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link, note e riflessioni sulla scrittura (professionale e non)


domenica, aprile 06, 2008

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Le parole magiche.
Il manuale di scrittura poetica per bambini di Donatella Bisutti che segnalavo qualche post fa (Le parole magiche, Feltrinelli) l'ho poi sfogliato e comprato all'istante. E' un album di parole e disegni, fatto di 140 pagine, tutte così:


E così l'autrice introduce il libro nella terza di copertina:
Perché la parola "uovo" ci racconta come viene alla luce un uovo?
Perché la "o" è rossa?
Perché la "i" fa jogging e la "u" ci fa paura?
Perché la "r" ci aggredisce e la "z" è fastidiosa come una zanzara?
Questo avviene perché le parole hanno, oltre al loro consueto significato logico, anche una loro "fisicità" che, attraverso i nostri cinque sensi, ci mette in contatto diretto con la realtà. E' questo il loro straordinario segreto e in questo modo le usa la Poesia; ed ecco che si scopre allora che le parole (ma ancora prima le vocali e le consonanti) possono avere un umore, un colore, e persino un modo di muoversi, e magari un odore e un sapore; possono addirittura raccontarci con la loro forma un'intera storia o realizzare sulla pagina un disegno. Ma la scoperta più straordinaria è che questo, per una "magica" coincidenza, diventa tutt'uno con il loro significato.

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libri, versi diversi

domenica, marzo 02, 2008

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Poesie da banco.
La poesia vende poco, si sa, ma in rete va forte e scatena dibattiti accesi.
Scopro sul blog del Guardian dedicato alla poesia che nel mondo anglosassone sono di gran moda i manuali di auto-aiuto in cui si dispensano poesie al posto di gocce e pillole.
Manuali a tema, in cui ogni poesia è accompagnata dalla sua ricettina. Poesie di grandi come Shakespeare, oppure poesie confezionate per l'occasione dallo scaltro medico-poeta.
La più scaltra di tutte pare sia
Daisy Goodwin, autoproclamatasi Poetry Doctor. Sul sito, promuove i suoi manuali poetici, dispensa consigli in versi, chiede contributi (da rielaborare a sua volta, immagino).
La blogger del quotidiano londinese si ribella e invita i lettori con problemi esistenziali, depressivi, amorosi, a leggere sì la poesia, ma non per inzuppare di lacrime il proprio già zuppo ego o ricevere lezioni di saggezza.
Piuttosto per mettere la testa fuori dal proprio guscio emotivo, confrontarsi con le esperienze e le espressioni di altri, aprirsi all'immaginazione.
Tutte cose che riescono meglio se leggiamo poesie che nulla hanno a che fare con le nostre angosce del momento e lunghi poemi invece di pillole tranquillizzanti.
Letture consigliate: Paradiso perduto di Milton, o la traduzione del Beowulf di Seamus Heaney, che nella loro grandiosità i problemi esistenziali ed emotivi li coprono tutti.
Per noi italiani, Dante e Leopardi sono come sempre perfetti.

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versi diversi

martedì, gennaio 22, 2008

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Un pieno di poesia.

Opzioni per un poeta

Con parole diverse
dire la stessa cosa,
sempre la stessa.
Sempre con le stesse parole
dire una cosa del tutto diversa
o la stessa in modo diverso.
Molte cose non dirle,
o dire molto
con parole che non dicono niente.
Oppure tacere in modo eloquente.

Hans Magnus Enzensberger
Traduzione di Donata Berra

E' la poesia del giorno di Poesia (link a destra), la famosa rivista dell'editore Crocetti che compie vent'anni e li festeggia con un numero tutto dedicato, per l'appunto, alla poesia (500 poesie!).
Per chi voglia conoscere meglio questa straordinaria avventura editoriale, un articolo interessante sul Foglio del 1 dicembre 2007 (archivio gratuito, previa registrazione).

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versi diversi

venerdì, dicembre 21, 2007

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Solidi auguri.
Chi come me pratica yoga ogni giorno o quasi, si abitua a percepire il corpo in una maniera un po' diversa. Terreno di sperimentazione per le emozioni, teatro della mente, piccolo specchio dell'universo a portata di mano.
Così, i piedi non sono più le "estremità", qualcosa di cui ci accorgiamo solo quando Frammento della statua di Costantino, Musei Capitolini, Roma.dolgono e da nascondere dentro un paio di scarpe. Diventano invece qualcosa di centrale e indispensabile come il piedistallo di una statua, le radici che ci connettono con la terra da cui attingiamo forza ed energia per crescere e alzarci verso l'alto, la base che dà stabilità a tutto il nostro essere, fino agli aspetti più interni e sottili.
Così, non vi meravigli se, tra i tanti sbrilluccicanti auguri seriali, quelli che ho apprezzato di più mi sono arrivati da un'insegnante di yoga che ha regalato ai suoi amici e allievi una poesia di Erri De Luca dedicata proprio ai piedi.
E' un augurio a rimetterci in cammino se siamo stati troppo fermi, a fare con pazienza un passo alla volta se la lontananza della meta ci spaventa, a ballare se siamo felici, a correre se siamo impazienti o entusiasti.

Elogio dei piedi

Perché reggono l'intero peso
Perché sanno tenersi su appoggi e appigli minimi
Perché riescono a correre sugli scogli e neanche i cavalli lo sanno fare
Perché portano via
Perché sono la parte più prigioniera di un corpo incarcerato
e chi esce dopo molti anni deve imparare di nuovo a camminare in linea retta
Perché sanno saltare
e non è colpa loro se più in alto nello scheletro non ci sono le ali
Perché scalzi sono belli
Perché sanno piantarsi nel mezzo delle strade come muli
e fare una siepe davanti al cancello di una fabbrica
Perché sanno giocare con la palla
Perché sanno nuotare
Perché per qualche popolo pratico erano un'unità di misura
Perché quelli di donna facevano friggere i versi di Puskin
Perché gli antichi li amavano
e per prima cura di ospitalità li lavavano al viandante
Perché sanno pregare dondolandosi davanti a un muro
o ripiegati indietro da un inginocchiatoio
Perché mai capirò come fanno a correre contando su un appoggio solo
Perché sono allegri e sanno ballare il meraviglioso tango
il croccante tip tap, la ruffiana tarantella
Perché non sanno accusare
e non impugnano armi
Perché sono stati crocifissi
Perché anche quando si vorrebbe assestarli nel sedere di qualcuno
viene scrupolo che il bersaglio non meriti l'appoggio
Perché come le capre amano il sale
Perché non hanno fretta di nascere
però poi quando arriva il punto di morire scalciano in nome del corpo
contro la morte.

Erri De Luca

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versi diversi, writers life

martedì, novembre 27, 2007

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L'ispirazione che arriva da lontano.
Sono affezionatissima al piccolo libro L'arte della scrittura di Lu Ji (Guanda, 2002), poema in prosa sulla scrittura redatto in Cina da un uomo di guerra nel III secolo d.C., ma di grandissima attualità e ispirazione anche per scrittori e blogger del XXI secolo.
C'è tutto, da come iniziare alla revisione, dal lessico alla coerenza del testo, dai generi all'originalità, fino alla paura della pagina bianca.
Tutto, in versi tersi e bellissimi.
Come questi:

Quando scriviamo, il viaggio
     è a volte facile e scorrevole,
     a volte arduo e faticoso.

Placare le acque scure del cuore;
    cogliere dai pensieri profondi
    il giusto nome delle cose.

Solo quando la revisione è precisa
    la costruzione regge
    solida e a piombo.

Temo che il mio calamaio,
   possa prosciugarsi,
  
che le parole giuste 
   siano introvabili.

Oggi mi è tornato in mente e l'ho ripreso in mano, dopo che dasar mi ha segnalato il post che al poema ha dedicato Bombacarta.

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libri, versi diversi

venerdì, settembre 21, 2007

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Poesia del giorno di Poesia.

Il sito di Poesia, la più bella rivista italiana di poesia, ne pubblica una al giorno.
Il link è da sempre nell'indice di destra di questo blog, ma non sempre mi ricordo di cliccarci sopra.
Faccio male, perché a volte si è fortunatissimi.
Come vincere alla lotteria, come oggi:

Vivere è stare svegli
e concedersi agli altri,
dare di sé sempre il meglio
e non essere scaltri.

Vivere è amare la vita
coi suoi funerali e i suoi balli,
trovare favole e miti
nelle vicende piú squallide.

Vivere è attendere il sole
nei giorni di nera tempesta,
schivare le gonfie parole
vestite con frange di festa.

Vivere è scegliere le umili
melodie senza strepiti e spari,
scendere verso l’autunno
e non stancarsi d’amare.

Angelo Maria Ripellino
Poesie prime e ultime

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venerdì, dicembre 22, 2006

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Vuoto di stelle

Quisiera que mi libro
fuese, como es el cielo por la noche,
todo verdad presente, sin historia.
Que, como él, se diera en cada instante,
todo, con todas sus estrellas; sin
que niñez, juventud, vejez quitaran
ni pusieran encanto a su hermosura inmensa.
¡Temblor, relumbre, música
presentes y totales!
¡Temblor, relumbre, música en la frente
—cielo del corazón— del libro puro.

Vorrei che il mio libro
fosse come il cielo di notte,
solo presente verità, senza storia.
E che, come il cielo, si desse tutto in ogni istante,
con tutte le sue stelle: senza che
infanzia, gioventù e vecchiaia gettino
o tolgano l’incantesimo alla sua bellezza immensa.
Tremore, splendore, musica
assoluti e presenti!
Tremore, splendore, musica davanti
al libro immacolato – cielo del cuore.

Juan Ramón Jiménez

Finalmente sfuggita ai risucchi della metropoli, messi a tacere i rumori della strada, chiusi i file di lavoro, stipata la spesa di Natale in frigo, ho ricevuto - tra i mille auguri elettronici - il regalo del piccolo ma splendido sito dedicato a Juan Ramón Jiménez dal Centro Virtual Cervantes.
Così questa breve
poesia mi è venuta incontro e me la sono tradotta come riposo silenzioso e buon augurio: la nostalgia di un nuovo inizio - libro o vita, non importa - senza passato e senza tempo, un vuoto pieno di stelle brillanti, e la volta del cielo nel piccolo spazio del cuore.
 

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mercoledì, ottobre 25, 2006

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E' morto un poeta.

"Le parole a volte guardano
in su
sfidandomi beffarde
perché scrivo,
mettendomi dei dubbi
che dentro non avevo."

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"Ascoltare ogni giorno
per ore
il ticchettìo della bomba
nel cuore
e veder dallo specchio di fronte
cadere
la muta slavina del corpo
che muore.
Sapere l’attrito
che accende il carbone
e fa di diamante
la nostra passione d’amore."


Bruno Lauzi, da I mari interni (Crocetti Editore, 1994)

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venerdì, aprile 07, 2006

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La poesia salva la vita. E la professione.
Dall'ultimo numero del giornale di Gruppo Cultura, il sito animato da Maria Luisa Spaziani e Stanislao Nievo, vengo a sapere che alla Facoltà di Scienze della Comunicazione dell'Università La Sapienza di Roma, è stato organizzato un ciclo di cinque incontri - da fine marzo ai primi di luglio - dedicati alla parola poetica. Il primo è stato affollatissimo.
Ne sono molto felice, perché penso che per i futuri comunicatori la poesia sia una grandissima scuola di scrittura. Anche per scrivere newsletter di tecnologia, pagine web che parlano di condizionatori e lavatrici, discorsi dell'amministratore delegato in Confindustria. Quella cosa sottile che fa la differenza - il ritmo - è con la poesia che la impari. Insieme alla capacità di condensare nel modo giusto.
Aule e poesia.
Domani sarò appunto in aula, ospite della cattedra di Comunicazione Interna e Intranet. Martedì pomeriggio spero di riuscire ad andare alla Camera dei Deputati ad ascoltare Donatella Bisutti, poetessa, ma soprattutto grande divulgatrice della poesia.
Il suo libro La poesia salva la vita mi accompagna da anni e mi ha insegnato più di dieci manuali di business writing messi insieme.

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martedì, marzo 21, 2006

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Prosa e poesia.
Tutta presa da cose molto prosaiche, avevo dimenticato che oggi è la giornata mondiale della poesia.
Lo ricorda ora il sito di Repubblica con un articolo - per una volta - pieno di link sulla poesia in rete.
Internet è davvero il luogo delle parole poetiche: le sue pagine sembrano fatte apposta per la misura breve e i bianchi di cui ha bisogno la poesia per vivere e respirare, e poi dalla poesia non si guadagna niente, non ha nulla a che fare col business, le case editrici non la pubblicano perché non conviene. In rete circola gratis e libera, perché nessuno spera di farci su dei soldi.
Però vale molto, perché può fare un gran bene a chi è convinto che le buone parole curino e consolino: "delicato farmaco" la chiamava un grande, Attilio Bertolucci.

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lunedì, dicembre 05, 2005

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200, 400, 900

Credo che il numero 200 della rivista Poesia non ce lo dobbiamo proprio perdere.

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sabato, dicembre 03, 2005

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Un taccuino di felicità.

"Amavo ogni cosa nel mondo. E non avevo
che il mio bianco taccuino sotto il sole."

Sandro Penna, Tutte le poesie

Dalla Solferina Letteraria, l'agenda 2006 del Corriere della Sera, talmente bella e raffinata che non oserò mai scriverci una parola sopra.

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venerdì, ottobre 21, 2005

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Tradurre Cohen ascoltando Cohen.

La sola poesia

Questa è la sola poesia
che so leggere
e io sono il solo
che sappia scriverla.
Non mi sono ammazzato
quando le cose si sono messe male.
Non mi sono dato
alla droga, né all'insegnamento.
Ho cercato di dormire
ma quando non riuscivo a dormire
ho imparato a scrivere.
Ho imparato a scrivere
ciò che può essere letto
in notti come questa
da uno come me.

Sono inciampata in questa poesia di Leonard Cohen in un libro sul business writing. E l'ho tradotta al volo, ascoltando Cohen.
Cosa poi c'entri la poesia con la scrittura professionale, ci tornerò sopra. Sicuro.

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mercoledì, giugno 08, 2005

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Parole in musica.
Dopo lo speciale sui dialetti, RaiLibro si occupa dell'arte di scrivere canzoni. Lo spunto è un libro pubblicato da Minimum Fax, intorno articoli e interviste a Suzanne Vega, Bruce Springsteen, Leonard Coen, Bob Dylan.

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venerdì, maggio 27, 2005

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Le parole di Lorenzo.
"Che cosa fai? Vivo. Quando sei in forma? Scrivo".
Jovanotti, Buon sangue.

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sabato, gennaio 01, 2005

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ABC.

Alba dell'anno. Amati, abbandoni.
Biglietti buttati. Botti banditi.
Carte a colori, cornetti, conchiglie. Con calde carezze, in comodi cuori.

Dinosauri diventano disegni donati.
Eppure entrano ed escono, si ergono, esistono.
Forse faranno fatica, ma in festa.
Gomito a gomito, giorno per giorno, in girotondi giganti di gesta.

Hai pianto?
Impallidisci, infatti, e hai un'iride inquieta.
Le lacrime lavano lamenti e livori.

Messaggi mancati, messaggi malati.
In notti nascoste: nonne, nipoti, neonati nascenti.
Omaggi ossequiosi, oroscopi oscuri, onde di oceani che opprimono e ottundono.

Propositi pazzi, parole possibili, pensieri che portano progetti possenti.
Quanti? Quali? Quattro almeno, un quadrifoglio nel mio quaderno a quadretti.

Restare a riva o rischiare la rotta?

Stanze spostate, sogni che sfumano.
Tanti timballi troneggiano in tavola.
Uno per uno, uvetta e ubriachi.
Versi versati in vasetti di vita.

Zaff, zaff, zaff... via la zavorra, solo zucchero e zen - zittisce la zia.














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domenica, dicembre 19, 2004

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La parola, che tutto muove.
Gli scrittori professionali in rete non sono molti. Almeno quelli che si spendono, scrivono, condividono. Quei pochi li seguo tutti, attraverso i loro siti, blog, newsletter, anche per capire come se la passano e cosa pensano persone che fanno il mio stesso mestiere in realtà e paesi molto diversi dal mio.
Ho letto nei loro scritti, forse per la prima volta, una certa dose di ottimismo.
Rachel McAlpine, neozelandese, ha raccontato in una mailing list di aver lavorato moltissimo nell'anno che sta finendo, soprattutto con gli enti pubblici del suo paese, e di avere già tanti impegni di formazione e consulenza per il prossimo anno. Senza farsi troppa pubblicità, ma solo perché la domanda di buoni testi è cresciuta.
Gerry McGovern, parla addirittura del 2004 come dell'anno in cui l'editor ha raggiunto la maggiore età e si è compreso all'interno delle organizzazioni che i contenuti contano più della tecnologia.
E infine la catalana Neus Arqués, autrice della newsletter quindicinale La Gazetta de Manfatta, ha intitolato Parole, parole, parole l'ultimo numero dell'anno. Una collezione dei piccoli segnali che riportano la parola al centro della rete e un regalo finale che mi è piaciuto molto e che quindi vi rigiro: una poesia di Enric Casasses, che ho tradotto in italiano con un po' di incoscienza:

Il modo più selvaggio,
selvatico e salvifico
di muovere il corpo, la maniera
più sottile e più muscolare, la più vicina alla Materia
Fatta Fonte Perché E' Fonte,
il movimento del corpo
più insultante di tutti, e, sì,
il più amoroso, se si ama,
è la parola, e parlare.

PS La versione in castigliano è qui. Tutti i miglioramenti sono i benvenuti.














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mercoledì, ottobre 20, 2004

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Mario Luzi: versi e voce.

Stelle? o la loro lontananza?
la loro luce ingannevole,
la loro dubbia presenza?
O è, che unico vacilla, il fuoco interno,
la mente?

Una manciata di versi tratti dall'ultimo numero di Poesia e la segnalazione di una lunga intervista a Luzi di Antonella Palermo, apparsa or ora su Alice.






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domenica, giugno 20, 2004

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Sogno.
Mi guardo allo specchio.
Scruto, osservo e leggo seriosa i segni sul viso.
Faccio per ritrarmi e nel farlo mi volto.
Appena in tempo per vedere, sopresa, una massa di capelli lucidi, setosi e lunghi.
Avevo guardato troppo davanti, senza accorgermi di quanto, piano piano, cresceva dietro di me.






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martedì, giugno 15, 2004

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Alba.

Fruscìo di fronde strappate,
di tende levate
e lavate di bianco
(come queste pareti
senza più sguardi).
Nell'alba verde
e vuota
si insinua una striscia
sommessa di sogno.









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domenica, giugno 06, 2004

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Sciarpe.

Sciarpe di sciantung,
sciami di seta
di api che scendono
succose di giallo.

Dal cielo colano
celesti cascate
caldi cotoni
circondano il collo.

Nuvole rosa
rami di rosso
ricci di riso
ruvidi rigano.

Verdi versanti
vele di vento
voiles che volano
vortici lievi.

Marroni di terra
manti d’argilla
moiré profondo
in matasse di mare.

















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lunedì, aprile 26, 2004

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Il verde di Sylvia.

"There is a green in the air,
Soft, delectable.
It cushions me lovingly."

"C'è un verde nell'aria,
tenero, delizioso.
Mi protegge amorosamente."


Ho avuto la fortuna di leggere questi versi di Sylvia Plath stamattina, mentre aspettavo il treno nella piccola stazioncina di campagna e intanto annusavo l'aria, gustando quello strano momento in cui senti che la nuova stagione è arrivata. Non per la temperatura, ma per il profumo. Quello che ti colpisce solo la prima volta, perché poi ci fai l'abitudine e non lo senti più.







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lunedì, febbraio 23, 2004

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Neruda.
Oggi è uscito il volume del Corriere della Sera con un'antologia delle poesie di Neruda.
Per chi voglia conoscere meglio quella enciclopedia poetica del creato che è l'opera di Neruda, c'è il sito che gli ha dedicato la Universidad de Chile.

Llegó la poesía
a buscarme. No sé, no sé de dónde
salió, de inverno o río.

La poesia venne a cercarmi.
Non so da dove sia uscita, da inverno o fiume.

(da Memorial de Isla Negra)






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sabato, febbraio 14, 2004

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Scrivere versi su una finestra d'argento.
Oggi ho ascoltato uno splendido cd in cui Piera Degli Esposti legge delle poesie di Maria Luisa Spaziani e la poetessa le commenta e parla della sua vita (M. Luisa Spaziani, Crocetti Editore, 11 euro).
Dopo ho messo in moto Google per trovare e leggere il più possibile sulla "Volpe" di Montale.
Tra le altre cose, in un vecchio numero di Telèma ho trovato dei bei versi che la Spaziani ha dedicato al computer. Ho sorriso pensando a questa anziana signora davanti alla sua "finestra d'argento".
Ecco i versi:

Computer

Questa finestra argentea sul mondo
che sa ogni cosa, che ricorda tutto,
più di me ha brillante la memoria.
Mi batte come mai era accaduto.

Si ricorda ogni data, ogni indirizzo,
e mi ricostruisce il tempo andato.
Gioca a scacchi, sa dirmi quanti battiti
finora ha fatto nelle vene il sangue.

E' il più grande museo del mondo,
un regesto implacabile, il più attento.
Non ricorda purtroppo i profumi,
non sa dirmi chi amavo di più.

Intelligenza pura, non variabile,
sarebbe un giorno piaciuto a Pascal?
Entriamo nei cunicoli segreti
che il teschio nascondeva.

L'esprit de force et l'esprit de finesse
lottano in noi, ma in te il primo vince.
E' prezioso il tuo aiuto, ma rimani,
strumento caro, amico e non padrone.

M. Luisa Spaziani, Teléma, n°17-18





















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domenica, febbraio 01, 2004

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In cerca di sé.
Su Repubblica di giovedì scorso, il curatore dell'antologia della poesia italiana di Einaudi, Carlo Ossola, così risponde al giornalista che gli chiede qual è oggi il pubblico della poesia:
E' chi decide di avere orecchio per intendere, e voce per conversare con chi l'ha preceduto o gli sta accanto; è il cittadino che "non scende in campo", ma va in cerca di sé.
E qualche riga prima: La poesia ferma il tempo e racchiude il cosmo in sillabe.



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mercoledì, gennaio 28, 2004

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A colpi di versi.
Dopo i romanzi e l'ottocento, i due maggiori quotidiani italiani si sfidano ora sul terreno della poesia. Comincia Repubblica giovedì 5 febbraio con il primo volume dell'antologia poetica di Einaudi, un'edizione che si annuncia di un certo livello, visto che tutte le poesie di autori stranieri hanno il testo a fronte. Lunedì 16 febbraio sarà la volta del Corriere della Sera, con il primo volume dedicato a Montale. La poesia non si vende, ma probabilmente farà vendere i quotidiani.
Che strano... e pensare che nella più grande libreria di Roma non fanno arrivare più da mesi la più bella rivista italiana di poesia, Poesia dell'editore Crocetti. Ho dovuto fare il giro delle edicole del centro per trovarla.
Mentre venerdì prossimo, 30 gennaio, alle 18 presso la Libreria FNAC di Milano prende il via lo Slam Poetry Tour: competizione di poesia con pubbliche letture, selezione spietata in tre round come nella boxe. Il tutto diretto da un "maestro di gioco". Poeti in cerca di gloria, fatevi avanti!




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domenica, dicembre 28, 2003

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Suoni d'inverno.
Tra le canzoni di De André ho sempre amato molto Inverno, ma la versione del doppio cd Amico fragile con la sola voce e l'arpa di Cecilia Chailly fa veramente venire i brividi tanto sembra alzarsi su un orizzonte deserto e bianco.

Sale la nebbia sui prati bianchi
come un cipresso nei camposanti
un campanile che non sembra vero
segna il confine fra la terra e il cielo.

Ma tu che vai, ma tu rimani
vedrai la neve se ne andrà domani
rifioriranno le gioie passate
col vento caldo di un'altra estate.

Anche la luce sembra morire
nell'ombra incerta di un divenire
dove anche l'alba diventa sera
e i volti sembrano teschi di cera.

Ma tu che vai, ma tu rimani
anche la neve morirà domani
l'amore ancora ci passerà vicino
nella stagione del biancospino.

La terra stanca sotto la neve
dorme il silenzio di un sonno greve
l'inverno raccoglie la sua fatica
di mille secoli, da un'alba antica.

Ma tu che stai, perché rimani?
Un altro inverno tornerà domani
cadrà altra neve a consolare i campi
cadrà altra neve sui camposanti.

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lunedì, dicembre 22, 2003