![]() link, note e riflessioni sulla scrittura (professionale e non) |
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lunedì, febbraio 27, 2006 --> Italia sotto chiave. domenica, febbraio 26, 2006 --> Liseuse. --> Chi chiude, chi apre. --> Senza parole! sabato, febbraio 25, 2006 --> Non perdetevi... --> 22 contro 281. --> Le parole e le cose. martedì, febbraio 21, 2006 --> Sliderman goes blogging. --> Breve e intensa storia di Nahir. venerdì, febbraio 17, 2006 --> Buro-anglo-tech. martedì, febbraio 14, 2006 --> Ooops, mi correggo! --> Grammatiche dal sottosuolo. Grammatica creativa --> Disegnare, per cominciare a scrivere.
L'altro ieri, domenica 12 febbraio, Alessandro Lucchini mi ha segnalato uno speciale dedicato alla pagina bianca sull'inserto Domenica di Repubblica. Una charity di Londra, Book Aid International, ha chiesto a 25 scrittori britannici di riempire un foglio A4 sul tema della pagina bianca. 25 fogli che saranno battuti all'asta il prossimo 21 febbraio, con l'obiettivo di acquistare libri per scuole, biblioteche, università e ospedali in Africa. Repubblica ha proseguito il gioco, proponendo la stessa prova a cinque scrittori italiani: Santacroce, Citati, Camilleri, Lodoli e Lucarelli. La cosa che mi ha colpito di più, nelle pagine pubblicate, sia per gli scrittori d'oltremanica sia per i nostrani, è che almeno la metà delle "ispirazioni" non erano costituite da parole, ma da immagini. Un albero genealogico per l'autrice di Harry Potter, un cervello per lo scrittore di gialli Ian Ranking, disegnini a margine del testo per molti, una strana donna-gatto per Isabella Santacroce, un autoritratto con palloncini per Marco Lodoli. Il quale Lodoli ha anche scritto un articolino sullo stesso dossier di Repubblica, che comincia così: Pagina bianca, immacolata, perfetta nella sua purezza maestosa e silente: campo di neve muta e candidissima sulla quale un viaggiatore vuole lasciare le sue impronte e le sue parole per andare lontano. Bisogna avere il senso dell'oltraggio per avanzare in quel bianco extrastrong, bisogna dimenticare completamente la vergogna di prendere la parola al cospetto del mondo e pestare con gli scarponi neri di inchiostro, tirati dalla necessità di quel percorso: e quando si è giovani viene facile, si affondano le sillabe nella pagina pulita senza esitare un attimo, le frasi si posano facili e violente, i fogli bianchi si sporcano di desideri assoluti, di incoscienza eccitata, sono il vuoto in cui inventare il viaggio della salvezza: e il libro nasce in pochi mesi, ma già il primo giorno tutto è chiaro, deciso, irreversibile.
--> Un romanzo lungo un anno. sabato, febbraio 11, 2006 --> Dal powerpoint al pdf, passando per word. PS Se i mercati sono conversazioni e i media sempre più conversational, la vera presentazione non è un file powerpoint ma una conversazione. Con uno sfondo di slide. Su Presentation Zen, un bel post sulle tesi del Cluetrain applicate alla presentazione. --> La missione dei provinciali. No, la "mission" no! Qual è la parola più ridicola nel vocabolario nazionale? L'ho capito ricevendo una lettera da Rivoli, meritevole città piemontese (riassume, nel nome incolpevole, i mille sprechi italiani). Rossella Stella detesta il termine "mission". Ha ragione: non se ne può più. Società, enti, aziende, gruppi e associazioni non dicono più cosa intendono fare. No: annunciano la "mission". Uno si chiede: cosa vi costa aggiungere una vocale ("e") e spiegare la vostra "missione", in italiano? Niente da fare. "Missione" sembra vecchio e polveroso. "Mission" suona profumato, sexy, futuribile. mercoledì, febbraio 08, 2006 --> Le parole di Ernest. "He has never been known to use a word that might send a reader to the dictionary." --> Risposte romane. I no global al governo? Un'idea diversa. lunedì, febbraio 06, 2006 --> Cuginetti d'Europa.
A volte sogno un "circolo" di tutti questi blog, ma tradotti in inglese, e mi prende una specie di vertigine. --> Tipografia. --> Di mappa in mappa, il passapensiero del web. domenica, febbraio 05, 2006 --> My grab bag. sabato, febbraio 04, 2006 --> Gli avverbi di Giacomo. --> DONNAèWEB n° 3.
--> Sul blog anche la pietra si libra in volo. Nel momento in cui il settore editoriale tradizionale (insieme alla produzione intellettuale universitaria che lo alimenta, oramai sempre più stancamente, in forma puramente autoreferenziale o di “assecondamento” commerciale) rischia di avviarsi alla staticità e alla inerzia ridistributiva del sapere, ci ha affascinato l’idea di provare - attraverso un “colpo di ali” - a volare nel nuovo spazio del web. Alle espressioni leggere della pietra e alla leggerezza della comunicazione online sono dedicati gli ultimi post, un vero saggio a puntate intitolato Sulle ali di Perseo: quando la pietra è colorata, sottilissima, trasparente, specchiante. Quando la comunicazione accademica trova nuovi spazi, stili, slanci. Anche attraverso delle immagini raffinate e bellissime.
--> Sulla strada, istantanee in 17 sillabe.
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