![]() link, note e riflessioni sulla scrittura (professionale e non) |
|
mercoledì, marzo 29, 2006 --> Dispersioni. martedì, marzo 28, 2006 --> Giornalismo dalla A alla Z. domenica, marzo 26, 2006 --> Le parole dei guru (dovere di cronaca). martedì, marzo 21, 2006 --> Prosa e poesia. sabato, marzo 18, 2006 --> Potenza di un soffio.
Per mettere dentro cose nuove bisogna fare spazio. E' quello che insegna l'antichissima scienza indiana del respiro, il pranayama.
Solo dopo un'espirazione profonda, che svuota completamente i nostri polmoni e che ci fa vivere - sia pure per pochi istanti - l'esperienza della morte, possiamo vivificarci con l'aria nuova riempiendo di nuovo i polmoni con l'inspirazione. L'aria che esce dalle narici è calda, ma quella che entra è freschissima, proprio perché nuova. Chi vive tutto questo con consapevolezza, la sente addirittura profumata. Nella scrittura avviene un po' lo stesso. Soprattutto quando vogliamo migliorare e vivificare il nostro stile, liberarci delle vecchie abitudini. Anche in questo caso bisogna dare aria, fare spazio. Facciamo spazio togliendo le parole inutili, le frasi fatte, i cliché, magari attraverso un esercizio di stile che ci costringa a far emergere tutta la "fuffa" di cui siamo capaci. Quando la zavorra sale all'attenzione, diventa facilissimo buttarla via.
"Già, ma allora cosa resta... un testo scheletrico?" mi viene spesso obiettato quando propongo esercizi di questo tipo. Abbiamo solo espirato, dobbiamo ancora inspirare.
Mettere dentro aria buona e pulita, parole del vissuto, della quotidianità, dei rapporti veri tra le persone, ma anche le istituzioni e le aziende. Parole più semplici, ma vive e profumate, capaci di evocare altre parole, altre immagini, altri suoni. Come quando si respira, scrivere con consapevolezza e concentrazione. Come con il respiro, siamo noi che diamo il ritmo. Un respiro, come una frase, può essere breve, o assottigliarsi e diventare lunghissimo. Siamo noi a deciderlo. L'importante è starci bene dentro, niente altro. Prima di scrivere possiamo fare mille cose per prepararci: leggere o fare una bella corsa. Ma quando scriviamo, è bene stare lì, con l'occhio e l'orecchio rivolti verso il nostro interno. A cogliere il ritmo. Atman, in sanscrito, è il sé, la coscienza, la consapevolezza. Atem, in tedesco, è il respiro. L'unità di base della vita, il suo atomo, la parte che non puoi più suddividere. Pensavo a queste cose, ieri pomeriggio, prima di chiudere gli occhi verso il mondo esterno, riaprirli verso quello interno, e cominciare a osservare il mio respiro. venerdì, marzo 17, 2006 --> Il giorno delle metafore.(la scrittura è un aereo di carta) Che oggi, venerdì 17 marzo 2006, sia il giorno delle metafore? Ho appena scaricato dal sito della Palestra della scrittura lo studio di Marzia Andreoni sulle metafore e dopo due minuti di navigazione trovo un sito tutto costruito su un'unica, stringentissima metafora, quella del volo.
Quello dei siti-metafora è un tema che mi ha sempre incuriosito. Mi sembra che nei primi tempi del web ce ne fossero molti di più: in questo nuovo mondo tutto da esplorare, pieno di spazi da riempire, si facevano un sacco di sforzi di fantasia e costruire dei siti-metafora era forse anche un modo di interrogarsi sulla natura di questi nuovi spazi. Ho visto siti-casa, provvisti persino di ascensori in flash, siti-tessuto, siti-negozio, siti-cucina, siti-arcipelago, siti-mare. Uno di questi ultimi era il vecchio sito della Scuola Holden di Torino, tutto blu come l'oceano-mare di Baricco: i testi dei link erano misteriosissimi e quindi poco usabili secondo le teorie della chiarezza assoluta, però erano divertenti nella loro cripticità: isole, capitani coraggiosi, boe... un completo lessico marinaresco che ti invitava all'esplorazione proprio perché non ci capivi niente. Ora il sito è chiarissimo e sicuramente molto più funzionale. La tendenza alla standardizzazione è sicuramente sacrosanta, anche se non sono sempre d'accordo sulla funzionalità a tutti i costi. Comunque, le metafore mettono a dura prova i poveri copy, perché ogni link che viene aggiunto deve essere coerente con la metafora, e così anche per buona parte dei testi, almeno quelli introduttivi. Eppure il copy del sito spagnolo Avión de papel, aereo di carta, se la cava benissimo. La scrittura fa volare lontano i pensieri e l'immaginazione. E quando è buona, è leggera, come un aereo di carta. Gli articoli sono "voli", di tutti i tipi: visuali, verso il fantastico, verso altri universi, verso i desideri. I grandi scrittori sono "aviatori".
I loro testi e i meccanismi narrativi sono esaminati "in cabina". Le indicazioni grammaticali e di stile sono conservati nelle "scatole nere". Inutile dire che articoli interessantissimi sono dedicati proprio all'uso delle figure retoriche, tra le quali la stessa metafora. mercoledì, marzo 15, 2006 --> Bambina surrealista. --> Lezioni di comunicazione dal tetto del mondo. domenica, marzo 12, 2006 --> Una rivista, tante lingue. sabato, marzo 11, 2006 --> A lezione sul web.
PS Obiezione: ma sono tutti in inglese! Risposta: imparare bene l'inglese è un investimento infinitamente più redditizio di un master in comunicazione. Potete farlo anche sul sito della BBC (questa settimana guidati dalle parole di Gandhi). --> Dilemma.
Al momento, con la scrivania debordante e i post-it che mi guardano da tutte le parti, mi appaiono entrambe due strade impraticabili. mercoledì, marzo 08, 2006 --> Comunicare a Roma. --> Dal fantastico Hugh. martedì, marzo 07, 2006 --> Sorprese. --> Meno banca, più cavoli. lunedì, marzo 06, 2006 --> I blog nelle PR europee: tra entusiasmo e attesa.
domenica, marzo 05, 2006 --> Finalmente. --> I post di Primo Levi. PS Una bella pagina su Primo Levi e la comunicazione. sabato, marzo 04, 2006 --> Il ritorno di Krug. --> Da Barcellona. Neus è la fondatrice di Manfatta, agenzia di contenuti digitali di Barcellona, che pubblica la newsletter La Gazetta, un blog, e dei bei white paper scaricabili gratuitamente. --> Il comunicato stampa è morto. W il comunicato stampa. --> Copyblogger. |
|