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link, note e riflessioni sulla scrittura (professionale e non)


mercoledì, gennaio 30, 2008

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Un nuovo libro sulla scrittura professionale (mio).


Lo so che oggi si usa annunciare i libri sui blog molto prima che escano, che attraverso gli spunti lanciati in rete si ricevono mille indicazioni utili da trasferire nel libro, ma io semplicemente non ce l'ho fatta.
Non per una questione di strategia o di scaramanzia, ma solo di circostanze e di carattere.
Per mesi ho addirittura dubitato di riuscire a trovare il tempo per scrivere un libro, tra il sito, il blog, il lavoro e la vita.
La scaletta c'era, il contratto pure, ma io rimandavo. E per questo non fiatavo.
Poi, contrariamente a ogni mia previsione, i dieci capitoli sono usciti con naturalezza uno dopo l'altro.
In un tempo brevissimo, senza fatica, anzi con gioia.
Questo libro che esce nel periodo più freddo dell'anno per me ha il calore del sole, il profumo della lavanda e l'azzurro del cielo. E' stato scritto tutto all'aria aperta, in un'assoluta e felice solitudine.
Sarà in libreria la prossima settimana, giovedì 7 febbraio. Lo pubblica Apogeo, nella collana Saggi.
Tra qualche giorno, l'indice e altre cose sul MdS.

PS Per scrivere un libro ci vogliono silenzio, tempo e solitudine. Ma anche buoni amici su cui contare.
Grazie soprattutto a Giovanna, Dario, Francesca, Giacomo, Miriam. A mio fratello Giovanni. E a Peppe, cui mi linkano venti anni di ininterrotta e profonda amicizia.
Ai loro consigli, pareri, integrazioni, riletture e incoraggiamenti il libro e la sua autrice devono tantissimo.

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libri, writers life

martedì, gennaio 29, 2008

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Scrittore zen.
Leo Babauta, autore del famosissimo blog Zen Habits e del libro Zen to done ha aperto un blog sulla scrittura, Write to done. Focus: scrivere con gusto, produttività ed equilibrio.
Pochi post e già accessi e commenti da capogiro.
Da seguire.

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writers life

sabato, gennaio 26, 2008

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Oltremanica.
Dovrei andare più spesso sui blog del Guardian. Sia perché c'è sempre qualcosa di bello e inedito da leggere o da guardare, sia perché sono un esempio splendido di come un giornale di carta possa, nella sua versione online, coinvolgere davvero i lettori, farli incantare e discutere.
Tre esempi di oggi:

  • il blog sull'architettura di Steve Rose presenta una rassegna interessantissima dei siti internet dei più grandi architetti del mondo sotto la domanda Perché i siti degli architetti sono progettati così male?. Nessuno è risparmiato, da Renzo Piano a Zaha Hadid. Needless to say, i link ai siti loro li mettono.
  • il blog sulla poesia di Billy Mills pone una domanda non da poco "Dopotutto, cos'è la poesia?". Il blogger propone una famosa e lapidaria definizione di Coleridge che anche a me piace molto: Prosa: parole nel loro ordine migliore. Poesia: le migliori parole nel loro ordine migliore.  I lettori rispondono e da ieri mattina i post sono più di 60.
  • Una curiosata nella libreria della rockstar Art Garfunkel, che sul suo sito ha schedato, uno per uno, tutti i libri che ha letto dal 1968 ad oggi. Una vera biblio-bio.
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siti belli e cose utili

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Contatti ravvicinanti.
E-write aggiorna raramente il suo sito, ma quando lo fa è sempre con argomenti interessanti e consigli pratici e spendibili.
Dopo Scrivere le FAQ, è ora la volta della pagina Contatti.
Pagina negletta, in cui ci si limita spesso a riversare le informazioni del footer della carta intestata.
Invece è una pagina importantissima, fondamentale per la credibilità dell'azienda o l'amministrazione.
Ecco i consigli di E-write:

  • indicate sempre l'indirizzo fisico, anche quando si tratta di un'organizzazione che opera solo online: dà un senso di sicurezza, concretezza e solidità; in una strada, a un determinato numero civico è sempre possibile andare a dare un'occhiat
  • abbondate con i numeri di telefono, anche cellulari, indicate se c'è una segreteria telefonica
  • meglio il semplice indirizzo email che una form, a meno che non serva per ordinare un prodotto o iscriversi a una newsletter, oppure se l'azienda riceve e deve gestire una grande quantità di email
  • inserire una foto della sede o anche del magazzino (guardate che belli i luoghi di San Lorenzo)
  • se avete un blog, linkate anche da qui: anche questo è un contatto, anzi un fior di contatto
  • date notizia di mostre ed eventi in cui i clienti possono incontrarvi direttamente
  • in breve e con discrezione, suggerite dei buoni motivi per contattarvi ("Chiamateci o inviate un'email per visitare la nostra cantina o ricevere un assaggio gratuito della nostra marmellata biologica")
  • linkate qualche altra pagina del sito, per esempio le faq o il supporto tecnico, o l'iscrizione alla newsletter
  • aggiungete immagini solo se hanno una loro utilità: la foto del vostro staff, non i soliti manager anonimi al telefono
  • la pagina Contatti deve essere visibile all'istante sia dalla home che dalle altre pagine e facile da leggere: fondo bianco e testo nero, font senza grazie, testo minimo, numeri di telefono e indirizzi ben evidenti e staccati dal resto del testo.
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web writing

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Parolacce.
Un fottìo di povere oscenità
si intitolano le Parole in corso del professor Beccaria sul
Tuttolibri di oggi. Tema quasi d'obbligo dopo i fiumi di parolacce che hanno scorso senza argini in questi giorni in Parlamento.
Da una parte la volgarità diventa la norma, dall'altra la parolaccia perde la connotazione oscena di partenza.
"Casino" per i bambini di oggi e per gli stranieri che imparano l'italiano solo parlando esprime semplicemente quantità. Basta. Io invece mi ricordo che mio nonno colonnello dell'esercito si rifiutava categoricamente di chiamare così persino la piccola casa di campagna, preferendo il più elegante ma del tutto inappropriato "villino".
"Rotti i confini, spezzate le cornici rituali" come scrive il professor Beccaria, dove trovare le parole che ci fanno sobbalzare, che esprimono davvero rabbia, scandalo, sorpresa? Parole di cui comunque ogni tanto - magari solo una volta (il romano quando ce vo' ce vo') - abbiamo bisogno tutti, anche e soprattutto i più educati e forbiti?

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martedì, gennaio 22, 2008

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Arriviamo subito al punto.

MarketingProfs è un bel sito di marketing Made in Usa che seguo ormai da anni.
Non ci sono grandi approfondimenti, tipo i documentatissimi
paper di Interbrand, né cose inedite e nuovissime, piuttosto molti spunti che spesso mi hanno dato delle buone idee, anche piccole.
Una di queste piccole buone idee riguarda la loro comunicazione.
Al tradizionale digest settimanale con le principali novità del sito e del blog, hanno ora aggiunto una
newsletter molto sintetica e carina che fa il contrario del digest: non la panoramica, ma il focus.
Un vero appetizer, che sta tutto in una sola schermata - da abbracciare con lo sguardo - su un unico tema, aspetto di un tema, o un loro articolo.
Ma l'interesse sta soprattutto nel "come" lo fanno:

  1. una testatina grafica semplice, ma d'effetto, con un bel nome:
    Get to The Po!nt, arriva al punto! un dinamismo in cui c'è tutto
  2. tante versioni con i loro bei sottotitoli, per esempio quelli delle due cui mi sono iscritta io:
    > Invest 60 second in your Small Business, dedicato alle piccole imprese, con un suggerimento utile e molto concreto che si legge davvero nel tempo di un minuto
    > Swing a shot of Marketing Inspiration, una suggestione, un'idea da approfondire
  3. un testo semplice e molto leggero nello stile che non supera mai le 25/30 righe, organizzato a blocchetti, punti elenco e con un uso sapiente dei grassetti
  4. una piccola foto divertente, mai scontata
  5. alla fine, in grassetto e ben evidenti, 3 righe in cui si fa davvero Il Punto o si riassume L'Inspirazione.
  6. i link per approfondire e "inspirarsi oltre".

Una piramide rovesciata davvero perfetta, un invito non invasivo cui è difficile sottrarsi.
Non sono affatto una fanatica della brevità a tutti i costi, anzi. Però credo che i testi brevi siano essenziali per corteggiarci e condurci con facilità verso quelli lunghi.
Così come non credo che una grafica strepitosa e un aspetto visivo allettante riscattino contenuti poveri e testi scadenti. Però sono convinta che diano più tanta forza propulsiva a quelli di valore.

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web writing

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Un pieno di poesia.

Opzioni per un poeta

Con parole diverse
dire la stessa cosa,
sempre la stessa.
Sempre con le stesse parole
dire una cosa del tutto diversa
o la stessa in modo diverso.
Molte cose non dirle,
o dire molto
con parole che non dicono niente.
Oppure tacere in modo eloquente.

Hans Magnus Enzensberger
Traduzione di Donata Berra

E' la poesia del giorno di Poesia (link a destra), la famosa rivista dell'editore Crocetti che compie vent'anni e li festeggia con un numero tutto dedicato, per l'appunto, alla poesia (500 poesie!).
Per chi voglia conoscere meglio questa straordinaria avventura editoriale, un articolo interessante sul Foglio del 1 dicembre 2007 (archivio gratuito, previa registrazione).

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versi diversi

domenica, gennaio 20, 2008

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Staffetta di parole.
Ultimamente l'avevo abbastanza snobbato e criticato, ma l'ultimo articolo di New Thinking, la newsletter settimanale di Gerry McGovern, pur nella consueta (spesso eccessiva) sintesi, pone una domanda molto interessante: le parole che usiamo per cercare qualcosa su Google rispecchiano davvero quello che vogliamo?
No, però sono una finestra aperta sul nostro modo di pensare.
E' uno spunto importante per noi che scriviamo sul web e che ci poniamo sempre più il problema di compiacere insieme il lettore e il motore.
Secondo McGovern, le parole che inseriamo nel form di ricerca sono "Bare, simple, unadorned, basic little words. Unpretentious and to the point, without spin or artifice." In una parola hard.
Quelle che invece amiamo trovare sui siti, quelle che ci avvolgono e di persuadono, sono soft.
Cerchiamo un "albergo economico", ma quello che desideriamo leggere sul sito è "un piccolo albergo familiare, pieno di charme, semplice, ma attento ai particolari".
Si vince se tra il motore e il sito le parole hard passano il testimone a quelle soft, come in una staffetta.

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web writing

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CSR.
Ovvero Corporate Social Responsibility, uno dei temi più caldi per i comunicatori di impresa.
Lo
special report dell'Economist di questa settimana parla proprio di sostenibilità, impegno delle aziende nel sociale e nell'ambiente, e naturalmente comunicazione.
Tutto accessibile liberamente, almeno per ora.
Come sempre, titoli e sottotitoli esemplari, ricchezza di dati e illustrazioni magnifiche che con lo stile dei libri per bambini dicono in pochi centimetri quadrati verità profonde.

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siti belli e cose utili

sabato, gennaio 19, 2008

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Social media news release.
Le statistiche del Mestiere di Scrivere mi mostrano sempre ai primi posti gli articoli dedicati al
comunicato stampa e alla sala stampa, che evidentemente continuano a interessare ininterrottamente i lettori.
La cosa ultimamente mi metteva un po' in difficoltà, perché nei rapporti con la stampa sta veramente cambiando tutto, tanto che per molti il comunicato stampa non avrebbe già più alcuna ragione d'essere.
Se non è morto, certamente sta subendo una grande metamorfosi, per cui la tradizionale e classica cartella redatta secondo certe regole convive oggi con il suo fratello più giovane, il social media news release, il cui il termine stampa è ormai scomparso.
Ho seguito parecchio la discussione negli ultimi due anni e ne ho scritto su uno degli ultimi fascicoli usciti di
Scrivere di De Agostini: il comunicato stampa nell'epoca dei social media, che ho aggiunto alla pagina del MdS in cui trovate anche gli altri articoli usciti finora.
Voi potete aggiungerlo come aggiornamento agli altri articoli sull'ufficio stampa del MdS.

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ferri del mestiere

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Di chi scrive con grazia.
Nel tris delle
parole del giorno Zanichelli di oggi - ameno, faceto, lepido -, l'ultima non la conoscevo.
Lepido viene dal latino lepidum, da lepos leporis, cioè grazia.
Lepido è termine raro per definire chi è spiritoso nel parlare e nello scrivere, o un discorso o uno scritto leggero e divertente ci spiega lo Zingarelli.
Mi sembra una bellissima parola, che unisce il calore di tiepido alla levigatezza di un ciottolo di mare.
Ancora più bello, dolce e tornito l'avverbio: lepidamente.

PS Nel cercare il link della parola del gionro, ho notato una bella novità sul sito Zanichelli: il blog Intercultura, tenuto dal prof. Valerio Giacalone e dedicato alla lingua e alla cultura italiana. Articoli, esercizi, materiali e link. Per gli studenti stranieri, ma sospetto molto utile anche per noi.

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lingua italiana

venerdì, gennaio 18, 2008

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Le disambiguità di Giovanna.

E' vero che un blog è uno spazio personale, come casa mia in cui ho diritto di fare come mi pare, ma una delle regole cui istintivamente mi sono sempre attenuta è quella di dichiarare se un libro, un sito, un blog che segnalo sono di un amico o di un'amica. A prescindere dal contenuto, dal valore, dalla coerenza con il campo di comunicazione e scrittura di cui mi occupo.
Anche per questo il mio blogroll si divide tra blog e friends.
Ora però il brand new blog di Giovanna, dis.amb.ig.uando, mi pone qualche problema. Giovanna Cosenza è tra le mie più care amiche, ma è anche professore associato di Semiotica e Semiotica dei nuovi media all'Università di Bologna, nonché docente esperta e consumata di scrittura efficace.
Il blog lei lo ha messo su prima di tutto per comunicare con i suoi studenti e coinvolgerli con spunti e riflessioni sulla comunicazione, ma è un luogo interessante per tutti noi.
Un blog per studiare, fare, disfare comunicazione, recita il sottotitolo.
Pochi giorni che blogga e già ha messo parecchia carne al fuoco, come le campagne pubblicitarie contro l'omofobia o la questione papa-università. E intanto gli studenti già discutono.
Ho quindi optato per la dichiarazione di amicizia e la collocazione tra i blog "professionali", dove lo trovate in testa a partire da ora, in mezzo a molti altri blogger che non conosco personalmente, ma cui mi uniscono affinità e simpatia stabilite unicamente attraverso le loro parole che leggo in rete.
No, a pensarci bene mi unisce a loro anche un'altra cosa. Linko blog/persone che non solo leggo volentieri e dai quali imparo, ma che mi hanno fatto scoprire tanti altri siti e persone interessanti attraverso la loro generosità e apertura.
Non linko mai - per principio - i siti egoisti, quelli anche interessantissimi, ma che si guardano bene dal linkare gli altri o linkano solo quello che fanno loro o i loro amici di parrocchietta.

PS Cominciano a crescere i professori universitari blogger. Uno di questi è Corrado de Francesco, noto ai lettori del MdS, che da un paio di mesi conversa fittamente con gli studenti. Anche il suo blog è da oggi sul blogroll.

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siti belli e cose utili

domenica, gennaio 13, 2008

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Pausa.
Ho un lungo impegno di formazione e difficilmente potrò postare nei prossimi tre giorni.
Ci si sente intorno a giovedì.
Buona settimana.

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Aguzzare la vista prima di svoltare.

Oggi l'inserto domenicale di Repubblica ha chiesto all'ottuagenario ma lucidissimo designer Bob Noorda (il papà del cane a sei zampe dell'Eni e della F di Feltrinelli) di analizzare giocosamente il guazzabuglio dei
segnali stradali italiani (vedi le pgg. 8-9).
Leggete l'intervista: è una gustosa ed efficacissima lezione sui font e sull'equilibrio tra testo e immagine per chiunque scrive.
Tra l'altro, Noorda taglia definitivamente la testa al toro sulla questione dell'uso del TUTTO MAIUSCOLO, che renderebbe più difficile da leggere persino il singolo nome di città sul cartello stradale. Figuriamoci il testo di un articolo, l'oggetto di un'email, il lungo titolo di una pagina web.
Provare per
credere... proprio su una pagina web dedicata a Noorda ;-)

Il progetto Metropolitana di Milano di Noorda >>

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forme e colori

sabato, gennaio 12, 2008

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Minuscolo rosso.
Mentre i siti e le brochure nostrane ancora pullulano di parole con l'iniziale maiuscola (Cliente, Prodotto, Servizio, Valori, Gennaio...) senza alcuna buona ragione per la loro "capitalizzazione", il minuscolo viene sempre più visto come una delle chiavi per rendere testi e soprattutto marche più amichevoli e vicine.
Esemplare è il caso di Xerox, la più famosa azienda di macchine fotocopiatrici al mondo. Talmente famosa che to xerox in inglese è ormai sinonimo di fotocopiare, come to google di fare ricerche sul web.
Il problema, negli ultimi tempi, stava proprio qui: nel cambiare la percezione dell'azienda, staccarla dalla pesantezza delle macchine e farla librare nei cieli più leggeri dei servizi, del web, della televisione digitale.
Tutta questione di forme, di colori, di sguardi.
Interbrand, il colosso mondiale del branding, lungo due anni e con un budget stratosferico, ha intervistato 5.000 persone in tutto il mondo sulle loro associazioni con l'immagine di xerox.
Il risultato è il nuovo logo, svelato solennemente qualche giorno fa:

Tutto minuscolo, un font proprietario morbido e tondeggiante, un rosso più acceso (nei mercati asiatici il rosso è colore della fortuna e della prosperità), una pallina che riporta la famosa X in un giocoso gomitolo.

Ne ha parlato anche il NYT >>

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brand

giovedì, gennaio 10, 2008

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La piramide in un rettangolo.



La "piramide rovesciata" è il modello più raccomandato per costruire un testo efficace, e dalle scuole di giornalismo è stato travasato dritto dritto nella scrittura per il web. Scrivi subito il dato, la notizia, il fatto più importante. Solo dopo, puoi permetterti di approfondire e dettagliare.
Modello ottimo, anche se non assoluto.
Oggi ne ho incontrato un esempio altrettanto ottimo, e in questo caso la piramide è tutta nel rettangolo della testata del sito. Ad apertura di pagina, sappiamo a colpo d'occhio di che sito si tratta, di chi è, a che serve, cosa ci possiamo fare noi stessi.
E' Ideastorm, sito "sociale" con il quale il produttore di computer Dell coinvolge direttamente i clienti per avere idee e suggerimenti da considerare e implementare da subito. Almeno così promettono.
Non ho curiosato troppo dentro, anche perché le idee geniali per migliorare pc e dintorni non mi interessano. Invece la soluzione comunicativa mi interessa eccome.
Difficile fare di meglio in così pochi centimetri quadrati.
Già è dura concentrare le promesse e i contenuti di un sito nell'intera home (per questo jakob Nielsen la chiamò "la proprietà immobiliare più preziosa del mondo"), riuscire a farlo nel solo spazio della testata merita tanto di cappello.

Suggerimenti
Ideastorm
Dove regnano le tue idee

Sotto, bastano i numeri delle idee, dei pareri e dei commenti per dare il senso del successo dell'iniziativa.
Un'altra riga ancora, con soli quattro verbi, per dire come funziona: post, promote, discuss, see... stop!

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web writing

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Manuale con Cartoon.
Fondamenti di comunicazione tecnico-scientifica di Emilio Matricciani, professore al Politecnico di Milano, è nello Scaffale del Mestiere di Scrivere ormai da qualche anno.
Ora il libro esce in una nuova edizione, presso la Casa Editrice Ambrosiana, con il titolo La scrittura tecnico-scientifica.
Tra le novità, l'ultimo capitolo, dedicato alla scrittura all'università e nel mondo della ricerca.
Il libro è un vero manuale da consultazione, molto dettagliato e preciso, ma arricchito da testi esemplari e allietato da bellissime vignette, tra cui alcune tratte dal New Yorker, che io adoro.
Trovo infatti che poche cose ci aiutino a evitare errori e orrori nel nostro lavoro di comunicazione quanto vedere come qualcuno riesca a farci sorridere o ridere su.
Ogni tanto, con parsimonia, le vignette le uso anche nelle mie presentazioni.
Delle buone fonti:
> l'ormai classico Gapingvoid, per il marketing e la comunicazione
> Dilbert, una vignetta al giorno
> il sito dell'inventore del powerpoint, sezione Humor.

PS A proposito di New Yorker, sabato 19 gennaio all'Auditorium di Roma, per le Lezioni di Giornalismo di Internazionale, c'è il suo direttore David Remnick.
Tema: La stampa americana nell'era di internet.
Segue proiezione dei famosi cartoon.

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libri

martedì, gennaio 08, 2008

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Sventagliate di slide.
Per la mia attività di formazione realizzo moltissime slide, anche se ci scrivo dentro pochissimo.
Quasi sempre ci sono più immagini che parole. Le parole ce le metto io a voce.
Lo stesso powerpoint non lo conosco in tutte le sue potenzialità, e questo probabilmente è un bene perché così sto sempre abbastanza alla larga dalle tentazioni carnevalesche e animatorie.
Però, anche se non sono affatto una specialista come il nostro
Giacomo Mason o come lo zen Garr Raynolds, il problema della buona comunicazione attraverso quella sventagliata di rettangoli orizzontali mi ha sempre presa e alla preparazione di una presentazione dedico tempo, soprattutto per le ricerche iconografiche.
Oggi ne faccio un uso molto personale e a volte poco ortodosso, che però per i miei obiettivi sembra funzionare.
Le buone regole che condivido le ho anche scritte sull'ultimo articolo per
Scrivere di De Agostini che ho aggiunto sul MdS: Scrivere le slide.

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ferri del mestiere

lunedì, gennaio 07, 2008

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Le storie di Internazionale.
Il numero a cavallo dell'anno di Internazionale si intitola Storie e raccoglie gli scritti di alcune scrittrici di tutto il mondo, con bellissime illustrazioni come è nella tradizione della rivista.
Siccome sono storie che si possono leggere tutto l'anno, non l'avevo ancora sfogliato.
Se lo segnalo ora, è soprattutto perché contiene la traduzione italiana di un saggio molto bello di Zadie Smith sulla scrittura e la lettura che avevo già leggiucchiato sul Guardian mesi fa: Fail better, che si ispira ad alcuni versi di Samuel Beckett (
Ever tried./Ever failed./No matter./Try again./Fail again./Fail better.)
L'ho di nuovo gustato molto, soprattutto le riflessioni sulla lettura e il lettore:

Leggere, se fatto come si deve, è difficile tanto quanto scrivere - ne sono davvero convinta. Chi equipara la lettura all'esperienza essenzialmente passiva di guardare la tv, vuole solo svilire la lettura e i lettori. La similitudine più calzante è con il musicista dilettante che sistema lo spartito sil leggio e si prapara a suonare. Deve usare le competenze acquisite con fatica per suonare quel brano musicale. Quanto maggiori sono le sue competenze, tanto più grande è il dono che fa al compositore e quello che il compositore fa a lui. E' una nozione di lettura che ormai sentiamo proporre di rado. Eppure quando fai esercizio di lettura, quando passi del tempo con un libro, la vecchia morale dello sforzo e del compenso è innegabile. Leggere è un'abilità e un'arte.

Le Storie di Internazionale sono in edicola fino a giovedì.

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domenica, gennaio 06, 2008

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Storie di numeri.
Complice l'influenza che mi ha impedito di uscire ieri e oggi, mi sono letta tutto Made to stick, di Chip e Dan Heath, forse il maggior successo editoriale del 2007 nel campo del marketing e della comunicazione. Sottotitolo: "Perché certe idee sopravvivono e altre muoiono".
Il libro è bellissimo e molto molto sticky, perché io mi sono appiccicata alle sue oltre 200 pagine finché non ho finito.
Tantissimi gli spunti, tante anche le conferme su cose che più o meno già intuivo e praticavo, ma inscritte in una logica stringente e con tante storie ed esempi: i miei appunti sono troppo lunghi per un post, quindi li pubblicherò al più presto sul
Mestiere di Scrivere.
Molte pagine sono dedicate all'uso dei numeri e delle statistiche per elaborare messaggi efficaci. Numeri da non considerare come qualcosa di assoluto, ma per creare relazioni, confronti, storie che facciano pensare e agire.
Questo mi ha improvvisamente ricordato di un white paper dedicato alla comunicazione dei dati statistici in cui incappai un annetto fa attraverso una bella tesina universitaria su questo tema. Il titolo dice tutto: Making Data Meaningful: A guide to writing stories about numbers, ovvero come creare dai freddi numeri delle storie piene di vita.
Per ricordare, per me e per voi.

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libri, siti belli e cose utili

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Pittate d'ogni giorno.
Questo blog si occupa di parole, ma è noto l'amore della sua autrice nei confronti delle immagini che qualche volta, è vero, possono più di mille parole.
Rientrano in questa categoria quelle che il mio amico Attilio Del Giudice dipinge al computer e che proprio per la fruizione sullo schermo sono fatte.
Racconti veloci, che stanno in un rettangolo pieno di colori, di emozioni, di meraviglia e di rabbia.
Come quello dedicato ai Rifiuti emergenti di questi giorni:

O lo Scorcio iracheno:

O il mio preferito Pensieri notturni:

Sono quindi molto contenta di aver convinto Attilio ad aprirsi un blog, una finestra dalla quale guardare le sue Pittate d'ogni giorno.

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forme e colori

venerdì, gennaio 04, 2008

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Buoni propositi.
Il primo manifesto di ChangeThis del 2008, Work is broken, tratta in 33 pagine un tema che mi sta molto a cuore: come organizzare, archiviare e ritrovare la grande mole di informazioni utili per il nostro lavoro che ci arrivano ogni giorno dalle fonti più diverse.
I miei sistemi cambiano spesso e ancora non ho trovato quello che fa davvero per me.
Trovarlo, o almeno impegnarmi a farlo, è uno dei miei buoni propositi professionali per il nuovo anno.
L'altro, più arduo, è pacificarmi con il fatto che leggere e studiare per chi fa il mio mestiere è lavorare, anzi è il modo migliore per investire il proprio tempo, in un certo senso la forma più alta di lavoro.
Tutte cose che la mia testa sa perfettamente, ma la mia coscienza fa ancora fatica ad ammettere.
In pochissimi anni anche qui è cambiato tutto: il rapporto tra il tempo dedicato allo studio e quello dedicato alla produzione ormai è tutto a favore del primo e lo sarà sempre di più.
Quando tutto il mio essere lo accetterà, sarò una professionista felice, con la professione ideale.

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