link, note e riflessioni sulla scrittura (professionale e non)
domenica, febbraio 05, 2006
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My grab bag. Sono una scrittrice professionale italiana, che in italiano scrive, comunica e insegna. Non farmi trascinare dall'inglese, riflettere sempre sull'opportunità di ricorrere a una parola straniera, fa ormai parte dei miei automatismi professionali. La home page del MdS fu faticosissima, proprio perché decisi che, tranne link, dovevano esserci solo parole italiane. Il blog in questo senso è stata una vera liberazione, perché qui posso concedermi più libertà, per esempio usando l'inglese nel titolare i post. Ma conosco bene altre quattro lingue oltre la mia, e in queste lingue leggo per gran parte della mia giornata, prendo appunti, e qualche volta penso. Per questo il mio "vocabolario interno" è uno strano guazzabuglio: ci sono parole ed espressioni intraducibili, cui sono molto affezionata e che dentro di me utilizzo a volontà. Alcune sento il bisogno di tradurle, ma non ci riesco. Tra le ultime elencate sul post-it verde attaccato al pc: grab bag e wizard, che ho dovuto utilizzare anche per lavoro. Ma per nessuna delle due sono riuscita a trovare una traduzione accettabile. Grab bag è il termine che utilizza la web writer americana Amy Gahran quando sul suo blog elenca i link e le cose interessanti che ha trovato sul web. Una parola perfetta, perché ha in sé il senso della sorpresa, insieme alla dimensione quotidiana del sacchetto della spesa. Quindi questo post si tiene il titolo che ha. Dopo questa lunga digressione, la mia grab bag di questa settimana contiene: >> l'ultimo numero del Latore della presente, newsletter mensile dell'ADCI >> un bel testo in pdf su Le forme della scrittura nella relazione educativa, di Roberto Fioravanti >> il Diario di Repubblica, dedicato al movimento Dada >> l'ultimo articolo di Jean Marc Hardy, sui blog.