link, note e riflessioni sulla scrittura (professionale e non)
domenica, marzo 18, 2007
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Scoperte.
Fino a martedì scorso - ore 20 di sera circa - non sapevo chi fosse Milena Agus. A quell'ora un'amica mi ha regalato un libro sottile, Mal di pietre, che ho cominciato a leggere poche ore dopo.
E' uno dei più bei libri che abbia letto negli ultimi tempi. Non so se ci sono scivolata dentro per la mia anima sarda e per la nostalgia di vento, di sole, di fiori e di quegli orizzonti marini che si aprono all'improvviso nelle stradine di Cagliari. Oppure se è perché anche il mio essere e la mia vita sono stati profondamente segnati da una nonna. O ancora perché con quaderni segreti - quelli di una volta, neri col bordo rosso - ho avuto parecchio a che fare.
Ma credo ci sia molto di più se questo libro, pubblicato da una piccola casa editrice italiana - Nottetempo - ha scalato le classifiche francesi e sta per essere tradotto e pubblicato in parecchie altre lingue.
La nonna in questione la racconta la nipote nostra contemporanea, in procinto di sposarsi. Non sappiamo per tutto il libro se la bellissima ed eccentrica nonna non riuscisse a vivere per aver dovuto interrompere gli studi e non poter scrivere se non in segreto, oppure se scrivesse per sopportare la vita. Sappiamo solo che tutto il dolore si concentrava sui suoi reni e li riempiva di calcoli - le "pietre" del titolo -, fino a straziarla. Il rimedio, lei lo sapeva, era incontrare l'amore nella sua forma più pura e trascinante, quella "cosa principale" che inseguiva con tutto il suo essere e sempre le sfuggiva. Cosa che sembra materializzarsi in un incontro magico nella località termale in cui va a curarsi come ultimo tentativo. Unica evasione dalla sua isola, insieme a un soggiorno nella grigia Milano degli anni Sessanta.
E' il finale a sorpresa a svelarci il segreto della nonna, che tra follia, folle amore e scrittura impossibile, era forse riuscita a scegliere la vita possibile.
Milena Agus su Fahrenheit, da leggere e ascoltare.