link, note e riflessioni sulla scrittura (professionale e non)
venerdì, febbraio 08, 2008
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Libri in treno/2 Sono cinque anni che pubblico i Quaderni sul MdS, e li considero lo strato più profondo e più ricco del sito. Costano un sacco di fatica agli autori e a me in termini di editing e impaginazione, ma dai numeri da capogiro dei download ormai so quanto sono apprezzati.
Uno però è il long seller in assoluto (so che non è il termine adatto, visto che i Quaderni non si vendono, ma si regalano): Mappe mentali e scrittura di Umberto Santucci.
Penso quindi che farà piacere ai suoi lettori sapere che Umberto ha raccolto in un libro le sue idee e i principali metodi del problem setting, che diversamente dal problem solving, è l'arte non di risolvere ma di definire i problemi. Si intitola Fai luce sulla chiave e lo pubblica Gremese nella collana Fare Azienda.
La tesi è che se definisci bene il problema e i suoi termini, senza andare nel panico, diventa poi molto più facile trovare la soluzione. Insomma, il muro dei problemi va trasformato in una comoda scala in cui ogni gradino è un compito ben preciso verso la soluzione, o il lieto fine.
Sì, proprio il lieto fine, perché il problema è il nodo di ogni mito, il cuore di ogni fiaba. Leggiamo e ascoltiamo solo per sapere come alla fine se la caverà l'eroe.
Per diventare protagonisti della storia, eroi capaci di superare gli ostacoli anche in azienda e nel proprio lavoro di ogni giorno, dobbiamo armarci soprattutto di creatività e fantasia, con l'aiuto di strumenti e di tecniche cui Umberto Santucci dedica la seconda parte del libro.
Dialogo strategico, strategia Oceano Blu, diagrammi e matrici, Swot analisys, outliner, mappe mentali, brainstorming, sei cappelli per pensare e sei scarpe per agire, la farfalla della metamorfosi manageriale, più un buon numero di simulazioni e di giochi.
Gran parte di queste tecniche hanno una cosa in comune: ci fanno "vedere" il problema sotto i nostri occhi, lo disegnano, lo rappresentano in forme e colori.
E' quello che faccio anche io di fronte a un progetto di comunicazione o a un problema testuale. Anche se, lo confesso, mi bastano un grande foglio A3 e una decina di pennarelli colorati.
Questo era il secondo libro che ho letto in treno. Il terzo era Un percorso a zigzag di Anita Desai, che è rimasto a metà. Sia perché mi sono dovuta rituffare nel lavoro, sia perché la celebre scrittrice indiana ormai ha trovato la chiave per il best seller ed è diventata bravissima a variare con abilità su uno schema che sotto sotto mi sembra sempre uguale. Eppure Notte e nebbia a Bombay mi era piaciuto moltissimo.