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link, note e riflessioni sulla scrittura (professionale e non)


domenica, giugno 25, 2006

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MdS aggiornato.

Nel caldo soffocante, tra cambi di operatori e collegamenti internet pericolanti, sono miracolosamente riuscita ad aggiornare il Mestiere di Scrivere.
Ecco le novità.
Un'
intervista a Luisa Mattia, insegnante e autrice di libri e programmi televisivi per bambini e ragazzi. Luisa racconta come si scrive "con i bambini" e di come la frequentazione con la parola scritta li aiuti a crescere più consapevoli e creativi. Nella vita prima ancora che nella scuola.
La collana dei Quaderni si arricchisce. I nuovi sono ben due.
La content manager Maria Cristina Lavazza, in Organizzare i contenuti di un sito, ci introduce all'architettura delle informazioni, nuova competenza indispensabile ai web writer.
Ricevo molte richieste di consigli sull'attività di correzione di bozze. Attività che ho praticato molto, ma che non saprei spiegare e raccontare agli altri. Ci ha pensato Francesca Pacini con il suo quaderno Correzione di bozze, una guida di primo orientamento per dare la caccia al refuso.
Io ho aggiornato
Il mio scaffale, la pagina dedicata ai libri più interessanti e utili per gli scrittori professionali.
Buona lettura.

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siti belli e cose utili

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Episodi di una vita incagliata.
Delle parole e delle immagini di Attilio Del Giudice ho già
parlato qualche tempo fa sul MdS. E il link al suo sito è tra gli Amici nell'indice di destra di questo blog.
Le sue espressioni verbali e visive sembrano ritagliate sul nostro stile di vita, fatto di ritmi vorticosi che spesso ci vogliono privare del piacere della lettura lenta e lunga. 
Attilio - a dire il vero - è un tipo pacato e tranquillo, scrive testi intensi e brevi e dipinge al pc piccoli quadri che fanno immaginare intere storie. Concentrati di parole e di colori che ti colpiscono in pochi secondi, entrano in te velocemente, anche se poi ci restano a lungo. Espressioni per tempi veloci, a misura di schermo di computer.
Anche i suoi romanzi hanno capitoli brevissimi. Nell'ultimo, La vita incagliata (Leconte, 15 euro), sono i momenti, gli sguardi e i pensieri di un ragazzino (dieci anni o poco più), casertano e figlio di un camorrista. A raccontarli dall'interno è Ninuccio stesso, con il suo linguaggio che mescola il dialetto, l'italiano della scuola, le male parole orecchiate dai grandi.
Ninuccio - che sembra crescere insieme alle pagine del libro - è un candido, innamorato della sua maestra e ancora sensibile e incorrotto pur a contatto quotidiano con una violenza primitiva.
Una storia a episodi, non sequenziali e non concatenati. Nessuno raggiunge le due pagine. Squarci di vita meridionale, tinti di rosso e traboccanti di sentimenti forti, con la morte che si affaccia ad ogni angolo.
Tra i personaggi spicca Angelina, la mamma di Nino, che compra ogni giorno un mazzo di rose per la figlioletta annegata anni prima e soffre con grande dignità le umiliazioni e le “sgummate” del disgraziato marito. Un’anima pura.
Nino la adora e noi, dopo un paio d’ore di lettura adoriamo lui, il suo candore struggente, senza sapere come finirà la sua vita incagliata. Non importa. E’ la storia di tanti ragazzi del Sud, raccontata nel momento in cui gli esiti possibili sono ancora infiniti.

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libri

sabato, giugno 17, 2006

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Inseguendo Zadie Smith (e il suo ultimo libro Fail Better).

Ever tried.
Ever failed.
No matter.
Try again.
Fail again.
Fail better.

Samuel Beckett

PS per i romani: Zadie Smith sarà martedì a Massenzio, insieme a Elisabetta Rasy.

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libri

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Il testo sul tavolo di dissezione.
Anatomia dello scrivere (Unipress 2006, 26 euro): un titolo strano e anche un po' inquietante, che però mi è subito piaciuto molto. Faceva pensare al corpo, ai suoi pezzi, allo smontaggio e rimontaggio, al tavolo di dissezione, persino all'autopsia (irresistibile per una appassionata di gialli e legal thriller come me).
Una dimensione del lavoro sul testo che mi è sempre piaciuta tanto. Quello che molti creativi disdegnano, il lavoro di editing, io lo adoro. Può trattarsi di un bilancio aziendale, di una brochure, di un saggio, di una pagina web, non importa. Mi metto lì con lente di ingradimento, forbici e colla. Taglio, sposto, reincollo, titolo, sottotitolo, alla ricerca di un nuovo e migliore equilibrio.
Un lavoro che deve appassionare molto anche Vito Maistrello, docente di italiano scritto presso le Università di Trento e di Padova e autore del volume.
Il libro, infatti, nelle sue 350 pagine riporta e racconta nel vivo un intero corso universitario sull'italiano scritto, dalla prima lezione all'ultima. C'è tutto dentro: la lezione, gli esercizi degli studenti commentati dal docente, la letteratura più importante sul tema, l'ortografia e la punteggiatura, le scritture scientifiche, il lessico.
Il libro è stato pensato e scritto per gli studenti universitari e per chi scrive saggi di vario tipo e dimensioni, ma è interessante per tutti coloro che si occupano di scrittura funzionale e la insegnano.
Ci sono tanti modi di "stare" con i testi.
Ci si può immergere all'interno dei testi degli altri, dando il nostro contributo editoriale, oppure nelle nostre bozze, cercando di far uscire dal bozzolo una farfalla.
O ancora - come ho fatto io per tutta la mattina - si creano dal nulla forme e immagini che ancora non esistono. Lì non stai né dentro né fuori. Aspetti che si formi un'immagine, o un frammento di essa. Appena arriva, ci lavori con le parole.
La fai crescere, finché non la senti compiuta. E non ti senti tanto un meccanico, ma più un pittore o uno scultore. Non grande, ma professionale e onesto sì.
Quando è finita, lo sai. Allora basta un tocco, un'ultima pennellata. Niente di più.

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libri

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Maiuscole.
Un articolo, molto utile e puntuale, sull'uso delle maiuscole nell'ultimo numero della rivista online
DireFareScrivere.
Nell'archivio della rubrica Questione di stile, altri articoli interessanti.

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lingua italiana

giovedì, giugno 15, 2006

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Un imbuto? No, un megafono.
La Gazetta de Manfatta arrivata oggi nella mia casella di posta era particolarmente interessante e ricca di link per i comunicatori sul web. E' in spagnolo, quindi accessibilissima a tutti gli italiani interessati.
La sua autrice, Neus Arqués, ci segnala in particolare un ebook del famoso guru Seth Godin dedicato al cambiamento delle PR nell'era del web. Si intitola Flipping the funnel. Give your fans the power to speak up ed è scaricabile gratuitamente.
Tre le versioni: per le aziende, per il no-profit, per la politica.
Non ho avuto ancora il tempo di leggerli, per cui vi riporto il commento di Neus.
"Godin sostiene che oggi, nel marketing diventa necessario convincere gli estranei a diventare nostri amici, gli amici a diventare nostri clienti, e i clienti a vendere i nostri servizi.
Pensiamo al marketing come a un imbuto, propone Godin. La nostra missione è di tirarci dentro i nostri potenziali clienti. Alcuni non compreranno nulla, altri si informeranno, confronteranno i prezzi, chiederanno una seconda opinione e usciranno come clienti dalla parte più stretta dell'imbuto. Sono tanti quelli che entrano, ma pochissimi quelli che escono. 
La proposta di Godin è di girare l'imbuto, per farne un megafono. Ottenere che i nostri clienti si facciano promotori dei nostri clienti e servizi."
Per scoprire come, scaricate l'ebook.

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siti belli e cose utili

mercoledì, giugno 14, 2006

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Leadership riflessive.
Oggi, gran parte del paginone centrale di Repubblica è occupato da un lungo articolo che Umberto Galimberti dedica al libro Leadership riflessive. La ricerca di anima nelle organizzazioni di Andrea Vitullo (Apogeo, 13 euro). Si intitola Se il manager non ha l'anima (il mio pdf non è perfetto, ma si legge).
Ne sono molto felice, e mi fa piacere condividere sul blog questa piccola felicità inaspettata.
Distinguo i piani. Prima quello personale.
E' un libro che ho avuto la fortuna di seguire dal suo nascere, quando era solo una bella idea nella testa di Andrea. Pensai che dedicare un libro a modi diversi di essere leader, manager, professionista, in un'organizzazione, fosse un'idea appunto bellissima ma che fosse pure un po' utopistica. Sì, perché quello cui pensava Andrea non era solo un modo diverso, ma piuttosto antitetico. Un'idea più legata all'essere che al fare, alla biografia più che al curriculum, all'anima più che al ruolo.
Poi quelle idee - nel corso dei mesi - le ho viste crescere, persino gonfiarsi un po' troppo, per poi prendere forma, venire riconsiderate, limate, fino alle rifiniture dei titoli, delle didascalie, delle interviste, della bibliografia. Un processo che trovo sempre entusiasmante, anche se faticosissimo, e che avevo finora vissuto in prima persona, con quello che scrivevo io, ma non sbirciando nell'officina testuale di qualcun altro.
Leggere il bellissimo articolo di Galimberti, scoprire quante nuove riflessioni abbiano suscitato in lui le riflessioni di Andrea - nate dalla sua esperienza di coach per manager ma anche dalla sua stessa vita quotidiana di manager in una grande azienda - mi ha fatto misurare quanta distanza avessero percorso le sue idee sulle gambe della parola scritta.
Vengo al piano professionale.
Andrea scrive di cose che stanno a cuore a chiunque abbia lavorato e lavori all'interno o per una grande organizzazione, dà voce a domande che sono di molti di noi.
Il benessere organizzativo, di cui tanto si parla, può prescindere dal benessere di ciascuno di noi?
Come dare spazio, nella dimensione lavorativa, anche alle nostre emozioni, al nostro vissuto, ai nostri sogni? Anzi, come attingere da essi nuova forza e nuove idee per lo sviluppo personale e dell'impresa?
Come uscire dalla stretta della razionalità e della tecnica? Dove e come trovare spazi di pausa e di riflessione sul proprio essere e il proprio agire manageriale?
E' possibile rallentare ritmi che sembrano inesorabili?
Quelle di Andrea non sono risposte perentorie né definitive, ma spunti per interrogarsi ancora, sul modello dei filosofi greci. La filosofia, per conoscersi e ampliare la propria visione del mondo.
Il libro finisce così:
"Vivere filosoficamente è un vivere da svegli, rinforzare e ricercare continuamente la propria indipendenza originaria, illuminati dall'approccio di ricerca filosofico e non dalle dottrine.
Vivere da svegli per non "adattarsi" a identità costruite dall'esterno, per indossare liberamente nuove maschere sul volto, maschere che corrispondono ed esprimono stupori e meraviglie di fronte a domande diverse, di fronte a percorsi di senso e di ricerca che consentono a quel volto sottostante e celato, che corrisponde alla nostra identità interiore, di forgiarsi e formarsi al riparo da condizionamenti e pressioni estranee".
Il dialogo è cominciato. Può proseguire in libreria.

Giovedì 22 giugno a Milano, da Feltrinelli in Piazza Piemonte 2, alle 18.30.
Insieme ad Andrea ci sarà anche Umberto Galimberti.

Lunedì 26 giugno a Roma, da Feltrinelli alla Galleria Alberto Sordi, alle 18.
Sarà anche una bella occasione per vedersi :-) vi aspettiamo!

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libri

sabato, giugno 10, 2006

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cm. 45 × 34,5
Annunciata, Antonello da Messina (1475)

Un quadro poco più grande di una mattonella.
Dentro c'è una ragazza accarezzata dalla luce, che è insieme carne, scultura e architettura.
Un velo azzurro colore del cielo protegge la Vergine Annunciata come una tenda, ma è anche un baldacchino da regina, una piramide che nasconde insondabili segreti. A noi è dato di vedere solo l'ombra che il velo proietta sul collo.
Di fronte, la piccola architettura metafisica del leggio di legno, con i suoi archetti.
Tutto sembra fermo, ma non lo è.
Un vento leggero solleva la pagina del libro.
La mano destra si alza all'improvviso, parla per lei e rompe il confine tra lo spazio del quadro e quello di chi guarda.
Gli occhi sono bassi, ma una corrente passa, e unisce la ragazza e il suo pittore, che di fronte a lei ha preso il posto dell'angelo.

Antonello da Messina

L'Annunciata di Palermo

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forme e colori

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Books.

I miei acquisti, la scorsa settimana, nei meandri della libreria più fornita del mondo.

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libri

martedì, giugno 06, 2006

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Dei testi e delle trote.
"Un testo non strutturato è come un fiume, in cui ogni parte del testo ha la stessa importanza. Per cercare un’informazione contenuta nel testo bisogna leggerlo tutto, o almeno leggerne lunghe porzioni. È come pescare una trota nel fiume. Dove sarà mai? Un testo strutturato è un allevamento di pesci, con tante vasche che contengono ognuna i pesci dello stesso tipo. Se voglio una trota di due chili vado direttamente nella vasca dove ci sono le trote di quella grandezza. Ma anche se ricevo una trota da due chili, la metterò in quella vasca, per poterla riprendere subito quando mi servirà."
Lo scrive Umberto Santucci, con la sua consueta capacità divulgativa, in un articolo dedicato alla struttura dei testi, pubblicato su Apogeonline.
Allo stesso tema Umberto ha dedicato, sul MdS, l'articolo Outliner: uno strumento per le vostre scalette e il Quaderno Mappe mentali e scrittura.

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ferri del mestiere

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Olandesi in inglese.
Ci sono lingue molto meno diffuse della nostra, per esempio l'olandese. I comunicatori della terra dei tulipani le loro scelte le hanno dovute fare da tempo, e da tempo comunicano direttamente in inglese.
Per esempio il business writer Ilja Van Roon ha appena pubblicato un libro che alla versione cartacea in vendita affianca anche una versione pdf scaricabile gratuitamente: Capture. Deliver. Excel. Applying the principles of business writing.
Nel suo sito spiega il perché di questa scelta: "We love to share".
We, too.


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Italiani in inglese.
Non credo che i nostri comunicatori e studiosi della comunicazione abbiano nulla di meno dei famosi guru anglosassoni, ma il fatto di scrivere in una lingua parlata e compresa da un numero molto inferiore di persone nel mondo ci penalizza un po' tutti.
Ben vengano quindi le traduzioni in inglese, soprattutto quando sono messe a disposizione gratuitamente in rete.
Ve ne segnalo due:
>> il bellissimo saggio di Annalisa Pardini The magic of writing sul sito della Palestra della scrittura
>> il
libro di Giovanni sulla comunicazione della scienza, Communicating Science, nella sezione Ricerca del sito della Commissione Europea, dove trovate anche un'altra utile pubblicazione, A guide to successful communications.


sabato, giugno 03, 2006

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Le domande vanno forte...
... se anche il blog di Redaction.be - appena nato - vi fa ricorso nel suo titolo: 60 questions.
Asciutto, come è nello stile dell'autore Jean-Marc Hardy, anche il breve testo introduttivo sull'obiettivo del blog: "Le but premier de ce blog est de discuter des bonnes et mauvaises pratiques en matière de conception de sites web. Avec un accent particulier sur les innovations qui permettent d’enrichir ou de simplifier le Web."

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web writing

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20 domande su aziende e blog.
Debbie Weil ha messo online il primo capitolo del suo libro The Corporate Blogging Book, in uscita ad agosto: Top 20 Questions About Corporate Blogging. Want the real thing?

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web writing

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Coolclub.

Il numero di maggio della rivista Coolclub è dedicato alla scrittura. 40 pagine in cui si parla di letteratura e musica. A pagina 27 un breve intervista a me e una a Luca Lorenzetti, autore di Scritturacreativa.com.

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ferri del mestiere

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Latore della presente n°12

L'ultimo numero del
latore della presente, newsletter dell'ADCI (Art Directors Club Italiano), è particolarmente densa e interessante, a partire dalla prima pagina dove inizia una lunga intervista a Emanuele Pirella, fino all'ultima dove è riportato un breve testo di Enzo Baldoni. Questo:

CHIARO COME IL SOLE

Pensieri d’autore

Credo che - specialmente noi che facciamo i creativi - dobbiamo imparare a riconoscere le sirene dell’ego e sfuggirle come la morte.
Raggiungiamo il nostro massimo potenziale quando ci facciamo piccini, umili e modesti.
La modestia (assieme alla risata) è un concetto essenzialmente zen.
Io questa cosa l’avevo capita, tanti anni fa. Avevo capito che dobbiamo tendere ad essere semplici e
lisci come un ciotolo levigato dal mare.
Ma purtroppo tendo a dimenticarla. Spero di ricordarmela ogni volta che mi sentirò un po’ troppo sicuro della mia forza, della mia intelligenza o della mia creatività.

Tratto dalla raccolta di “perle” di Enzo Baldoni a cura di Till Neuburg, pubblicata sul 19esimo annual ADCI (2004).

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