senso.
Jean Marc propone quindi, accanto al criterio quantitativo, quello del "metodo di lavoro", che mi sembra di grande professionalità e trasparenza.

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web writing

giovedì, novembre 03, 2005

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Le aziende raccontano.

"I mercati sono conversazioni". I matti del Cluetrain lo dicevano sette anni fa, e le aziende cominciano a capirlo molto bene.
Naturalmente non tutti i discorsi in rete sono interessanti, tantomeno quelli su temi trendissimi quali l'etica, la responsabilità e l'impegno sociale.
I bilanci sociali per esempio, sono noiosi e spesso vanagloriosi.
Parlare d'altro è molto meglio.
Anche Benetton, come da tempo illycaffé con il suo Illywords, ha deciso di parlare d'altro.
Oggi in posta ho ricevuto il primo numero della newsletter di BenettonTalk, sito spartano ma di impegno.
Spartano nella grafica e sicuramente accessibile. Di impegno per i temi trattati: la Patagonia e le lingue che scompaiono in questo numero, nei prossimi la ricchezza genetica della vita, l’infanzia attraversata dalla guerra. Di impegno per la volontà di raggiungere tutti: il sito che tratta temi globali si vuole globale ed è in ben sette lingue.
Temi  interessanti, testi lunghi quanto basta, percorsi in rete attraverso siti e pagine un po' speciali, coinvolgimento dei lettori in un piccolo gioco letterario, linguaggio quotidiano e pacato. Funziona.

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