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link, note e riflessioni sulla scrittura (professionale e non)


venerdì, gennaio 13, 2006

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Desperate housewives.
Sono una donna ordinata, ma non sono mai stata una donna di casa. Non ne ho mai avuto il tempo.
Eppure il mio lavoro mi ha sempre ispirato metafore molto femminili e casalinghe... forse perché un sito è in fondo una specie di casetta?
Nei tempi difficili in azienda, mi sono spesso sentita come una povera massaia, con la dispensa vuota, pochi contenuti/avanzi e un fornelletto da campo, senza nemmeno un piccolo frullatore o uno spremiagrumi. Si doveva fare bella figura con poco e ricucinare in molti piatti diversi gli stessi contenuti.
Altre volte mi sento una
sartina davanti al vestito da tagliare e confezionare: una misura sbagliata, un taglio azzardato e devo buttare tutto. Il bello arriva quando il vestito è abbozzato e si deve procedere con le rifiniture: l'editing e la revisione per me sono sempre le fasi più appaganti.
Queste cose mi sono tornate in mente ieri sera leggendo l'articolo che un'altra comunicatrice ha scritto sul suo lavoro e la sua identità. Ma Aurora Lucarelli, responsabile "Attività e progetti di comunicazione per le relazioni con il pubblico" della Regione Emilia-Romagna, è andata ben oltre la metafora. La sua quotidianità le ha ispirato un esercizio di stile, un gioco di ruolo e di specchi, assolutamente perfetto: la declaratoria della casalinga. Ovvero, cosa succede quando la comunicatrice pensa e scrive come una casalinga, e la casalinga pensa e scrive come una comunicatrice.
Un piccolo capolavoro, di quelli che invidi profondamente, perché avresti voluto averlo scritto tu.

PS Aurora è l'autrice del manuale Semplificare il linguaggio burocratico, meccanismi e tecniche, disponibile online.

scritto da luisacarrada | plink | commenti (3)
lingua italiana