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sabato, gennaio 06, 2007

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Il titolo è una porta da aprire.
Paul Klee, Spirito di una lettera, 1937
Ho visto nella mia vita almeno quattro grandi mostre su Paul Klee, la prima a nove anni l'ultima
ieri, e ho visto centinaia di sue opere in molti musei. Ma ogni volta è un incontro magico, che mi apre la mente e gli occhi.
Se da piccola fu la rivelazione che l'arte poteva contenere non solo la realtà visibile ma anche quella invisibile e persino inventare una nuova realtà trascinandomi dritta dritta lì dentro, ieri ho riflettuto soprattutto sulla natura poetica delle minuscole opere di Klee.
Come nella poesia, un'estrema economia di mezzi.
Una linea sottile e vibrante, che non delimita e contiene, ma conduce e dà la direzione come le frecce che si trovano in tanti suoi quadri.
Il ritmo, dato soprattutto dal colore, che si alza e si placa come la voce del suo amatissimo violino. Ma anche dalla ripetizione - con minute variazioni - di elementi decorativi, come nell'arte orientale.
L'accostamento inedito tra elementi semplici, quotidiani, che fanno scaturire nuove immagini, nuovi oggetti e paesaggi, che non esistono nella realtà che possiamo vedere con gli occhi, ma che abitano la nostra mente e i nostri sogni: pesci, case, barche, persone, città, tappeti volanti. Quando li vediamo, li riconosciamo all'istante.
E soprattutto la presenza delle lettere, delle parole, dei titoli, parte essenziale delle opere, vere e proprie chiavi, codici e porte verso il significato.
Mai trascurare un titolo di una "miniatura" di Klee, come le chiamava il grandioso e monumentale Picasso: Cancellato dalla lista, Canzone d'amore alla luna nuova, Il tappeto del ricordo, Dapprima innalzatosi dal grigiore della notte..., Villa R, Paesaggio miracoloso, o "112"!, Giardino asciutto e fresco, Separazione di sera, La macchina cinguettante, Pensando al futuro.
Così, Spirito di una lettera.
E' un oggetto, concreto: oggetto-quadro, perché Klee ci fa sempre vedere un pezzetto del supporto di base, cartone o legno; oggetto-lettera, perché di questo si tratta, semplicemente, una busta, con le sue letterine che si vedono un trasparenza attraverso la carta, i due lembi che si incrociano con la precisione e la simmetria di un capitello dell'arte classica.
Ma è una lettera che si anima sotto i nostri occhi, diventa persona, bambino stupito, forse un po' triste, come quello che tutti noi ci portiamo dentro.
Diventa anche l'idea stessa della lettera ancora chiusa, messaggio misterioso, bella o brutta notizia? sembra dirci il segno del punto interrogativo al posto del cuore.

Le opere di Klee sul sito del Zentrum Paul Klee, Berna >>
Le opere di Klee al MoMA >>

scritto da luisacarrada | plink | commenti (4)
forme e colori